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L’AI peggiorerà le cose: ricchi e poveri sempre più lontani

L'Intelligenza Artificiale innescherà una rivoluzione ma non è detto che sia positiva. Potrebbe per esempio aumentare ancora il già notevole divario tra ricchi e poveri. Lo suggerisce Kai-Fu Lee, ex dirigente di Microsoft e Google che ha partecipato a una conferenza sul tema nei giorni scorsi. L'idea di Lee è che l'uso dell'AI nel suo pieno […]

L'Intelligenza Artificiale innescherà una rivoluzione ma non è detto che sia positiva. Potrebbe per esempio aumentare ancora il già notevole divario tra ricchi e poveri. Lo suggerisce Kai-Fu Lee, ex dirigente di Microsoft e Google che ha partecipato a una conferenza sul tema nei giorni scorsi.

L'idea di Lee è che l'uso dell'AI nel suo pieno potenziale impone requisiti che pochi possono soddisfare: ci vuole molto denaro, bisogna avere accesso a molti dati e bisogna avere a disposizione molto personale specializzato. Requisiti così stringenti che solo poche multinazionali al mondo li possono soddisfare.

kai fu lee
Kai-Fu Lee (Wikipedia)

Questo porterà queste poche aziende (sette secondo un'altra esperta) a diventare monopoli di fatto. Una volta che Google, o Microsoft, o Amazon o un altro colosso si è guadagnato la cima, sarà effettivamente impossibile per un nuovo concorrente trovarsi un proprio spazio.

L'esistenza di forti monopoli è già di per sé un problema notevole ma non è l'unico. Secondo Lee, infatti, molte persone nel mondo perderanno il lavoro e, diversamente da quanto sostengo alcuni, non ci saranno nuovi posti a sostituirli. I colossi delle AI e i loro clienti useranno gli algoritmi per sostituire gli esseri umani e aumentare i profitti.

Quella di Lee non è un'opinione universalmente condivisa, e molti ritengono invece che proprio le AI rappresenteranno un'occasione mai vista prima per combattere la povertà nel mondo e favorire una maggiore equità tra ricchi e poveri. Lee tuttavia è tra quelli che ritengono più probabile l'ipotesi contraria, cioè un aumento dell'iniquità.

Lee riporta e spiega il suo punto di vista nel libro Ai Superpowers: China, Silicon Valley, and the New World Order (in uscita tra alcune settimane), e rimanda almeno parzialmente al concetto di "minaccia esistenziale", che spesso emerge nel discorso sull'AI.

Ma quella dipinta da Lee non è una minaccia di estinzione quanto piuttosto un peggioramento dell'organizzazione del mondo, vale a dire ancora meno persone tremendamente ricche e sempre più individui sotto la soglia di povertà.

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Arginare questo e altri rischi legati all'evoluzione tecnologica è possibile? Sono i governi del mondo che devono preoccuparsi di agire, cercando di anticipare i possibili problemi in arrivo? Probabilmente sì ma sarebbe opportuno evitare gli errori fatti in passato nella regolamentazione delle nuove tecnologie.   

A questo riguardo Lee è della stessa idea già espressa in passato da Bill Gates, Elon Musk e altri: una tassa sui robot, intesa come una tassazione molto alta solo per quelle aziende che ottengono profitti altrettanto alti grazie all'introduzione dell'AI.


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