Game Division

The Hand of Glory, impressioni dalle prime ore di gioco

Come abbiamo potuto vedere a più riprese, quello delle avventure grafiche è un genere che riesce ancora oggi a catturare una nicchia di appassionati non indifferente. Persone cresciute con i grandi miti LucasArts degli anni Novanta, ragazzi che si sono affacciati al genere grazie ai particolari prodotti targati Telltale fino a un nuovo pubblico, nato in questi ultimi anni grazie a produzioni indipendenti che ricalcano il passato riuscendo, al contempo, a dar vita a qualcosa di completamente nuovo.

The Hand of Glory è una di queste, e dopo avervi raccontato l’incipit di quella che promette di essere una delle uscite più interessanti del prossimo anno, oggi vogliamo spendere qualche – meritatissima – parola sulle primissime ore di gioco. Prima di tutto facciamo però un piccolo passo indietro: cos’è The Hand of Glory?

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Il progetto, che noi di Tom’s Hardware abbiamo conosciuto in prima persona durante l’ultima edizione della Milan Games Week, nasce dalla collaborazione tra la debuttante e ambiziosa Madit Entertainment e Daring Touch, publisher dietro a diversi titoli degni di nota come l’indimenticabile Detective Gallo. Dopo il buon successo ottenuto su Kickstarter, il gioco si avvia finalmente alla sua pubblicazione prevista su PC per il prossimo mese di febbraio.

Nel gioco vestiremo i panni del detective Lazarus Bundy e dell’aspirante investigatrice Alice Sharp, figlia di un leggendario membro dell’HPD, con molta voglia di dimostrare il proprio valore. Sin dai primissimi istanti di gioco è evidente la cura posta nel dare una personalità ai due protagonisti: essi presentano infatti caratteri differenti che non esiteranno a scontrarsi ma che, di fronte ad un evento inatteso e improvviso, si troveranno a collaborare per raggiungere un obiettivo comune.

La personalità eccentrica e il tono sarcastico di Bundy da una parte e l’apparente marcata insicurezza della giovane Sharp dall’altra promettono, a lungo andare, di restituire una delle coppie di detective più interessanti dai tempi di Sam and Max: un paragone voluto ma che non deve assolutamente trarre in inganno, e ora andremo a scoprire perché.

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A differenza del capolavoro targato LucasArts, a cui The Hand of Glory strizza l’occhio prendendo probabilmente parte della sua ispirazione proprio da quest’ultimo, il titolo di Madit Entertainment presenta un tono e delle tematiche molto più delicate. Non mancano un tono talvolta scanzonato e una serie di battute giuste fatte al momento giusto – peraltro avvalorate da un doppiaggio svolto in maniera ottima – ma la trama vuole spingere il giocatore ad immergersi, in maniera sempre più marcata, in un mistero capace di lasciare con il fiato sospeso fino alla fine.

A livello di gameplay, come già notato nell’analisi effettuata a seguito della Games Week, siamo di fronte ad una struttura quantomai classica per un titolo di questo genere: il giocatore ha a disposizione un proprio inventario, con una serie di oggetti da utilizzare e all’occorrenza da combinare al fine di trovare la soluzione al gran numero di enigmi proposti.

Nello scenario posto immediatamente all’inizio dell’avventura, ad esempio, troveremo il nostro protagonista intento ad intrufolarsi all’interno di un appartamento. Chi ha già una certa esperienza in campo di avventure grafiche sa bene qual è il modus operandi da seguire: ispezionare tutta la zona, anche in cerca di oggetti che possono rivelarsi utili, spulciare a dovere l’inventario e tutte le informazioni utili a raggiungere il primo piccolo obiettivo. Man mano che il gioco avanzerà, crescerà anche il livello di sfida e siamo certi che tutti, anche i più esperti, troveranno pane per i loro denti.

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Pur trattandosi di un titolo indipendente e sostenuto perlopiù da una campagna di crowdfunding, The Hand of Glory appare come un’esperienza solida e senza sbavature tecniche di alcun genere. L’unica miglioria possibile, legata però ad un aspetto che non va minimamente a scalfire l’ottima natura del prodotto, è forse relativa alle animazioni non sempre fluide dei personaggi, soprattutto nelle cutscene animate presenti nel gioco.

È comunque un dato di fatto quanto Madit Entertainment abbia svolto con molto impegno il lavoro di sviluppo e di cura dei particolari nel gioco, che si traduce in una produzione che vi invitiamo a sostenere anche e soprattutto se siete appassionati delle avventure grafiche. Allo stesso tempo il gioco può anche risultare come un’ottima introduzione al genere, grazie ad un’esperienza dalla difficoltà crescente che siamo sicuri riuscirà a mettervi alla prova.

Il fatto che sia una produzione tutta italiana, inoltre, non fa che rendere il tutto ancora più interessante: l’appuntamento è fissato per il mese di febbraio 2020. In attesa di ulteriori sviluppi vi invitiamo a seguire il progetto sulla pagina Facebook ufficiale, a provare la demo presente su Steam, e a continuare a seguirci per novità e approfondimenti su The Hand of Glory.

Se siete amanti del genere, non potete non recuperare due capolavori come Grim Fandango e il più recente Thimbleweed Park.