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Grandi Eventi DC: Bloodlines (1993)

Bloodlines è l’evento che la DC pubblica fra l’agosto e il dicembre del 1993. Con questo evento la DC entra a gamba tesa nel decennio più controverso del fumetto americano non senza qualche difficoltà e qualche scelta editoriale poco brillante.

Innanzitutto la tempistica di pubblicazione e il momento in cui Bloodlines viene pubblicato non solo le migliori. L’evento viene quasi incastrato fra gli avvenimenti riguardanti La Morte di Superman ed il suo ritorno e la caduta di Batman per mano di Bane e conseguente arrivo nei panni del Cavaliere Oscuro di Jean-Paul Valley nella lunga saga Knightfall. Due avvenimenti che, per la loro portata e importanza, avevano monopolizzato l’attenzione dei lettori e non solo e con cui Bloodlines non solo dovrà fare i conti in termini di esposizione ma anche narrativi.

Dal punto di vista meramente editoriale, Bloodlines, così come era accaduto all’evento dell’anno prima Eclipso – The Darkness Within, ricalca la formula standard dell’epoca per la pubblicazione degli eventi ovvero essere relegata negli annual delle varie serie regolari coinvolte. Questa formula viene portata però alle estreme conseguenze decidendo di far sviluppare il plot negli annual per poi essere concluso in due one-shot speciali intitolati Bloodbath.

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A firmare la conclusione dell’evento sono chiamati quindi lo scrittore Dan Raspler e i disegnatori Chuck Wojtkiewicz, Bill Willingham, Sal Velluto e Val Semeiks. Gli editor dietro Bloodlines invece furono Archie Goodwin e Bill Kaplan.

Bloodlines – l’invasione degli “ultra-parassiti”

Bloodlines si apre con la L.E.G.I.O.N., nei cui ranghi milita Lobo, che capta una distorsione dimensionale al limite della galassia. Dox e i suoi, giunti sul posto, si trovano di fronte ad una immensa nave tecno-organica. Una squadra capeggiata proprio da Lobo decide di abbordarla per controllare se l’equipaggio è vivo e conoscerne la sua provenienza. Il tutto si trasforma velocemente in un massacro: la nave infatti ospita Angon, Gemir, Glonth, Lissik, Pritor, Venev e Slodd, sette creature aliene, che attaccano i membri della L.E.G.I.O.N. succhiandone via il midollo spinale e assumendone la forma.

Lobo è uno dei pochi a scampare all’attacco facendo esplodere la nave ma i sette alieni riescono a fuggire precipitando sulla Terra.

Forti della loro capacità di mutare forma e della loro fisiologia che prevede forza aumentata e uno spesso carapace in grado di difenderli dalle armi terrestri, gli alieni iniziano a scorrazzare in lungo ed in largo sul nostro pianeta mietendo vittime attirate dalla potenza dei supereroi che rappresentano un piatto tanto prelibato quanto sfuggente.

Il “bacio” con cui Angon, Gemir, Glonth, Lissik, Pritor, Venev e Slodd prelevano il midollo spinale dalle loro vittime, somministrato alla base del collo, tuttavia ha anche una inaspettata controindicazione. Alcune delle vittime anziché morire subiscono delle vistose mutazioni causate dal risveglio del meta-gene insito nel loro DNA. Questi individui ovviamente, oltre a sviluppare incredibili capacità e poteri, sono anche connessi con gli alieni venendone attirati.

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Ben presto questi nuovi meta-umani, circa una trentina e non tutti intenzionati a mettere le loro capacità al servizio del bene, vengono etichettati come New Blood. I loro poteri sono davvero eterogenei: per esempio Blade può generare lame dal suo corpo, Geist diventa invisibile alla luce del sole, Gunfire può trasformare la materia in energia, Krag ha un corpo di pietra, Loose Cannon è una creatura dalla forza e resistenza aumentate che cambia colore in base al suo grado di rabbia, Myriad è una mercenaria che può assorbire le personalità altrui, Hitman è un assassino che acquisisce capacità telepatiche e vista a raggi-X, Nightblade può rigenerarsi, Slingshot può accelerare qualsiasi cosa tocchi e così via.

Mentre sulla Terra si cerca di capire come fermare la scia di sangue lasciata dagli alieni, nello spazio apprendiamo che Angon, Gemir, Glonth, Lissik, Pritor, Venev e Slodd provengono da un’altra dimensione dove il loro pianeta natale è stato completamente prosciugato dalla loro sete di midollo spinale. L’unico sopravvissuto è Pax, che ha acquisito poteri sciamanici, e che si unisce alla L.E.G.I.O.N. rivelando il vero obbiettivo dei parassiti.

Il midollo spinale infatti non costituisce solo un nutrimento ma anche una fonte di sostentamento per una enorme creatura denominata Taker che si risveglia grazie al loro stesso sacrificio. Gli eroi sono colti alla sprovvista e vengono letteralmente inghiottiti dall’alieno. Solo Superman (appena tornato in vita) riesce a sfuggire guidando i New Blood che, unendo le forze e i loro poteri, riescono ad abbattere Taker e salvare gli eroi e la Terra dall’essere completamente consumata dalla creatura mentre Pax rispedirà il resto degli alieni generati dalla creatura in un’altra dimensione.

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Bloodlines – tanta forma, poco sostanza

DC aveva, fino al 1993, soltanto accarezzato gli anni ’90 con la loro estetica estrema e la sensibilità rude di una nuova generazione di lettori che si faceva più impressionare da pistoloni e costumi sgargianti che da trame complesse o tematiche più o meno profonde. In questo senso Bloodlines appare sin da subito come un evento studiato per cavalcare alcune di queste tematiche con gli editor Archie Goodwin e Bill Kaplan che devono orchestrarlo ritrovandosi di fatto fra l’incudine – la morte e resurrezione di Superman – e il martello – la saga Knightfall – che avevano monopolizzato di fatto l’attenzione dei lettori mentre altre serie mantenevano una certa autonomia come il The Flash di Mark Waid.

Come accaduto in passato (Millenium un evento su tutti) gli editor puntano sul filone fantascientifico per imbastire una lunga saga che attragga lettori e, anziché cambiare lo status quo dell’Universo DC, fornisca invece nuovi personaggi con cui ravvivare una proposta editoriale che avrebbe di lì a poco sofferto sofferto proprio il passaggio da una solida seconda metà degli anni ’80 a una più “sperimentale” e non sempre puntuale prima metà degli anni ’90 contrassegnata anche da un fisiologico ricambio generazionale di scrittori e disegnatori.

Bloodlines punta tutto sugli alieni parassiti provenienti da un’altra dimensione in un cortocircuito di rimandi che paga dazio a due franchise estremamente influenti all’epoca ovvero Alien di Ridley Scott e Predator con Arnold Schwarzenegger. L’influenza del primo è evidente nell’incipit dell’evento e nel look dei parassiti stessi, velatamente rimaneggiato, ma che è evidentemente ispirato a quello del film di Scott e dei suoi seguiti; la seconda pellicola invece caratterizza il modus operandi dei parassiti sulla Terra che diventano dei veri e propri predatori di uomini.

Purtroppo però Bloodlines non riesce ad andare oltre “l’omaggio” ai due film. Il plot infatti perde quasi subito di mordente anche a causa di una struttura, la proposta negli annual, che viene definitivamente esautorata proprio da questo evento: troppe pagine a disposizione, troppi team creativi spesso non di primo piano coinvolti e trame ripetitive con il parassita che attaccava l’umano di turno il quale si risveglia con nuovi poteri. A parte qualche variazione sul tema di qualche scrittore più smaliziato come per esempio Chuck Dixon, Garth Ennis o Len Wein rispettivamente su Robin, Demon o Deathstroke, Bloodlines soffre in generale anche di una costruzione farraginosa che lascia al lettore il compito di capire il vero obbiettivo degli parassiti fino alla battaglia finale in cui Dan Raspler può fare ben poco se non alzare la posta in gioco, la sopravvivenza del pianeta, e cercare di mettere in primo piano i nuovi personaggi mentre il solo Sal Velluto riesce a confezionare una prova oltre la sufficienza dei disegnatori coinvolti nei due one-shot finali.

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Se si potrebbe perdonare l’ingenuità nella costruzione dei villain e del plot che, a onore di cronaca, è anche divertente nella sua schietta semplicità degli albi iniziali, quello che colpisce è la quantità di personaggi creati durante l’evento tutti strizzando l’occhio alla già citata sensibilità degli anni ’90.

Ecco quindi spuntare pistole e lame un po’ ovunque fra creature mostruose dal cuore d’oro e eroine dai poteri telepatici e telecinetici. In definitiva DC cercava “nuova linfa” mettendosi nella scia di quello che all’epoca era il meglio della produzione della concorrenza. Scelta interlocutoria e che, come facilmente intuibile, non porterà frutti a lungo termine.

Bloodlines e la sua “nuova linfa”

L’intenzione di Bloodlines era quella di creare nuovi personaggi con cui popolare l’Universo DC e, come indicato proprio sopra, 30 nuovi personaggi è una invidiabile base di partenza. Tuttavia il problema quando si strutturano gli eventi in questa maniera non è tanto la fase di creazione quanto quella di mantenimento, conferma e inserimento dei nuovi personaggi in maniera organica nel tessuto dell’universo narrativo. Da questo punto di vista Bloodlines non riesce a correggere questa tendenza già ravvisata qualche anno prima e che si ripeterà a intervalli regolari negli anni a venire in cui spiccano ovviamente alcune importanti eccezioni.

I New Blood che godranno di serie e miniserie saranno Anima, Argus, Gunfire, Loose Cannon e i Psyba-Rats a cui si aggiungono il team Blood Pack composto da Ballistic, Nightblade, Loria, Geist, Mongrel, Sparx, Razorsharp e lo Showcase ’94 ovvero un numero antologico completamente dedicato ai restanti personaggi.

Nel giro di un paio di anni però praticamente tutti i New Blood finirono nel dimenticatoio. L’eccezione che conferma questa regola è rappresentata da Hitman ovvero il personaggio creato da Garth Ennis su Demon Annual #2 che godrà di una serie cult che durerà ben 61 numeri e vari speciali fra il 1996 e il 2001. Di tutti i personaggi creati nell’evento, a sopravvivere di fatto, sarà quello con il look e i poteri più semplici forte anche dell’impronta ironica del suo creatore.

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A dimostrazione della scarsa incisività di questi personaggi, il Blood Pack verrà sterminato da Superboy Prime in Infinite Crisis #7 salvo tornare come Lanterne Nere in Blackest Night qualche anno dopo e, insieme ai New Blood, sarà annoverato fra gli “eroi dimenticati” in Final Crisis. Nel 2011, in pieno New 52, alcuni di questi personaggi verranno recuperati in una miniserie intitolata Bloodlines in cui un gruppo di adolescenti acquisisce straordinari poteri al contatto con una meteora.

Bloodlines non riesce a rivaleggiare con altri eventi fantascientifici targati DC. Non ha la raffinatezza di Odissea Cosmica né la portata di Invasione! inserendosi invece in quella categoria di “eventi di passaggio”, come il già citato Millenium, che riescono solo a “fotografare” il cambio di passo della linea editoriale.

Bloodlines, le edizioni italiane

Bloodlines è completamente inedito in Italia: né i due numeri che compongono la miniserie principale né nessuno degli annual che compongono la saga sono stati infatti pubblicati nel nostro paese dai diversi editori che si sono succeduti nella pubblicazione del materiale DC eccetto Demon Annual #2 ovvero la prima apparizione di Hitman.

Non siamo fortunati neanche se volessimo acquistare l’evento in lingua originale. DC infatti non lo ha mai raccolto in volume. Bloodlines quindi, insieme al precedente Eclipso – The Darkness Within, risulta essere uno dei pochissimi eventi a rimanere “inedito” non avendo cioè goduto di una ristampa.

Se volessimo fare un po’ di “fantaeditoria” potremmo giocare a compilare un volume di Bloodlines inserendo solo:

  • Lobo Annual #1
  • Justice League America Annual #7
  • L.E.G.I.O.N. ’93 Annual #4
  • Bloodbath #1
  • Bloodbath #2

Questa selezione ci permetterebbe così di godere di mantenere un filo logico degli avvenimenti seppur come già ampiamente descritto poco sopra il plot è tutt’altro che ben congegnato.

Acquista Hitman Volume 1 di Garth Ennis.