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PlayStation 4

Tidal Basin, provato l’endgame di The Division 2

The Division 2 al lancio ha offerto una sostanziosa mole di contenuti PvE ai quali dedicarsi durante la liberazione di Washington D.C. Come già preannunciato in fase di recensione, eravamo solo all’inizio di un endgame che si sarebbe mostrato col suo vero volto soltanto nei mesi a venire. Aprile inaugura la prima tornata di nuove […]

The Division 2 al lancio ha offerto una sostanziosa mole di contenuti PvE ai quali dedicarsi durante la liberazione di Washington D.C. Come già preannunciato in fase di recensione, eravamo solo all’inizio di un endgame che si sarebbe mostrato col suo vero volto soltanto nei mesi a venire. Aprile inaugura la prima tornata di nuove attività Invasione: la roccaforte di Tidal Basin è pronta per essere assaltata così da respingere la minaccia dei Black Tusk e passare alla Fascia del mondo 5 che accresce il punteggio equipaggiamento. Al via anche il primo Evento abiti: Invasione che permette di ottenere nuovi accessori ispirati alle fazioni nemiche.

Eravamo rimasti col fiato sospeso dopo aver raggiunto il world tier 4, impossibilitati ancora a procedere fino a qualche giorno fa quando una nuova missione secondaria ha messo in moto dei risvolti interessanti. Un contenuto piuttosto esiguo ma significativo che spalanca le porte della base Black Tusk a Tidal Basin. Se ancora non avete raggiunto il livello 30 e completato la campagna, dovete sapere che le Roccaforti sono dei luoghi in cui ogni fazione ha stabilito le proprie forze: si giocano come normali missioni ma richiedono più impegno e si sviluppano in maggiori scenari.

L’obiettivo principale della nostra nuova missione diventa recuperare degli antivirali e raggiungere l’hovercraft su cui ingaggiare lo scontro finale, ma per farlo dovremo mettere prima in sicurezza le aree che incontriamo: molti spazi aperti, nemici che cercano di colpirci da punti sopraelevati, ma anche altri che tenteranno come già visto durante la campagna, di aggirarci o colpirci ai fianchi. I Black Tusk sono la forza militare più sviluppata del gioco: i rinforzi caleranno dagli elicotteri e le maggiori minacce arriveranno soprattutto da torrette, robot e droni che i più corazzati non si limiteranno a schierare.

Seppur impegnativo come livello sia per difficoltà che per quantità di obiettivi a cui prestare attenzione oltre ai nemici, con una buona squadra tra il 450-455 e un attento posizionamento riuscirete in media con una quarantina di minuti a portare a casa anche questo risultato. Il vero punto di forza di questo aggiornamento non è tanto Tidal Basin in sé quanto l’aggiunta dei nuovi set di equipaggiamento e delle Missioni invasione settimanali, disponibili a ogni livello di difficoltà. In un’ottica più generale, non orientata all’offerta di contenuti, si è resa protagonista soprattutto la patch correttiva che ha riscritto il sistema delle mod. Vediamo più nel dettaglio queste aggiunte e modifiche cosa comportano.

Prima dell’ultimo aggiornamento di Tidal Basin, l’equipaggiamento era legato a una marca specifica di manifattura. Possedere almeno tre oggetti dello stand brand garantiva dei bonus. Con l’arrivo dei set d’equipaggiamento tornano invece 6 pezzi unici da raccogliere che non appartengono a nessun brand e sono identificati dal colore verde. Più pezzi si equipaggiano, più si sbloccano vantaggi. Nell’immagine sottostante potete vedere il set completo di Direttiva in atto ottenuto svolgendo le missioni invasione settimanali. A 6 pezzi su 6 garantisce la possibilità di ottenere munizioni incendiare, esplosive o shock per un’arma qualsiasi uccidendo un nemico. Oltre a Direttiva in atto sono disponibili Vero Patriota e Hard Wired il cui ottenimento richiederà uno sforzo maggiore: sconfiggendo i boss di alcune missioni potremo raccogliere i componenti necessari mentre i materiali saranno disponibili pattugliando le attività Black Tusk nel mondo di gioco.

Il nuovo sistema di mod, che in alcuni casi rimuove da una modifica gli effetti negativi e in altri li minimizza, appare più bilanciato e invoglia maggiormente a ottenere ed equipaggiare gli accessori per le armi. Per quanto riguarda le mod delle abilità, i punteggi necessari per equipaggiarle si sono abbassati andando a risolvere quello che inizialmente per molti giocatori appariva come un ostacolo difficile da sormontare. Una più generale modifica all’interfaccia rende oggi più comprensibile anche la lettura dei valori di offesa, difesa e abilità. Proprio le abilità hanno ottenuto alcune migliorie: le più evidenti riguardano la Torretta cecchino che ora aggancia i nemici che teniamo in mira o punta i nemici più prossimi, e il lanciatore chimico che ora funziona con i comandi di una normale arma e si può correre con l’abilità attiva.

The Division 2, con l’aggiornamento Invasione: Battaglia per D.C, conferma ancora una volta di non voler cedere il titolo di migliore looter shooter del momento e offre invece maggiori incentivi a rigiocare le ormai ben note missioni pur di ottenere l’equipaggiamento più adatto al nostro stile di gioco. Le patch e gli aggiornamenti costanti evidenziano che Massive ha fatto tesoro dell’esperienza del primo The Division e che una comunicazione aperta fa la differenza quando si tratta di affrontare anche aspetti scomodi come bug, bilanciamenti e revisioni. Ogni aggiunta spiana la strada al primo raid a 8 giocatori: ogni attività attuale è infatti un gradito antipasto che permette ai giocatori di prepararsi nel migliore dei modi per quello che è il contenuto più atteso del momento. Massive e Ubisoft ci stuzzicano facendo apparire sulla mappa un elicottero che sarà operativo soltanto dal 25 aprile, data prevista per l’arrivo del raid.

La scelta di pubblicare i contenuti a scaglioni con un ottimo tempismo permette da un lato a un numero sempre maggiore di giocatori di farsi trovare pronti quando arriverà la chiamata alle armi, dall’altro impedisce che tra un nuovo contenuto come Tidal Basin e l’episodio narrativo previsto in estate trascorra troppo tempo senza attività da svolgere. L’adozione di un piano di contenuti gratuiti, già premiante in Assassin’s Creed, è qui più evidente e volta anche a non disperdere la propria base di utenti dietro contenuti a cui si può accedere soltanto pagando. Se l’offerta viene poi rimpolpata da eventi a tempo, anche se incentrati su collezionabili cosmetici, in questa prima fase l’obiettivo di intrattenere senza far allontanare gli utenti allora può dirsi centrato, o per lo meno The Division 2 sta percorrendo una strada virtuosa rispetto ai competitor.

The Division 2 è disponibile per l’acquisto a questo indirizzo.