Trasporti

Airbus pensa ad aerei passeggeri senza pilota, ma il 54% dei passeggeri oggi non ci salirebbe

La guida autonoma sembra essere, e di fatto è, l’inevitabile futuro per automobili, motociclette, camion e persino treni e navi. Eppure per quanto riguarda gli aerei la situazione appare più complessa. Airbus sta pensando per il futuro allo sviluppo di aerei civili destinati al trasporto passeggeri, completamente privi di piloti.

Più facile a dirsi che a farsi nell’immediato, visto che per stessa ammissione dell’azienda, al momento le IA non sono ancora così sviluppate. In effetti già da diversi anni è possibile guidare da remoto i droni militari, ma questa soluzione andrebbe bene solo per velivoli di dimensioni piccole o medie e destinati al trasporto commerciale.

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Già attualmente inoltre gli aerei di nuova generazione prevedono un largo utilizzo di sistemi di guida automatizzati che affiancano o sostituiscono in toto gli attuali due piloti a bordo, soprattutto nelle operazioni di routine. L’obiettivo di Airbus sarebbe dunque di arrivare a sostituire nel medio termine il co-pilota con un computer, per poi arrivare alla guida completamente autonoma in un periodo più lungo, sufficiente affinché le tecnologie siano mature, ma lo siano anche i passeggeri. Prima però a detta di Grazia Vittadini, direttore tecnico di Airbus, ci sarà da vincere la diffidenza degli enti regolatori e, soprattutto, degli stessi passeggeri.

I vantaggi…

Airbus ci pensa perché ottenere aerei a guida totalmente autonoma porterebbe diversi vantaggi, alcuni molto ovvi, come l’abbattimento dei costi per le compagnie aeree, che non dovrebbero più investire nella formazione dei piloti e nella loro retribuzione. Secondo la società svizzera di servizi finanziari UBS infatti nel 2017 sono stati investiti globalmente sui piloti 300 miliardi di dollari.

Con l’adozione di IA inoltre molto probabilmente si risparmierebbe anche sul carburante, abbattendo i consumi grazie a una gestione ottimale delle rotte e delle fasi di decollo e atterraggio. Inoltre le compagnie aeree hanno sempre più difficoltà nel reperire i piloti, perché il numero di ore di volo negli anni è aumentato e in generale c’è un declino di interesse in questo tipo di carriera.

…e gli svantaggi

Se da un punto di vista tecnologico si tratta solo di una questione di tempo, i veri ostacoli sono altri. Anzitutto la difficoltà nello spiegare correttamente agli enti regolatori le caratteristiche tecniche di un’intelligenza artificiale, al fine di consentirgli di approntare regolamenti ad hoc per questo nuovo tipo di velivoli che coinvolgerebbe aspetti delicatissimi, come la sicurezza dei passeggeri, le responsabilità penali individuali e societarie etc.

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Ma soprattutto il problema sarebbe di convincere i passeggeri a salire su aerei senza pilota. Secondo una ricerca effettuata sempre da UBS infatti su un campione di 8000 persone intervistate, il 54% ha affermato che non salirebbe mai e poi mai su un aereo a guida autonoma, nemmeno se i voli dovessero costare sensibilmente meno rispetto ad ora. In generale appena il 17% ha espresso entusiasmo per questo tipo di soluzione.

Le IA saranno mai intelligenti quanto Sullenberger?

Un punto però resta fondamentale nello sviluppo di tutte le intelligenze artificiali, che siano destinate alle automobili o ai giganti dell’aria: sviluppare la capacità di pensare fuori dagli schemi. Forse ricordate l’episodio drammatico avvenuto qualche anno fa a New York, quando il pilota Chesley Sullenberger, detto Sully, fece ammarare il proprio Airbus A320-214 in avaria sul fiume Hudson, con una prodezza già entrata nella leggenda delle manovre aeree.

Manovra che, a detta di molti altri piloti esperti, Sully fu in grado di concepire ed eseguire in meno di un minuto solo perché formato alla vecchia scuola dei piloti che impararono a far volare i propri aerei senza l’assistenza tecnologica dei sistemi fly-by-wire e glass cockpit. Non solo, ma questi sistemi, che già attualmente arrivano anche a escludere completamente i piloti dai comandi, non sono assolutamente in grado di eseguire manovre non convenzionali che prevedano ad esempio lo spegnimento di tutti i motori e l’esecuzione di un volo planato. Esattamente quello che fece Sully nel 2009, salvando 155 passeggeri.

Tra i film più divertenti in assoluto sul tema degli aerei c’è sicuramente L’Aereo Più Pazzo del Mondo del trio registico demenziale Zucker-Abrahams-Zucker. Una delle scene più memorabili riguarda proprio il pilota automatico.