Confronto

The Witcher, le differenze tra la serie tv e i videogiochi di CD Projekt RED

Il 2019 e il decennio iniziato nel 2010 si è concluso con un colpo di coda più che valido, soprattutto per quanto riguarda il genere fantasy, che dopo la fine di Game of Thrones, terminato in sordina e tra le numerose critiche da parte del pubblico e degli esperti di settore, aveva perso un grande esponente. Il canto del cigno del decennio è arrivato con The Witcher, la serie tv di Netflix basata sulla saga di romanzi scritta da Andrzej Sapkowski, trasposta anche in tre diversi videogiochi più che noti al grande pubblico.

Che l’opera originale sia da ricavare dai romanzi è chiaro, ma il successo della serie ha spinto tantissimi videogiocatori ad andare a riscoprire il fascino del terzo capitolo della saga videoludica, quel The Witcher 3 che recentemente è anche arrivato su Nintendo Switch, con un porting che ha dato soddisfazione anche a chi voleva vivere le avventure di Geralt di Rivia in mobilità. Eppure le differenze tra la serie tv e il videogioco si notano e sono visibili, per questo vogliamo analizzarle adesso, per meglio accompagnarvi nella classica analisi post-mortem di un prodotto di intrattenimento.

Toss a coin to your witcher

Lauren Schmidt Hissich, showrunner della serie, ha recentemente replicato alle critiche della stampa che pare si sia fermata ai primi episodi di The Witcher, senza affondare il colpo fino al termine della prima stagione delle avventure di Geralt, Ciri e Yennefer, ma l’autrice ha anche chiarito che la sua primaria fonte d’ispirazione è da ritrovare nei romanzi di Sapkowski. Questo rende ancora più facile individuare le differenze con il videogioco, partendo da uno dei personaggi che è risultato essere tra i più amati della serie, e che lo è stato anche della saga videoludica. Parliamo chiaramente di Dandelion, uno degli amici di Geralt, che nella serie è presente come Jaskier.

Si tratta del nome polacco, la lingua originale della saga di racconti e romanzi dedicati allo Strigo, che a sua volta in inglese è stato adattato come Dandelion, in italiano Ranucolo o anche Dente di leone. Un adattamento che ha coinvolto a suo tempo anche la giumenta Rutilia, in originale nota come Rosch. Nell’adattamento videoludico, in ogni caso, Dandelion è rappresentato in maniera molto più stravagante e bohemien rispetto al Jaskier che ci è stato presentato da Netflix, che ci ha offerto una versione molto più buffa e ironica del menestrello, pensato per essere una spalla comica di Geralt, che accanto a lui riesce ad avere anche dei momenti validi per esaltare il proprio cinismo.

Ranuncolo risulta essere anche un pelo più serioso, soprattutto nella vicenda che lo vede protagonista nella lotta al Djinn. Tra l’altro nel secondo episodio si lascia intendere che l’incontro tra i due sia non solo fortuito, ma che sia anche il primo momento in cui i due si conoscono: nei romanzi, invece, Ranuncolo e Geralt sono amici da tempo.

La doppia spada dello Strigo

Nei videogiochi Geralt è sempre equipaggiato con due spade: una d’acciaio, utilizzata per i combattimenti più leggeri, e una più pesante, d’argento, che lo Strigo utilizza per lottare contro i mostri più coriacei. Nella serie Henry Cavill, l’attore che interpreta il combattente dalla criniera color platino, porta con sé una sola spada per volta. La scelta ricade anche in questo caso a un particolare raccontato nei romanzi: Geralt, infatti, è solito affidarsi a una sola arma bianca, depositando l’altra, solitamente quella d’argento, nei pochi bagagli agganciati alla sella di Rutilia, l’inseparabile giumenta. Insieme alla questione delle spade, c’è da sottolineare che la stessa volontà della produzione della serie televisiva è volutamente distante dal videogioco.

Per stessa ammissione di Tim Aslam, il costumista della serie, il modo in cui Geralt di Rivia viene rappresentato nei videogiochi di CD Projekt RED è eccessivamente pacchiano, il che lo ha spinto a fare riferimento esclusivamente ai romanzi. Lo Strigo, quindi, appare vestito in maniera molto più sobria e soprattutto più orientato verso un soldato dell’era medievale, votato pur sempre a un’alta agilità, quindi non eccessivamente bardato e con una sola spada, per l’appunto.

Due streghe per un solo strigo

Il personaggio di Yennefer rappresenta sicuramente il vero co-protagonista della serie di The Witcher: l’attenzione riposta alla sua storia è importante, così come si è voluto raccontare il rapporto con i genitori, la sua trasformazione da ragazza affetta da cifosi e da successiva correzione grazie all’utilizzo della magia. La ragazza allo stesso tempo intrattiene un’importante storia d’amore con Geralt, che riesce ad avere in lei il suo unico tallone d’Achille, cedendo il passo al proprio cinismo e diventando protettivo in tutti i modi possibili.

Nella saga videoludica di The Witcher lo Strigo però ha un interesse amoroso diverso, ossia Triss Merigold, un’altra strega. Soltanto nel terzo capitolo della saga appare Yennefer, chiamata a supportare Geralt nella ricerca di Ciri, e spetta ai giocatori scegliere quale strada percorrere: da un lato Triss, dall’altro Yennefer. Nella serie, invece, la prima ricopre un ruolo quasi secondario, supportata dalle numerose polemiche che hanno preceduto la pubblicazione della serie circa il colore della pelle dell’attrice, lasciando molto più spazio alla seconda. Nessun triangolo amoroso, quindi, nel mondo di The Witcher, andando ad annullare quindi eventuali preferenze o scelte: Yennefer è l’unico interesse sentimentale di Geralt, che non perde occasione per farlo sapere a tutti gli spettatori.

Un cast variopinto ed eterogeneo

Riprendendo il leitmotiv delle polemiche che ha accompagnato l’attrice che interpreta Triss, c’è da sottolineare quella che è la differenza più visibile a occhio nudo tra videogioco e serie tv: le sembianze fisiche diverse. La saga di romanzi è stata realizzata in Polonia, dove la popolazione è per lo più di carnagione chiara, ma per Netflix le cose vanno diversamente. D’altronde ci troviamo in un continente fantasy, non precisamente collocato sul nostro pianeta e ambientato in un’ambientazione completamente inventata. Per questo motivo la produzione ha deciso di affidarsi a un cast molto eterogeneo, a partire dall’attrice che interpreta Triss Merigold, ossia Anna Shaffer: pelle olivastra e capelli scuri, in contrasto a quelli rossi del videogioco.

Non si limita solo a lei la scelta della produzione televisiva, perché la stessa Yennefer è interpretata da Anya Chalhotra, attrice che ha origini indiane e che, come curiosità dell’ultim’ora, non ha voluto la controfigura per girare le sue scene di nudo. Infine Fringilla è interpretata da un’attrice di colore, Mimi Ndiweni, così come anche Dara, personaggio creato appositamente per la serie e che non era presente né nei videogiochi né nei romanzi, interpretato da Wilson Radjou-Pujalte. Un appunto per Yennefer: la ragazza è palesemente più giovane di Cavill, d’altronde l’attrice ha 13 anni in meno del collega che interpreta lo Strigo, e questo gap potrebbe far storcere il naso ai puristi, che riconoscono nella strega la donna in grado di far perdere la testa a Geralt.

L’amore ha vinto di nuovo

Poco differente, invece, il momento in cui si scatena l’amore tra Geralt e Yennefer: nel terzo capitolo della saga videoludica, il tutto scaturisce da un episodio che vede protagonista un già citato Djinn, i geni intrappolati in una sorta di lampada, un po’ come nella leggenda di Aladino. La missione che vede protagonisti i due eroi del Continente in The Witcher 3 spinge Yennefer e Geralt a rompere il legame che li tiene insieme, causato dalla magia: soltanto una volta tornati in possesso del loro libero arbitrio sarà possibile scegliere cosa fare, senza costrizioni o altro.

Nella serie Netflix questo episodio viene raccontato nel quinto episodio, che è quello nel quale avviene l’incontro tra i due personaggi, fino a quel momento separati da diversi chilometri e da diverse storie e destini: Geralt riesce a salvare la ragazza, che sta provando a farsi conquistare dall’animo del Djinn, bramosa di maggior potere per vincere gli ultimi suoi problemi fisici. Lo Strigo esprime un desiderio, ma non ci è dato sapere quale sia.

Poche sono anche le differenze per quanto riguarda Ciri, che ha sì in Dara un accompagnatore completamente originale, ma che nella sua crescita non si distanzia molto da quanto raccontato nei romanzi: l’unica particolare differenza sta nel fatto che nel quinto episodio, il medesimo del Djinn, Ciri viene portata fuori dalla foresta di Brokilon da Geralt, che poi la affida al druido Saccoditopo. Nella serie tv, invece, è quest’ultimo a recuperare la bambina, senza l’aiuto dello Strigo, che nel frattempo è impegnato altrove.