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The Mandalorian: L’Assedio – Tutti i riferimenti e le citazioni della saga di Star Wars

Dopo aver esultato per l’entrata in scena di Bo-Katan Kryze in L’Erede, i fan di The Mandalorian possono ora godersi un nuovo episodio delle imprese di Mando e Bambino, tornando a un’avventura che ci riporta in uno dei luoghi più noti agli appassionati della serie: Nevarro. È da questo mondo dell’Orlo Esterno che è iniziata l’epopea di Din Djarin, ed è quindi un po’ un ritorno a casa il rivedere questo remoto avamposto della galassia, che fa da scenario a L’Assedio il nuovo episodio di The Mandalorian.

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Come sempre trovandosi all’interno di un contesto narrativo come quello di Star Wars, è inevitabile che anche L’Assedio contenga dei richiami e delle citazioni della saga di George Lucas. Pur trattandosi di un episodio che non mira espressamente a creare degli inside jokes con il resto della saga, L’Assedio contiene alcuni chicche che non sfuggiranno agli appassionati.

 ATTENZIONE: Quanto segue contiene una serie di importanti spoiler sul dodicesimo episodio di The Mandalorian

Vecchi amici

L’Assedio vede sulla poltrona del regista un volto noto per gli appassionati di The Mandalorian: Carl Weathers. Uno degli accordi tra l’attore e la produzione era che all’indimenticato interprete di Apollo Creed sarebbe stato concesso di dirigere un episodio.

Affidare a Weathers la direzione de L’Assedio è stata una decisione oculata, considerato che   assistiamo al ritorno in scena di due dei personaggi più legati a Mando: Greef Karga e Cara Dune.

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Il primo è passato dal ruolo di rigido controllore della Gilda dei Cacciatori di Taglie, capace di schierarsi contro Mando pur di recuperare il Bambino, a difensore del piccolo, schierandosi contro Moff Gideon nel momento del bisogno. Dopo gli eventi visti in Redenzione, non abbiamo più avuto notizie di Karga sino a L’Assedio.

Scopriamo che Karga ha reso Nevarro un punto nevralgico per i commerci del settore, dando vita a una comunità florida, con l’intenzione di trasformare questo sperduto avamposto in una tappa fondamentale per le rotte commerciali locali. Insomma, Karga è divenuto un amministratore, ruolo che lo rende non molto diverso da un altro celebre uomo d’affari della saga: Lando Carlissian. Come Karga, anche Lando, dopo un passato di contrabbandiere, aveva cercato di crearsi una nuova vita, più tranquilla e remunerativa. O almeno era questa la sua idea quando si imbarcò nell’impresa di Cloud City, e sappiamo tutti come andò finire (in caso contrario, vuol dire che non avete visto L’Impero colpisce ancora).

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Nelle prime scene su Nevarro, ambientate nella fu enclave mandaloriana, assistiamo a una sparatoria che coinvolge una banda di criminali Aqualish e lo Sceriffo locale. Che si rivela essere un’altra faccia nota e amata: Cara Dune. La massiccia combattente della Ribellione interpretata da Gina Carano sembra aver preso a cuore la comunità di Nevarro, schierandosi al fianco di Karga come tutrice dell’ordine. Ruolo che riporta alla memoria il personaggio di Timohty Olyphant in Lo sceriffo, ma che diviene anche un punto di svolta per lo sviluppo del personaggio di Cara, soprattutto nel finale quando si fa riferimento alle sue perdite dopo la distruzione di Alderaan. Evento che abbiamo visto in Una Nuova Speranza, quando Tarkin utilizza il pianeta natio di Cara e Leia Organa come dimostrazione della potenza della Morte Nera.

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Il passato militare di Cara, però, non tarda a presentarsi e lo fa con il volto di Teva, il pilota di X-Wing visto in Il Passeggero, apparentemente ancora sulle tracce della Razor Crest. Dopo aver parlato con Karga, l’ufficiale della Nuova Repubblica offre a cara un ruolo da tutrice dell’ordine, non solo in una landa perduta come Nevarro, ma in tutta la galassia.

Oltre a Cara, nella nuova società di Nevarro guidata da Karga trova spazio anche la prima taglia che abbiamo visto catturare a Mando: Mythrol.

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Il simpatico alieno, scopriamo, era un vecchio socio di Karga che aveva combinato qualche magheggio con i fondi della Gilda, diventandone un bersaglio. Grazie alla sua abilità contabile, apparentemente, è stato graziato da Karga che lo ha liberato dalla carbonite commutando la sua pena in una collaborazione per avviare il progetto di Karga per rendere Nevarro un punto commerciale nevralgico. Anche se la carbonite, metodo punitivo reso celebre in L’Impero colpisce ancora, rimane una minaccia che il povero Mythrol si sente nominare spesso.

Alieni poco raccomandabili

Parlando del ritorno di Cara, abbiamo accennato alla banda di predoni che sembra aver stabilito il proprio covo nella vecchia enclave mandaloriana di Nevarro. I componenti sono tutti Aqualish, razza originaria del pianeta Ando, che hanno fatto la loro prima apparizione in Una nuova speranza.

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A rappresentarli fu Ponda Baba, uno dei due scagnozzi che prese di mira Luke nella taverna di Mos Eisley, rimettendoci una mano quando intervenne Obi-Wan Kenobi.

Droidi insegnanti

Sorprende non poco vedere che Karga ha anche inserito nella sua comunità una scuola, gestita da un insegnante d’eccezione: un droide protocollare. Questa tipologia di drodi, resa celebre da C3-PO, sono noti per esser versati in compiti simili, oltre a prestare servizio come traduttori. In questo caso, il droide protocollare deve limitarsi all’insegnamento, compito svolto egregiamente come vediamo quando cita ai suoi studenti alcune delle località tipiche di Star Wars, come la Via Hydiana, Coruscant e il Maelstrom Akkadese.

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Coruscant era la capitale prima della Vecchia Repubblica e poi dell’Impero, mentre il Maelstrom è parte integrante del mito di Star Wars, considerato che è dove passò Han Solo per compiere la sua leggendaria Rotta di Kessel in meno di dodici parsec, come abbiamo scoperto in Solo: A Star Wars Story.

Segreti Imperiali

Al centro de L’Assedio abbiamo un assalto a una base imperiale apparentemente abbandonata. Sin dal primo colpo d’occhio appare come familiare agli appassionati della saga, dalla classica conformazione degli ascensori sino alla presenza delle torrette difensive all’esterno.

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Per muoversi all’interno della base, Mando e scoi utilizzano un cilindro gerarchico, un dispositivo tipicamente imperiale che consente di accedere a computer e zone riservate, a seconda delle proprie autorizzazioni. Solitamente, gli ufficiali imperiali custodiscono questi dispositivi in un taschino della parte superiore delle uniformi.

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L’obiettivo di Mando e dei suoi compagni è distruggere questa installazione facendo esplodere il suo reattore. Per farlo è necessario interagire con i comandi del raffreddamento del reattore, posti in una posizione piuttosto scomoda, come scopre il pover Mytrhol, costretto a muoversi su una pedana stretta e posta a strapiombo su un lago di lava. La scena ricorda la difficoltà che ebbe anche Obi-Wan in Una Nuova Speranza, quando disattivò i comandi del radiofaro traente della Morte Nera

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Durante il loro girovagare per la base imperiale, Din Djarin finisce con i suoi compagni in quello che sembra un laboratorio scientifico degli orrori. All’interno di alcuni cilindri sono contenuti degli esperimenti falliti, dalle forme mostruose, parte di un programma sperimentale avviato dal Dottor Pershing, che compare in un olomessaggio diretto a Moff Gideon. Pershing, apparso per la prima volta in Capitolo I, era lo scienziato incaricato di effettuare test sul Bambino dopo la sua cattura, e nel suo messaggio a Gideon si fa riferimento al ‘valore M’. Visto che si parla del Bambino come donatore di sangue, questo indice potrebbe riferirsi al conteggio dei midichlorian, le cellule nel sangue dei Force-sensitive che consentono di utilizzare la Forza, introdotti per la prima volta in La Minaccia Fantasma.

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Ma che finalità hanno questi esperimenti? Lo scopriamo nel finale dell’episodio, quando seguiamo Moff Gideon all’interno di un laboratorio a bordo della sua astronave in cui sono preservate delle armatura da battaglia nere. Lo stile di questi equipaggiamenti ricorda i Dark Troopers, una formazione d’elite delle forze imperiali introdotta nel videogioco Star Wars: Dark Forces.

Il videogame non è considerato Canon, ma i Dark Troopers sono presenti anche nel gioco mobile Star Wars: Commander, considerato invece parte integrante della nuova continuity di Star Wars. A rendere il tutto ancora più interessante è la presenza di un particolare logo in questo laboratorio, quello del Dipartimento Imperiale di Ricerca Militare, una sezione segreta della Marina Imperiale comparsa nel 1989 all’interno del gioco di ruolo di Star Wars.

The Mandalorian: L’Assedio

L’Assedio si presenta come un episodio ben inserito all’interno della trama orizzontale di The Mandalorian. Pur non offrendo la solita quantità di citazioni dell’universo di Star Wars, ha il merito di riportare in scena personaggi amati della serie e aprire per loro nuove possibilità di evolversi. Soprattutto, L’Assedio inizia a dare delle risposte sugli interrogativi che accompagnano Mando e il Bambino, in primis il perché il piccolo esserino sia così disperatamente voluto dagli imperiali.

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In questo episodio vediamo nuovamente il Bambino utilizzare i propri poteri, per un fine decisamente poco nobile e più furbesco, ma la sua affinità alla Forza è nuovamente confermata. Unito all’olomessaggio di Pershing, questo dettaglio inizia a diventare un indice dell’interesse imperiale per la creaturina, oltre ad avvicinarci ulteriormente al momento più atteso di questa seconda stagione di The Mandalorian: l’incontro con Jedi. O meglio, con Ahsoka Tano.

Carl Weathers, impeccabile come Karga, si dimostra anche abile come regista, mostrando di saper come esaltare la trama di Filoni. Dopo un episodio intenso e perfettamente girato come L’Erede, non era facile trovare una cifra stilistica che reggesse il confronto con Bryce Dallas Howard, ma Weathers ha trovato il modo di far emozionare con un’avventura dinamica e condita con una buona dose di ironia.

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L’Assedio ha il merito di avere inserito in questo contesto frenetico alcuni dettagli centrali nel mito di The Mandalorian, un pregio che fa sorvolare su alcuni spetti un po’ forzati, come le rapidissime riparazioni della Razor Crest. La fortuna è che, all’interno di una puntata così rapida e ricca di emozioni, queste piccole imperfezioni scivolano rapide, lasciandoci con la curiosità di vedere cosa attende ora il Mandaloriano.

Questa è la Via.

Gli episodi precedenti

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