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Grandi Eventi DC: Armageddon 2001 (1991)

DC ripete nel 1991 lo scenario di qualche anno prima – ovvero il 1988 quando vennero pubblicati Odissea Cosmica e Millenium proponendo due eventi che uscirono quasi parallelamente. Il primo più “classico” coinvolse tutto l’Universo DC e si intitolava Armageddon 2001, il secondo più autocontenuto invece fu Guerra di Dei.

Avevamo lasciato la casa editrice, almeno per quanto riguarda gli eventi, nel 1989 con il solidissimo Invasione! salvo poi prendersi una pausa nel 1990 lasciandosi alle spalle il decennio precedente senza eventi editoriali corali. Questo perché proprio le conseguenze di Invasione! avevano fornito ottimi spunti per moltissime serie e in più alcuni eventi più piccoli avevano monopolizzato altri angoli dell’Universo DC. Vanno segnalati in questo senso Janus Directive sulle pagine di Suicide Squad – colpevolmente inedito in Italia – e Un Luogo Solitario per Morire, coda lunghissima di Una Morte in Famiglia che aveva portato Batman ad uno dei momenti più bui della sua carriera.

È indubbio che DC avesse rivoluzionato nella seconda metà degli anni ’80 il volto del fumetto americano. Facendo germogliare alcune intuizioni che già da anni circolavano nell’ambiente del fumetto indipendente e concedendo ad alcuni autori di dare libero sfogo alle loro idee, dal 1986 in poi – anno mirabile del fumetto americano – DC costruisce evento dopo evento, serie dopo serie ma anche con alcune scelte non sempre azzeccate, un nuovo mercato editoriale e un nuovo modo di intendere le pubblicazioni supereroistiche e non.

Il 1991, con quel decennio appena passato, è quindi l’anno giusto per iniziare ad attingere da una di quelle storie che quel cambiamento l’avevano propiziato, ovvero Crisi sulle Terre Infinite, con Armageddon 2001.

Armageddon 2001 utilizzava una formula inedita. Si trattava di due uscite speciali a cui si sarebbero collegati tutti gli annual delle varie testate del 1991 occupando così i mesi da ottobre a maggio di quell’anno ma senza tecnicamente intaccare le trame principali delle varie serie. Con questa formula si poteva così dare libero sfogo sia all’impianto narrativo dell’evento sia poterne gestire eventuali conseguenze in maniera più concisa ed eventualmente più contenuta.

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Le menti dietro Armageddon 2001 furono gli scrittori ed editor Archie GoodwinDennis O’Neil, due veterani DC, mentre le matite furono di Dan Jurgens.

Armageddon 2001 – indietro nel tempo per salvare il futuro

Matthew Ryder è uno scienziato che vive in un 2030 distopico, completamente in mano alle corporazioni e guidato dall’occhio sempre vigile e dal pugno di ferro di Monarch ovvero un misterioso essere emerso vittorioso da una battaglia fra eroi che quasi polverizzò il pianeta nel 2001.

Matthew però è un uomo affascinato dal passato e che inizia a mal sopportare le costrizioni di un mondo pre-confezionato. Venuto a conoscenza che i suoi colleghi sono vicini ad aver risolto l’enigma del viaggio nel tempo, Ryder diventa ossessionato dalla possibilità di tornare indietro fino all’Armageddon del 2001 per scoprire chi si cela davvero sotto la corazza del despota.

Sarà però proprio Monarch a fornire a Ryder i mezzi necessari per entrare nel flusso del tempo. Il despota vuole utilizzarlo come cavia: perfezionando il viaggio nel tempo infatti avrebbe potuto eliminare qualsiasi minaccia prima che gli si potesse effettivamente presentare. Una volta entrato nel flusso del tempo, Ryder sembra però perdersi nel Flusso del Tempo salvo poi ricostituirsi nel 1991 come un essere dotato di poteri quantici e temporali noto come Waverider.

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Waverider inizia così ad esplorare i possibili futuri dei vari eroi DC con cui entra in contatto a volte direttamente altre volte celando la sua identità. Man mano che questi scenari vengono esplorati intanto si infittisce il mistero sull’identità di Monarch.

In Superman Vol. 2 – Annual #3 ad esempio il futuro descritto è simile, ma inverso nella parti, a quello de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, storia che viene più volte omaggiata nell’albo stesso. Ancora in Hawk and Dove – Annual #2 la figlia dei due eroi combatte Monarch nel futuro; in L.E.G.I.O.N. ’91 – Annual #2 Dox e Lady Quark – ricordate Crisi sulle Terre Infinite? –  conquistavano l’universo. In The New Titans – Annual #7 – Nightwing guidava il Team Titans contro un governo fascista mentre su Action Comics – Annual #3 Superman diventava presidente degli Stati Uniti.

Tutti scenari possibili che, disseminando indizi, avvicinavano alla risoluzione dell’enigma legato all’identità di Monarch che avviene effettivamente nel secondo e conclusivo numero dell’evento con conseguenze e ripercussioni tutt’altro che prevedibili e desiderate tanto per i lettori quanto per gli autori coinvolti!

Armageddon 2001 – il suo controverso finale

Sin da Armageddon 2001 #1 infatti gli indizi disseminati lungo il percorso da tutti gli annual in cui Waverider compare, e quasi inequivocabilmente in Justice League of America Annual #5 e Justice League Europe Annual #2, indirizzano il lettore verso una risoluzione che puntava a Capitan Atom come l’eroe che, una volta corrotto, sarebbe diventato Monarch.

Ma a metà della pubblicazione dell’evento avviene l’impensabile, soprattutto per un’epoca priva di internet e social media. Qualcuno, prima fra gli addetti ai lavori e poi nel circuito delle librerie specializzate, inizia a far circolare la voce che Monarch è davvero Capitan Atom.

Il disegnatore Dan Jurgens in una intervista concessa alla rivista Wizard Magazine, uscita sul #179 del 2006, ricorda che all’epoca erano molto in voga negli Stati Uniti linee telefoniche speciali  che fornivano notizie e consigli di vario tipo, molto popolare era quella della Nintendo che aiutava i videogiocatori con trucchi e segreti dei vari videogiochi. Qualcuno creò una linea simile per i fumetti rivelando retroscena e gossip sulle storie in corso di pubblicazione e future; secondo Jurgens da lì partì la voce riguardante Atom forse trapelata dagli uffici stessi dalla DC o forse una semplice intuizione di qualche lettore appassionato.

Il risultato fu drammatico: la DC fu costretta a cambiare il finale.

Nelle convulse e vorticose pagine centrali di Armageddon 2001 #2 infatti non solo Waverider funge da ancora per Monarch che giunge nel 1991 ma si scoprono sia la sua incredibile origine segreta sia la sua identità: non si tratta di Capitan Atom bensì di Hank HallFalco o Hawk se preferite – impazzito a seguito dell’omicidio di Dawn – Colomba o Dove se preferite – per mano del sé stesso del futuro.

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Per quanto anticlimatica la rivelazione fu solo anticamera della battaglia fra gli stupefatti eroi guidati da Waverider e lo stesso Monarch, battaglia che termina in favore dei nostri eroi solo grazie al provvidenziale intervento proprio di Capitan Atom che contiene le energie quantiche liberate dai colpi del despota finendo nel flusso temporale e tornando di fatto indietro nel tempo.

Pur con un finale rimaneggiato in fretta e furia, in Armageddon 2001 ci sono una serie di intuizioni che verranno riprese in eventi successivi oltre ad un canovaccio che, nella sua semplicità, nello specifico quella del visitatore che dal futuro cercava di modificare il passato, soddisfaceva l’imperante desiderio di fantascienza dei primi anni ’90 e soprattutto inizia a rileggere l’eredità del concetto di multiverso in declinazioni inedite, nuove. Un tempo fluido, mutevole che poteva presentare futuri o passati probabili: una intuizione che da lì a qualche anno sarebbe stata sviluppata meglio e in maniera decisamente più organica.

Armageddon 2001 – Capitan Atom, Hank Hall e Monarch: un triangolo impossibile

Per quanto fossero dei veterani, Archie GoodwinDennis O’Neil non avrebbero mai potuto prevedere una fuga di notizie tale da far saltare il perno su cui avevano costruito tutto l’evento. A quel punto però si trattava di addrizzare il tiro cosa che purtroppo non riuscì del tutto.

Da un lato infatti cercarono di recuperare il senso di sorpresa del lettore rivelando che Monarch era Hank Hall ma “dimenticandosi” clamorosamente che proprio su Hawk and Dove – Annual #2 Waverider aveva osservato nel futuro la morte di Hall per mano di Monarch! Una contraddizione che i lettori e gli addetti ai lavori evidenziarono subito. La serie regolare di Hawk and Dove consisteva di fatto nella storia d’amore fra i due personaggi, come era possibile che Hank improvvisamente impazzisse anche provenendo dal futuro?

Armageddon 2001 fu quindi subito etichettato come un evento assolutamente poco riuscito.

Bisognava ora sbrogliare la matassa del finale, compreso il salto nel passato di Capitan Atom. Dall’evento nacquero quindi due miniserie spin-off di quattro numeri intitolate Armageddon: The Alien Agenda con protagonisti Monarch e Capitan Atom e Armageddon: Inferno con protagonista la JSA ma connessa solo in maniera relativa all’evento stesso.

Monarch e Capitan Atom si ritrovarono in Armageddon: The Alien Agenda a sfuggire ad una razza aliena decisa a distruggere la galassia grazie ad un buco nero. Capitan Atom riesce a sventare il pericolo e rientrare nel flusso del tempo inseguito da Monarch e a tornare poi nel presente solo grazie alla spinta di un test atomico durante la II Guerra Mondiale. Il loro scontro sembra così terminare ma qualche anno dopo i due si ritroveranno faccia a faccia nell’evento del 1994 Ora Zero, sempre scritto e disegnato da Dan Jurgens, e nell’oscura e misconosciuta serie del 1995 Extreme Justice in cui Captain Atom incontrerà un Monarch che dichiara essere il vero Nathaniel Adam – l’alter-ego civile dell’eroe – il quale si rivelerà in realtà essere un clone creato da Hank Hall durante gli eventi di Armageddon: The Alien Agenda.

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Il problema più concreto, come un elefante nella stanza, rimarrà per molto tempo però il finale di Armageddon 2001. In parte rimaneggiato nel già citato Ora Zero dobbiamo arrivare alla metà degli anni 2000, prima su JSA e poi nella miniserie La Battaglia di Blüdhaven per vederlo definitivamente modificato.

Nella serie regolare della Justice Society of America viene rivelato che il finale di Armageddon 2001 è in realtà una illusione creata dal potente Mordru. Lo stregone aveva bisogno di un ospite per generare un erede prese quindi possesso di Hank Hall, mise incinta Dawn lasciandola in uno stato magico comatoso. Mordru tuttavia non riuscirà a prendere possesso del corpo dell’infante che invece sarà posseduto da Hector Hall (Doctor Fate) che, dopo aver magicamente fatto crescere il bambino, sveglierà Dawn la quale a sua volta scoprirà che i poteri di Hank Hall, oramai morto, sono passati a sua sorella.

Nella miniserie collegata all’evento Crisi Infinita invece il finale verrà definitivamente modificato retroattivamente mostrando come è effettivamente Captain Atom ad assumere l’identità di Monarch..

Armageddon 2001 – Dan Jurgens, futuro architetto degli anni ’90

Dan Jurgens, attivo sin dalla seconda metà degli anni ’80 in DC, si era distinto per il suo lavoro su Green Arrow – in coppia con Mike Grell – e su Adventures of Superman, testata di cui prese le redini nel 1989. Fu senz’altro lui a beneficiare maggiormente dell’esposizione data da Armageddon 2001.

Se infatti il primo numero del crossover mostra ancora un tratto in piena evoluzione ed influenzato dai maestri degli anni ’70 – José Luis Garcia-Lopez uno su tutti, Jurgens nell’estate del 1991 prende le redini di Superman – la serie principale dell’eroe – iniziando a definire il suo stile e mediando fra il nuovo canone “imposto” da John Byrne a partire dalla seconda metà degli anni ’80 in DC e le nuove tendenze che avrebbero di lì a qualche anno portato ad una estremizzazione del realismo.

Jurgens aumenta il tratteggio, la definizione dei muscoli e la plasticità delle pose dei suoi personaggi. Spinge moltissimo sulla prossemica anziché sulla sola espressività impostando la tavola in maniera chiara e pulita con soluzioni regolari che non disdegnano però splash-page anche doppie.

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Nel giro di qualche mese Dan Jurgens diventerà l’autore di punta della DC. Dal punto di vista della scrittura infatti, Jurgens dimostra personalità ed inventiva: conosce la mitologia DC ma non è timoroso di piegarla a nuove idee e soluzioni inventando personaggi nuovi e reintroducendo di altri.

Sarà sua una delle firme principali sull’evento La Morte di Superman del 1992 e su Ora Zero quello del 1994 primo vero seguito spirituale di Crisi sulle Terre Infinite.

Armageddon 2001 – le edizioni italiane

Armageddon 2001 ha beneficiato di una sola edizione italiana. Si tratta della sesta uscita della collana DC Sagas edita da Planeta DeAgostini.

L’editore italo-spagnolo inserì nel volume i due numeri che componevano la miniserie principale più Justice League of America Annual #5 e Justice League Europe Annual #2 – i due annual in cui la presenza di Capitan Atom, personaggio come detto fondamentale, era più forte ma diametralmente opposti, per tono, a quelli dei due numeri principali.

Discreti traduzione ed adattamento seppur qualche passaggio risulta troppo grezzo e sbrigativo e forse meritava un adattamento migliore. Pur in minore quantità anche in questo volume sono presenti i soliti errori di lettering che non inficiano la lettura ma la rendono sicuramente meno scorrevole. Da segnalare anche la scarsa resa grafica di Justice League Europe Annual #2 albo inserito nel volume pur completamente scansionato a causa della mancanza del materiale originale.

DC ha non mai ristampato in volume Armageddon 2001 che rimane di fatto uno dei pochi eventi “inediti”.

Potete recuperare agilmente Armageddon 2001 in italiano ed in volume cliccando QUI.