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Fastweb approva la collaborazione tra TIM e Open Fiber, ma che venga salvaguardata la competizione

L'AD di Fastweb Calcagno suggerisce una collaborazione tra TIM e Open Fiber in ottica Flash Fiber in modo che lo sviluppo della rete fibra acceleri ma costi inferiori.

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Avatar di Dario D'Elia

a cura di Dario D'Elia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/02/2019 alle 13:35
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Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb, indica una via pragmatica per risolvere il problema dello sviluppo della rete in fibra in Italia: puntare sulle collaborazioni ma preservando la competizione.

Nell'intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera l'alto dirigente suggerisce una strategia basata sul breve e sul lungo periodo. "Se guardiamo ai prossimi 18-24 mesi ci sarebbe un modo razionale per gestire la transizione, Flash Fiber, la società che condividiamo con TIM, e Open Fiber, invece di buttare via i soldi, potrebbero ragionare in termini di co-investimento", spiega Calcagno. "Si dividono le spese e poi ciascuno offre sulla propria rete quello che vuole. Cooperazione per la rete e competizione sui servizi. Si potrebbe risparmiare fino al 50% sui costi di scavo e si eviterebbe di bucare due volte le strade". In pratica la proposta è la stessa ventilata dall'AD di Open Fiber Elisabetta Ripa e dall'AD di TIM Luigi Gubitosi ovvero collaborare per incrementare la copertura della rete riducendo al minimo i costi.

Per quanto riguarda invece l'eventuale societarizzazione della rete TIM e la fusione con Open Fiber, l'AD è più cauto. "Non mi permetto di entrare nelle scelte degli altri", sottolinea. "Capisco che ci sono analisi legate agli sviluppi occupazionali e agli equilibri di sistema. Sullo scorporo siamo neutrali purché la competizione per tutti venga preservata. È l’unica condizione".

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Già, perché con una rete unica i prezzi all'ingrosso dovrebbero essere stabiliti dall'AGCOM e questo potrebbe complicare gli equilibri di mercato. Fastweb, Vodafone e altri operatori, a prescindere dalle dimensioni, si troverebbero nella difficile condizione di concorrere contro un colosso infrastrutturale parzialmente pubblico – dato che Cassa Depositi e Prestiti sarebbe della partita.

Inoltre bisogna considerare che ciò che si deciderà sul destino del mercato della fibra si rifletterà anche sulla 5G, poiché non può esistere infrastruttura mobile di nuova generazione senza quella fisica a monte.

Inoltre, come ricorda Calcalgno "utilizzare il 5G in certe aree invece della fibra a casa è un altro modo di realizzare infrastrutture a banda ultralarga in modo efficiente e rapido". In alcuni casi cablare con FTTH e quindi entrare nelle abitazioni è complicato e rischioso sotto il profilo degli investimenti.

"Con questa nuova tecnologia si potrà, ad esempio, arrivare a 1 Giga di velocità con un’antenna messa sul balcone che dialoga con un’antenna messa a 250 metri di distanza. Connessioni paragonabili alla fibra. Potenza e flessibilità", ricorda l'AD. "Verizon l’ha lanciata a Los Angeles, Houston e Sacramento. Va a 800 Mega. Ed è un modo per accelerare i tempi e ridurre i costi".

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