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Konami: il destino di un colosso in bilico

In questi giorni ha fatto molto discutere la notizia risalente al 15 gennaio riguardante l’ipotetica chiusura delle tre divisioni di sviluppo di videogiochi Konami, lasciando presagire ad un allontanamento definitivo dall’industria videoludica. Anche se la notizia è stata poi smentita da Konami stessa, facendo riferimento a una ristrutturazione interna per rendere più efficienti le divisioni dedicate alla produzione, appare ormai evidente da tempo, come il colosso nipponico abbia ridotto notevolmente la sua produzione. Cosa sta succedendo in casa Konami?

Konami e un’eredità troppo importante per essere perduta

La casa di Osaka, nel corso degli anni, ha certamente cambiato la sua strategia di marketing, puntando sui pachinko e sul mercato mobile, lasciando nell’oblio quelle IP che hanno fatto la storia videoludica di questo grande colosso.

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Originariamente, il primo nucleo dell’azienda nasce ad Osaka nel 1969, come servizio di riparazione e noleggio jukebox, per poi espandersi in altri settori commerciali, tra cui quello dell’intrattenimento videoludico, sviluppando cabinati arcade, per poi annoverarsi, nei successivi anni ’80, una posizione di spicco nel mercato internazionale. La partneship con Nintendo, nella produzione di titoli per NES, ha dato vita a brand di successo come Gradius, Contra, Bomberman, Metal Gear, Castlevania e Silent Hill, che hanno fatto la storia dell’industria videoludica.

Tuttavia, in tempi più recenti, molti di questi brand sembra che siano stati dimenticati o sottoposti a mere operazioni di franchise milking, come nel caso della serie Metal Gear che, orfana del creatore Hideo Kojima, ha visto la produzione di un pachinko a tema Metal Gear Solid 3: Snake Eater o la più recente distribuzione nelllo store della piattaforma GOG.com, del  primo capitolo uscito su MSX nel lontano 1987 e degli  immancabili Metal Gear Solid e Metal Gear solid 2: Sons of Liberty e il gioco da tavolo in previsto per quest’anno.

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Vi sono stati i tentantivi di riportare in vita gli storici brand come Metal Gear Survive, uscito nel 2018; o il disastroso Contra Rogue Corps del 2019, ma senza successo alcuno, quasi privi di la volontà ed estro creativo. In tal senso ha avuto più fortuna Castlevania, che nonostante il “colpo di frusta” subito con Lords of Shadow 2, ha trovato modo di rivivere, grazie alla fortunata serie Netflix animata e alla recente Castlevania Anniversary Collection che include alcuni degli episodi più importanti oltre al primo ed immancabile Castlevania uscito nel 1986 su Famicom Disk System. Ad essere rimasto avvolto nella nebbia è il destino di Silent Hill, storico survival horror di Konami che avrebbe dovuto vedere il ritorno col reboot realizzato da Kojima con la collaborazione di Gullielmo del Toro.

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Ma dopo che Konami ne ha arrestato lo sviluppo, con la conseguente cancellazione, ce ne perviene soltanto la demo P.T. punto di riferimento e di ispirazione per molti sviluppatori indipendenti. Un altro dei modi per rivivere le cupe atmosfere della collina silenziosa è il DLC a tema che vede la collaborazione di Konami con Dead By Deadlight.

Addio sogni di gloria?

Con l’avvento delle console di nona generazione, molte software house storiche si preparano per un ritorno in grande stile, con alcuni dei loro brand storici più noti e molti fan vorrebbero vedere il ritorno di queste glorie del passato. Ma dalle parti di Konami, la ristrutturazione delle tre divisioni di sviluppo videogiochi non sembra dare un segnale positivo in tal senso.

La questione sembrerebbe sì complessa, ma meno drammatica di quanto sia realmente e bisogna fare chiarezza. Molti fan avevano ipotizzato al fatto che Konami avrebbe chiuso i battenti delle divisioni della produzione di videogiochi, ma nella fattispecie l’azienda ha predisposto una ristrutturazione interna della divisione digital, e quindi non la chiusura di queste tre divisioni e ciò non significa necessariamente che Konami abbia chiuso i rubinetti per quanto riguarda l’industria videoludica, dato che possiede altri studi e team interni. Questa strategia potrebbe far intendere anche a un consolidamento degli studi, ma non vi è alcuna certezza in merito.

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È certo che Konami non è una società in difficoltà, in quanto rimane una delle compagnie più floride del Giappone e questa fase di ristrutturazione interna potrebbe essere legata ad una scelta di ridistribuzione delle risorse e del budget, ottimizzando la produzione, come accade nella maggior parte delle compagnie.

Ciò non determinerebbe necessariamente la produzione di nuove IP, tuttavia resta evidente l’intenzione dell’azienda di puntare sui pachinko, sul mercato mobile con giochi pay to win, carte da gioco e oggetti collezionabili, da sempre fonte vitale di guadagno della compagnia. Brand di punta che continueranno a ricevere il supporto di Konami sono Bomberman e il gioco di carte collezionabili Yu-gi-Oh, che vanta numerosi adattamenti anime e videoludici.

Appare inoltre forte la volontà della compagnia nel voler continuare ad investire nel mercato videoludico, continuando a produrre e supportare i giochi della serie calcistica di Pro Evolution Soccer, il cui nuovo capitolo porterebbe novità importanti a livello strutturale.

Quello che si chiedono in molti è come verranno gestite le storiche IP dell’azienda. Ci si chiede se la sofware house possa dare in concessione lo sviluppo di questi brand ad altre case. Alcune insistenti voci di corridoio alludevano a remake e reboot vari, e di cosa potesse realmente bollire in pentola per il 2021.

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Alcuni di questi rumor dell’insider KatharsisT su ResetEra  insistevano particolarmente  sullo sviluppo del remake di Metal Gear Solid in esclusiva PS5 ad opera di Bluepoint, che a detta dell’insider verrebbe acquistata definitivamente da Sony.

L’insider in questione ha inoltre parlato dello sviluppo di un nuovo Silent Hill per PS5 in lavorazione presso di Sony Japan Studio, dando rilievo a quando dichiarato in passato dall’insider Dusk Golem.

Si tratta di rumor interessati e anche se non è  stato annunciato nulla di ufficiale in merito fanno sperare che questi iconici brand possano tornare a nuova vita, ma attualmente non ci è dato saperlo.

Cosa ne sarà della storica eredità videoludica di Konami? Quale novità vi aspettereste di vedere da parte della nuova divisione di Konami?

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