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PS5 e Xbox avranno open world più immersivi, per Todd Howard

Todd Howard è uno di quei rari autori il cui nome è talmente noto e sdoganato da poter essere accostato, presso il grande pubblico, agli stessi videogiochi da loro realizzati, anche se in questo caso si parla di mostri sacri come Oblivion, Skyrim e gli ultimi Fallout, senza considerare i prossimi The Elder Scrolls VI e Starfield. In una recente intervista al quotidiano The Guardian, il game director di Bethesda, volto noto dell’industria da oltre vent’anni, ha parlato di come vede il futuro del medium nella prossima generazione, con particolare riferimento agli open world e alla luce del recente debutto di PS5 e delle nuove Xbox.

Secondo Howard, le nuove console non porteranno rivoluzioni percepibili a un primo sguardo e non ci saranno necessariamente videogiochi “più grandi”, dal momento che lo sono già abbastanza; piuttosto, oltre ai prevedibili miglioramenti grafici, la chiave del loro sviluppo futuro andrà ricercata in elementi come l’intelligenza artificiale e soprattutto l’immersività, l’accessibilità e la reattività che i mondi sapranno proporre d’ora in poi su PS5 e Xbox Series X|S.

Bethesda

“Credo che i videogiochi siano davvero imbattibili nel saper trasportare i giocatori in un altro mondo e nel porsi continuamente domande come: voi cosa fareste qui? Quali sono le possibilità? Questa cosa qui permette loro di fare davvero la differenza rispetto ad altre forme d’intrattenimento. […] Guardiamo ai prossimi cinque o dieci anni: per me, la vera rivoluzione sta nell’accessibilità. Fino ad oggi, il tempo richiesto anche solo per accendere una console e caricare un videogioco era una vera e propria barriera d’ingresso, che non dovrebbe proprio esserci in un’esperienza che metti su per rilassarti e giocare per ore ed ore.

“Nel prossimo futuro, a prescindere dal dispositivo che utilizzate o da dove siete, potrete entrare in gioco più velocemente: nei prossimi cinque o dieci anni, in particolare, l’evoluzione dei videogiochi passerà da qui. A me piacerebbe vedere più reattività, più sistemi e meccaniche di gioco fusi insieme e la possibilità per i giocatori di interagirvi in modi nuovi. Concentrarsi sull’espansione fine a sé stessa non è sempre il risultato migliore, ma vale la pena anche sforzarsi di migliorare quel che già esiste.” Howard ha poi ribadito che una parte fondamentale del futuro di Bethesda sarà incentrata sullo sviluppo di giochi single player: “Abbiamo avuto successo anche con alcuni videogiochi multiplayer, come The Elder Scrolls Online o Fallout 76, scoprendo un fatto emblematico: diversi fan preferiscono giocarli da soli e offline, senza altri giocatori a disturbare la loro esperienza.”

Le parole di Howard riflettono in buona parte quelle di Phil Spencer, boss della divisione Xbox nonché responsabile della gigantesca operazione che, entro metà 2021, porterà Microsoft ad acquisire Bethesda per 7.5 miliardi di dollari.

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