Editoriale

Open world: cosa vorrei da questa nuova generazione

La nuova generazione è ormai qui dalla fine del 2020, pronta ad evolvere diversi aspetti nell’ambito videoludico come, ad esempio, dei tempi di caricamento fulminei, l’introduzione del ray tracing su console e una veste grafica ai limiti del fotorealismo. Fin dalla sesta generazione, gli action/adventure e gli action/rpg, catturano da sempre le mie attenzioni, specialmente quando si tratta di open world. Cosa vorrei vedere, allora, durante questa nona generazione videoludica in un open world? Prima di rispondere a questa domanda, è giusto spiegare un dettaglio molto importante.

Open world - UpClose

Premessa: ‘Open world’ è un genere?

In molti reputano il ‘mondo aperto’ come un genere, ma è del tutto sbagliato. Semplicemente, indica la tipologia del mondo di gioco, distinguendolo da un open map o da un titolo su una mappa lineare. A definire un genere, ovviamente, sono le meccaniche di gioco; non il mondo del gioco. Ad esempio, Sekiro; Shadows Die Twice e Grand Theft Auto 5, sono entrambi delle avventure dinamiche (seppur molto differenti tra loro, con il secondo che presenta alcune meccaniche souls like), quindi la natura open map del primo e quella open world del secondo, non influiscono sul genere d’appartenenza.

Stai giocando a un titolo dove il personaggio può crescere di livello e che presenta un combattimento incentrato sull’azione? Si tratta di un action/RPG; che sia open map, a mondo aperto o a mondo lineare, poco importa. Quindi no, ‘open world’ non indica un genere.

GTA Online

Open world: cosa vorrei da questa nuova generazione

Da Grand Theft Auto 3 a Cyberpunk 2077. Nel corso di quasi vent’anni della mia personale storia del videogioco, è stato impossibile non notare l’evoluzione delle mappe completamente aperte: dapprima vuote e meno dettagliate, adesso gigantesche e ricche di dettagli. Ma è sempre un bene? La risposta sarà breve e diretta: NO! Molti titoli, purtroppo, presentano delle mappe enormi con decine e decine di chilometri da un punto all’altro, ma con attività secondarie ripetitive e distanti tra loro. Il maggior rappresentante di questa categoria, ahimè, è un titolo che ho anche gradito: Assassin’s Creed Odyssey.

Il penultimo capitolo della saga degli Assassini, presentava una Grecia del V secolo a.C. spaccamascella, piena di città iconiche (come Atene, Sparta e Corinto), ma con un difetto non da poco: molti punti della grande mappa dell’action/RPG di Ubisoft erano vuoti, delle praterie belle alla vista, ma utili soltanto a muovere dei passi. Inoltre i suoi 130 chilometri quadri, non hanno favorito una buona diramazione delle attività secondarie, rendendole ripetitive e ‘poco uniche’ nel giro di alcune decine di ore.

Assassin's Creed Odyssey

Ma, nelle fasi finali dell’ottava generazione, sono arrivati due titoli con un ottimo mondo aperto: Red Dead Redemption 2 e Cyberpunk 2077. Avete ragione, il secondo ha avuto e continua ad avere moltissimi difetti (ne ho parlato in questo editoriale), ma è innegabile il suo contributo nell’evoluzione dei mondi di gioco. Anche se lontani da quello che dovrà essere l’open world che vorrei vedere nella nuova generazione, i due giochi pongono le basi verso il cosiddetto “passo in avanti”. Ma procediamo con calma, analizzando separatamente i due aspetti.

Interazioni

L’opera di Rockstar Games, arricchisce alcune praterie (che dopotutto sono inevitabili anche nella vita reale) con qualcosa di molto realistico: le interazioni. Percorrendo la mappa di Red Dead Redemption 2, era possibile intrattenere dei dialoghi o delle piccole missioni con i passanti, come un tizio che si fa calciare in faccia dal suo cavallo o entrare in una casa in cerca di ristoro, per poi essere aggrediti da due fratelli mentalmente instabili. Benché fossero presenti diversi dialoghi o mini-quest del genere, dopo un paio d’ore i dialoghi potevano anche ripetersi diverse volte, rompendo la magia iniziale.

Ecco, ciò che vorrei dai futuri open world, è un maggior numero di eventi casuali e mini quest, ben distribuiti lungo la mappa e generati casualmente. Ne vorrei un numero talmente grande cosicché sarà impossibile ricascare nello stesso evento. Ciò aumenterebbe il realismo del mondo ancor di più, offrendo al giocatore una realtà virtuale fedele.

Red Dead Redemption 2 (2018)
Foto generiche

Grandezza della mappa, meglio più piccola

100, 200, 300 chilometri quadri. Non sarebbe meglio se la mappa fosse un tantino più piccola? Con la sua letteralmente ‘ultima fatica’, CD Projekt RED ha puntato ad un mondo ridotto rispetto ai canoni di oggi, ma decisamente più ricco. Infatti, la Night City di Cyberpunk 2077 elimina quasi del tutto le distese di nulla, concentrando in ogni suo angolo tantissime attività, che si tratti di quest secondarie o contratti. La megalopoli risulta, perciò, un ottimi parco giochi per chi ama ripulire ogni punto indicativo della mappa.

Come ho specificato in precedenza, però, siamo ancora distanti dall’open world che vorrei. Anche Night City non è priva di missioni che a lungo andare finiscono per ripetersi, i contratti. Vorrei, quindi una mappa piccola e dettagliata, ma priva totalmente di ripetizioni, uno dei maggiori mali che affliggono i mondi aperti. Quanto sarebbe bello, analizzando entrambi i punti, percorrere un mondo ridotto (ma ben dettagliato) ricco di eventi casuali che non si ripetono mai e side quest tutte diverse tra loro?

Cyberpunk 2077

Come possono influire le console next-gen?

Da giorni mi frullava in testa questo editoriale quando, appoggiato alla ringhiera osservando il grande orizzonte verde e il castello nel paesino di fronte al mio, pensai: “Riuscirà mai qualcuno a riprodurre in un videogioco una bellezza così incommensurabile?“. Io spero proprio di si! E questa generazione, d’altronde, può permetterlo! Tutto ruota attorno a un unico dettaglio: delle mappe più piccole. Sarà possibile concentrare il potente hardware di PlayStation 5 e Xbox Series X per offrire una vera rivoluzione al panorama del mondo aperto.

Sogno, quindi, una mappa piccola, si, ma ricca graficamente, con texture ad alta definizione, effetti particellari ben pennellati e pop in assente o poco invasivo. Spero in un mondo di gioco realistico e mai ripetitivo, con attività ed eventi secondari ben diramati e una cura maniacale. Certo, non è chiedere poco; anzi pensando alle scorse generazioni, è quasi un’utopia. Ma un’utopia ormai dietro l’angolo. Chissà, magari GTA 6 oppure Elden Ring, offriranno finalmente un open world avveniristico! Fateci sapere cosa ne pensate qua sotto nei commenti!