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Perché acquisterei Xbox Series X, perché PS5 e perché non lo farò a breve

Il lancio di una nuova console è un momento entusiasmante, diffidate di chi vi dice di amare i videogiochi ma afferma contrario. Figuriamoci il lancio di due, a stretto giro l’una dall’altra, con Xbox Series X arrivata in Europa il 10 novembre e PS5 qualche giorno dopo, il 19. Anzi, facciamo tre, contiamo anche Xbox Series S, che ha una sua assoluta dignità e una propria ragion d’essere. Addirittura è perfettamente esplicativa di quanto abbiamo appena affermato, perché, parole di Phil Spencer, capo della divisione Xbox, realizzata per “andare incontro a un pubblico quanto più vasto possibile, per catturare ancora più persone nell’euforia del lancio [di una nuova console]”.

In un momento storico nel quale quasi ogni singolo evento viene approcciato sempre con una nota polemica, nella quale la contrapposizione, e non la sintesi, sembra essere l’unico motore di una qualunque discussione, è quasi corroborante vedere esaurirsi le quantità di nuove console, leggere di sold out ovunque, essere testimoni di tanto genuino slancio.

Intendiamoci, sappiamo benissimo che questo sta succedendo anche perché sia Sony che Microsoft hanno avuto problemi di produzione e logistici, perché a quello che comunque è un momento di per sé delicato a livello industriale, gestionale, comunicativo, si sono aggiunte le problematiche causate dalla pandemia di COVID-19. Lo stesso, però, non si può non essere felici, da giocatori, del semplice fatto che milioni di persone stanno investendo o investiranno in quella che è una passione che condividono con noi. Che messa così sembra una banalità sconcertante, ma le vibrazioni positive di ogni accadimento vanno recepite e amplificate, non bisogna sempre arrendersi passivamente alla stucchevole negatività di certe estremamente rumorose minoranze.

È facile immaginare quale possa essere il tenore delle loro cantilene, sentirli evocare “la cultura dell’hype”, che annebbia le menti delle persone e impone loro il desiderio di un qualcosa, mettendo in secondo piano il suo eventuale godimento. Esiste, certamente, e in qualche modo condiziona determinate scelte dei publisher, degli sviluppatori e dei giocatori, ma no, non è il motore di un’industria da 150 miliardi di dollari l’anno. È veramente ridicolo pensare che la fattualità di simili numeri possa poggiare su di un qualcosa che è vacuo per definizione, che milioni di giocatori vivano la loro passione solo come un’eterna attesa di quanto arriverà, e non attraverso il godimento di quanto hanno. Significa, ci permettiamo, anche non capire che la nostra bolla di inossidabili appassionati, che attendono certi tripla A come la seconda venuta di Cristo e che spesso si perdono nel voler giocare tutto il giocabile, magari tutto insieme, sia rappresentante solo di uno, e probabilmente nemmeno il più diffuso, dei modi di vivere il rapporto con il videogioco.

Quindi, da appassionato sono estremamente felice del lancio delle nuove console e soprattutto dell’accoglienza che hanno riservato loro i giocatori. E vorrei tuffarmi anch’io nella nuova generazione, anzi forse dovrei anche, il prima possibile, da addetto ai lavori, ma per ora aspetterò, perché essere entusiasti di qualcosa non significa comunque non ponderare le proprie scelte. E quasi sono felice che sia Xbox Series X che PS5 siano esaurite, perché al momento non saprei veramente quale prendere (no, l’opzione “comprale subito entrambe” al momento non è contemplata).

Perché acquisterei Xbox Series X

Non so precisamente quando sia nata e da dove sia venuta, ma nella mia mente si è fatta strada una certa preferenza verso Xbox Series X, pur non avendo mai posseduto una console made in Microsoft. O forse proprio per quello. Su di me, probabilmente a causa del mio patologico perfezionismo, ha una certa presa il fatto che sia la console più potente, la immagino come l’ambiente ideale sul quale giocare i titoli multipiattaforma, che a livello teorico dovrebbero girare meglio. È vero, in questo momento la situazione è esattamente opposta, quasi tutti vanno meglio su PlayStation 5, ma dipende dalle diverse tempistiche con le quali sono stati finalizzati i kit di sviluppo, dalla familiarità dei team con certi ambienti di sviluppo e da altro ancora, tutte questioni che dovrebbero essere risolte a stretto giro, dando poi un margine in più alla macchina Microsoft.

Opterei per la console più performante anche per il motivo che probabilmente dovrò progressivamente abbandonare il PC come macchina da gioco, e in un certo senso percepisco una sorta di identità tra esso e Xbox Series X, grazie a servizi come Xbox Game Pass, o considerando il fatto che le esclusive targate Xbox Game Studios saranno disponibili al lancio su tali piattaforme.

Ah già, Xbox Game Pass! Posto che si tratta di un servizio già fenomenale, ma che diventerà devastante quando, magari, proporrà al lancio un The Elder Scrolls VI, al momento sto cercando di tenerlo fuori dall’equazione. La proliferazione di servizi in abbonamento, anche esterni al settore videoludico, propone una quantità soverchiante di contenuti, ma rischia, se non controllata, di trasformarsi all’atto pratico in una nuova, sostanziosa bolletta da pagare ogni mese. È vero, sei mesi di abbonamento costano quanto un singolo tripla A, ma proprio per quel motivo magari lo attiverei per quel tripla A, il tempo di finirlo e poi lo metterei nuovamente a riposo. Ho smesso da tempo di considerare il possesso di un videogioco come irrinunciabile feticcio.

Perché acquisterei PS5

Ma se optassi per Xbox Series X di tutti quei giochi, non sono affatto pochi, che ho ancora da completare su PlayStation 4, cosa ne farei? La risposta più facile chiaramente sarebbe “li finiresti su PlayStation 4”, ma come resistere all’upgrade a PS5? La console di ormai passata generazione, nella sua versione base, è un hardware che sente tantissimo il peso del tempo, tra HDR solo emulato, capacità di rete ridicole e la terrificante ventola. Lo smart delivery di titoli come Assassin’s Creed Valhalla, The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077, che mi toccherà quantomeno iniziare a giocare proprio su PlayStation 4, è un enorme richiamo.

Il DualSense sembra essere veramente un qualcosa di veramente nuovo, tutti ne esaltano le caratteristiche e ne immaginano le applicazioni, ma a dire il vero quello che fa e promette di fare ha su di me poca presa (e sono anche abbastanza convinto che le sue potenzialità non verranno poi esplorate particolarmente, riducendone l’impatto a mera gimmick).

Anche se finora ne è stata mostrata solo una, che però arriverà anche su PlayStation 4 e che sarà il seguito di un titolo che non ho amato particolarmente (sto parlando di Horizon Forbidden West, successore di Horizon Zero Dawn), sono le potenziali esclusive la vera freccia nell’arco di Sony. L’acquisizione di Bethesda da parte di Microsoft ha spostato enormemente gli equilibri in tal senso, ma la mia personale bilancia pende ancora verso quanto Sony potrebbe offrire, anche perché non è detto ancora che il già citato The Elder Scrolls 6, o il prossimo DOOM, o il finora invisibile Starfield rimarranno effettivamente confinati su Xbox. Bramo ardentemente God of War: Ragnarok, mi arrovello nel pensare a cosa potrebbe tirar fuori da una nuova macchina Naughty Dog (speriamo non Uncharted 5 o The Last of Us Parte III, ma qualcosa di inedito). Ci sono poi tutta una serie di produzioni squisitamente giapponesi, come quelle di NIS America o Koei Tecmo, che non sempre arrivano su Xbox e alle quali mi dispiacerebbe rinunciare. È molto probabile che queste potrei giocarle su Nintendo Switch, ma chissà che non in versioni costrette a enormi compromessi, viste le differenze in termini di potenza tra le macchine.

Perché aspetterò

I miei dubbi sono anche quelli di moltissimi giocatori, le mie le riflessioni di un appassionato come tanti, e chissà che alcuni di voi non possano aver trovato in esse il motivo per preferire una console piuttosto che un’altra. Io al momento sono certo solo del fatto che, salvo necessità lavorative, aspetterò. Lo ripeto, pendo verso Xbox Series X, fosse anche solo per la percezione che ne ho di un oggetto affascinante, mentre reputo PlayStation 5 un gargantuesco orrore e spero vivamente che ne arrivi una versione slim il prima possibile (inutile sperare che ciò avvenga prima di almeno un paio di anni), ma alla fine la storia è sempre la stessa, contano i giochi, e all’orizzonte se ne vedono ancora pochi, in un’annata, il 2021, che probabilmente sarà quella che maggiormente risentirà delle conseguenze della pandemia.

Mi godrò probabilmente ancora per un annetto le mie vecchie console, cercando di smaltire il mio immenso backlog (ovviamente invano) e maledicendo caricamenti lunghi due minuti che sulle nuove console sarebbero di dieci secondi (sì Assassin’s Creed Valhalla, ce l’ho con te), ma comunque in maniera serena. Arriverà il momento per passare convintamente alla nuova generazione (riguardo la console con cui farlo probabilmente convinto non lo sarò mai), e già non vedo l’ora.

In attesa che sia Xbox Series X che PlayStation 5 tornino disponibili, potete acquistare Gears 5 per la prima e Demon’s Souls per la seconda.