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Xbox, strategia e futuro degli studi First Party

Dopo l’annuncio durante l’X018 dell’acquisizione di InXile e Obsidian, i fan sono stati colti da un’improvvisa esaltazione dovuta, giustamente, ad una conferma relativa all’impegno di Microsoft, nel volersi rialzare dopo il duro colpo subito in questa generazione di console.

Nonostante l’introduzione di nuovi studi porti inevitabilmente a più giochi all’interno della libreria, è meglio non agitarsi troppo, perché l’idea di Microsoft non è quella di trasformare ogni singolo studio in un team che sviluppi Tripla A. Al contrario l’obiettivo è quello di produrre più giochi AA possibili con tempi di sviluppi ridotti, in modo tale da rimpolpare Xbox Game Pass avendo sempre un catalogo ricco e aggiornato

Ciò non significa che Obsidian e InXile non possano sviluppare un progetto imponente un giorno, anzi, succederà sicuramente, ma almeno inizialmente vedremo titoli “minori”, più orientati ad un’uscita sul breve periodo. In questo articolo ipotiziamo quali potrebbero essere le strategie di Microsoft sugli studi first party – vecchi e nuovi -, immaginando cosa potrebbero sviluppare e con quale budget di sviluppo.

I primi della classe

Ogni squadra ha i suoi fuoriclasse e nel caso di Microsoft possiamo citare: The Coalition, 343Industries, Turn10 e Playground Games. Questi quattro studi, sono a conti fatti, quelli che vengono finanziati per produrre giochi AAA di grosso calibro. The Coalition è impegnata al 100% su Gears 5, ma non è da escludere che abbia in mente qualcos’altro. Negli ultimi mesi sono molti i rumor, secondo il quale il team capitano da Rod Ferguson stesse lavorando ad un nuovo Perfect Dark in collaborazione con Rare. Ipotesi, certo, ma non da escludere anche a causa delle numerose offerte lavorative uscite di recente, che parlavano chiaramente di un progetto inedito in sviluppo, lontano dal brand di Gears of War.

343 è concentrata nello sviluppo di Halo Infinite; una produzione assai complessa, poiché costituita dall’ideazione di un nuovo motore grafico – SlipSpace Engine – e di un ritorno alle origini sul piano stilistico che ha richiesto persino l’aggiunta di un team di supporto esterno. L’Halo 6 di 343, insomma, è un titolo che vuole essere mastodontico, riprendersi lo scettro di miglior FPS sul mercato console; un risultato raggiungibile solo grazie ad un rinnovo completo del brand, cercando di recuperare l’atmosfera e le emozioni della trilogia Bungie.

Al team si sono da poco aggiunti diversi developer e designer di altissima esperienza, tra cui il lead artist Rogelio Olguin, ex Naughty Dog. Da confermare, inoltre, la presenza dell’ex compositore Martin O’Donnell che ha lasciato numerosi indizi sul suo ritorno, ma nulla ancora che lo possa in qualche modo ufficializzare all’interno del team. Sapremo di più durante l’E3 2019.

Turn10 si è giustamente preso un anno di pausa  dalle uscite, che a livello ufficiale riguarda il supporto per Forza Motorsport 7, ma che molto probabilmente è più legato allo sviluppo del prossimo Forza per next gen che richiede un doppio lavoro non indifferente. Perché doppio? Il team di Dan Greenawalt deve rifare al 100% piste e modelli poligonali delle autovetture per presentarle in maniera completamente rinnovata per la nuova generazione e in secondo luogo deve limare tutti i difetti che i fan hanno riscontrato in Forza 7, tra cui una modalità carriera poco soddisfacente e meccaniche simulative abbastanza problematiche.

Infine Playground Games, la software house con un obiettivo ben preciso in mente: diventare i migliori sul mercato. Non male per coloro che hanno sviluppato la grandissima saga di Forza Horizon e ora si stanno lanciando in un progetto segreto Action-RPG Open World – Sarà Fable? – che vedremo con molta probabilità durante il prossimo E3. Da poco l’azienda ha aperto i colloqui per assumere ben 177 sviluppatori, un numero impressionante che lascia presagire un prodotto davvero ambizioso, soprattutto se si considera che molti di quelli assunti provengono da studi come Bioware, CD Project Red e Blizzard.

The Initiative, il primo team a sviluppare giochi “AAAA”?

Di The Initiative se ne parla poco, un po’ perché a dirla tutta si sa realmente poco, ma anche perché è un team nato da zero e fondato dalla stessa Microsoft a Santa Monica. Di una cosa siamo certi: produrranno esperienze fortemente narrative e probabilmente single player, ciò lo ha confermato Phil Spencer stesso durante l’E3 2018. Nonostante si sappia ancora poco della software house, è chiaro come il sole che questo diventerà uno dei team chiave di Xbox per la prossima generazione.

Capitanato da Darrell Gallagher – ex studio Head di Crystal Dynamics -, The Initiative sta assumendo talenti da ogni parte del mondo, dando vita ad una squadra composta da ex Rockstar Games, Crystal Dynamics, Santa Monica e Insomniac Games. Insomma un dream team che viene definito dalla community di videogiocatori: il primo che potrebbe  dare vita al primo gioco AAAA. Ovviamente è una dichiarazione un po’ forte, anche perché non abbiamo ancora visto nulla ed è troppo prematuro giungere già ad una conclusione senza prima aver visto qualcosa in azione. Certo, senza ombra di dubbio, le aspettative sono alte e le premesse non sembrano assolutamente male.

I team del purgatorio

Ci sono poi i first party da valutare sul lungo periodo, quelli che comodamente definiamo “con potenziale”, coloro che galleggiano tra i Doppia A e i Tripla A. Tra questi troviamo sicuramente: Obsidian, Ninja Theory, Rare e Undead Labs. Quattro team che hanno dimostrato di saper produrre titoli importanti con budget limitati – anche se nel caso di Rare non sappiamo quanto sia costato Sea of Thieves -, e che lasciano molte speranze per un futuro da protagonisti.

Ninja Theory è stata la vera bomba dello scorso E3 2019 per quanto riguarda le acquisizioni, un team che ha sempre lavorato su progetti di altissimo spessore come Hellblade, Enslaved o DMC. I lavori sono stati tutti di ottima fattura, ma mancavano sempre di quel qualcosa capace di sdoganarli verso il capolavoro. Ora il team si sta ingrandendo e sta per trasferirsi in uno studio decisamente più grande, interamente finanziato da Microsoft. Chissà con un supporto importante cosa potranno mai fare.

Gli ultimi arrivati: Obsidian, hanno già ampiamente dimostrato le loro doti con Fallout New Vegas e Pillars of Eternity – tanto per citare due videogiochi recenti -. Quando si parla di giochi di ruolo, Obsidian è maestra del genere e anche senza Avellone hanno dato vita all’ottimo Pillars of Eternity 2 DeadFire. Ad inizio generazione gli venne cancellato un gioco di lancio esclusivo per Xbox One, ora il destino li ha riportati alla corte di Microsoft. Cosa succederà nel prossimo futuro? Certo che un GDR Tripla A sviluppato da loro fa già venire l’acqualina in bocca.

Rare è invece un mistero. Da una parte hanno sviluppato un titolo ambizioso e particolare come Sea of Thieves, dall’altra non ci sembra un team in cui Microsoft voglia affidare progetti di un certo tipo. Certo, i costi di sviluppo del titolo piratesco non devono essere stati “ridotti”, ma certamente la qualità non può essere paragonata a quella dei Tripla A più conosciuti, colpa loro? No, ma sicuramente hanno ancora molto da lavorare sul gioco e molto probabilmente saranno impegnati sul progetto per ancora un paio di anni. Chissà mai dove possa arrivare in futuro! C’è da dire che a noi non dispiacerebbe vedere una loro vecchia proprietà intellettuale tornare in vita.

Undead Labs che ha da pochi mesi rilasciato State of Decay 2, è il team che spera di proporre un giorno o l’altro il survival definitivo open world. Per quanto il secondo capitolo faccia passi da gigante per quanto concerne la profondità, non convince per tutta composizione tecnica/grafica, dando vita a un titolo problematico. I developer di Undead Labs hanno tante idee originali e uniche che vorremmo un giorno vedere applicate in un videogioco ad alto budget. Sarà mai possibile? Chissà, potrebbe uscire lo zombie game open world definitivo.

La retroguardia

Infine arriviamo ai team più “piccoli”, quelli che hanno meno personale e devono dimostrare ancora molto: inXile e Compulsion Games. Nel primo caso non parliamo propriamente degli ultimi arrivati. Il team gestito da Brian Fargo è, insieme a Obsidian, una costola della leggendaria Black Isla Studios, ideatrice di Fallout. Non è un caso, infatti, che la serie Wasteland riprenda molte delle caratteristiche della saga di Fallout.

A differenza della software house capitanata da Feargus Urquhart, inXile però è molto più piccola, per questo motivo questa acquisizione potrebbe consentire un incremento di posti di lavoro e di conseguenza di un budget rialzato per quanto concerne le produzioni: Wasteland 3 e la nuova IP in primis. Non è da escludere che questo team possa essere fuso a Obsidian in futuro, riformando il vecchio incredibile duo.

Compulsion Games, invece, è il first party più giovane in assoluto dal punto di vista dell’esperienza. I ragazzi canadesi hanno da poco sviluppato e rilasciato We Happy Few; un titolo originale e con idee uniche ma che sfortunatamente non hanno poi trovato riscontro nel giudizio finale. Di strada da fare ce ne è tanta, ed è molto probabile che questo piccolo gruppo venga relegato a sviluppare videogiochi sperimentali dalla forte impronta “creativa”. Alla fine sono proprio questi i titoli che variano l’offerta al giorno d’oggi.

Minecraft e Global Publishing?

Mojang non esiste più. Si perché il team si chiama Minecraft ora e come suggerisce il nome si occupa e si occuperanno solo e unicamente di tutto ciò che riguarda il videogioco di Minecraft. Non sottovalutate la cosa però, a conti fatti è il first party che genera più denaro in assoluto tramite: mine-con, merchandising, esperienze di vario tipo e ovviamente il prodotto videoludico che viene rilasciato su ogni singola piattaforma.

Global Publishing è invece la squadra che si occupa di coordinare i second party, vale a dire tutti quei team che sviluppano proprietà intellettuali Microsoft o acquisite da quest’ultima ma che non rientrano nei first party. Un esempio attuale possono essere: MooN Studios con Ori and the Will of the Wisps oppure DLALA Studios con Battletoads.

Il futuro?

Microsoft sta acquistando team a profusione, ma non tanto per puntare ad avere più esclusive nel senso stretto della parola, ma per avere più giochi possibili all’interno dell’Xbox Game Pass che in futuro può portare vantaggi anche a Mixer e al Microsoft Store di Windows 10. La qualità è quindi richiesta, ma non c’è la priorità di lavorare necessariamente a videogiochi di classe Tripla A.

Per questo motivo è lecito aspettarsi tantissime altri acquisti da introdurre nei Microsoft Studios. I più accreditati rimangono: Remedy, Io Interactive, Crytek, MooN Studios, Studio MDHR e altri ancora. Da non escludere anche l’interesse di un team giapponese, soprattutto ora che molte personalità sono a piede libero – Tabata -. A noi sembra che la strategia di Phil Spencer sia orientata a formare un vero e proprio esercito di studi, al fine di avere un ricambio continuo di giochi sull’abbonamento che, chissà, un giorno potrebbe arrivare anche su altre piattaforme esterne a Microsoft.

Attenzione però, perché anche se la strategia di Sony è diversa, di certo non starà a guardare mentre la concorrente gli strappa titoli da inserire sulla propria console; aspettiamoci dunque acquisizioni da parte della casa nipponica nel corso del prossimo futuro.

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