Cinema e Serie TV

Giornata Mondiale dell’Amicizia, i migliori film e serie TV

Ci vorrebbe un amico, canta Antonello Venditti, e lo sanno bene anche i protagonisti di quei film e serie TV, tra cult e titoli più recenti, che hanno portato sul piccolo e grande schermo le storie di amicizia più belle, sincere, emozionanti di sempre. Il valore di un amico viene riscoperto proprio oggi, 30 luglio, data riconosciuta universalmente come Giornata Mondiale dell’Amicizia, un legame talmente importante che non poteva non trovare una rappresentazione fedele, unica, memorabile nella cinematografia. Consigliamo allora diversi titoli di film e serie TV che offrono una lettura al legame di amicizia sempre valida da riscoprire.

Film

Serie TV


Thelma & Louise (1991)

Forse uno dei più bei film sull’amicizia, nello specifico quella femminile. Il film racconta la storia di due casalinghe vittime di uomini violenti che partono per una vacanza on the road. Una fuga, un’avventura, sicuramente verso la libertà ma anche verso un destino tragico. Siamo in Arkansas e Louise, interpretata da un’ottima e giovane Susan Sarandon è una cameriera in un fast food e ha una relazione complicata con Jimmy Lennox. Non va meglio all’amica Thelma, i cui panni sono vestiti da Geena Davis, moglie trascurata da Darryl Dickerson.

A bordo di una Ford Thunderbird, le due donne partono per fuggire da questa vita difficile, ma sarà un biglietto di sola andata. Candidato a sei Oscar e vincitore del premio per la sceneggiatura di Callie Khouri, Thelma & Louise ha elevato le due amiche a simbolo dell’amica che va oltre qualsiasi cosa, anche la morte.


Quasi amici (2011)

L’amicizia può essere strana e imprevedibile, come ci racconta il film tratto liberamente da una storia vera e che supera i limiti dettati dalla malattia e unisce le persone in un legame interrazziale. E’ quanto ci racconta questo film francese di indiscusso successo, che racconta la strana amicizia tra il miliardario tetraplegico Philippe, interpretato da Patrice Laconte, ormai costretto su una sedia a rotelle dopo un incidente in parapendio e il suo neoassunto aiutante personale, Driss (Omar Sy).

Quest’ultimo arriva da tutt’altra estrazione socioculturale, due mondi agli antipodi che sembrano rendere impossibile il rapporto e l’intesa tra i due. Le vicende però dimostrano che il sentimento va oltre le differenze, unendoli in un’incredibile amicizia, tra alti e bassi, a dispetto delle barriere sociali e razziali, oltre a ciò che pensa la società benestante e le persone in generale. Quasi amici, campione d’incassi in Italia e non solo, ha dato prova di come la Francia possa ancora attestarsi un nuovo riferimento nella commedia europea.


Stand by Me (1986)

Un classico sull’amicizia, questo film raccontare in particolare del legame in tempo adolescenziale. Tratto da un racconto di Stephen King, narra delle avventure estive di un gruppo di amici alle prese con un bosco, tra problemi, dolori, cambiamenti. Insomma, in una parola, i teenager, ma rappresentati da un particolare punto di vista.

Quattro amici, Gordon “Gordie” Lachance, Chris Chambers, Teddy Duchamp e Vern Tessio, sono tutti molto diversi tra loro. Hanno però in comune alcuni problemi familiari e decidono così, un giorno, di partire da Castle Rock, nell’Oregon, per una escursione verso il bosco, attraverso i binari della ferrovia. Da quelle parti pare abbiano ritrovato il corpo di un ragazzo, trasformando così la loro esplorazione, o meglio evasione, in un’avventura drammatica che li renderà diversi. Tratto da un racconto di Stephen King, Stand by Me, diretto Rob Reiner, venne candidato all’Oscar proprio per la sceneggiatura non originale di Raynold Gideon e Bruce A. Evans.


Toy Story

Grazie a Disney Plus, possiamo tornare ad ascoltare la voce di Fabrizio Frizzi come doppiatore di Woody, lo sceriffo del West che riveste da sempre lo spirito guida di quella compagine di giochi dalle forme più bizzarre e che ricordiamo per il suo rapporto complesso, ma unico con Buzz Lightyear, lo space ranger in grado di viaggiare “verso l’infinito e oltre“. I quattro film della saga di Toy Story raccontano dell’amicizia tra giocattoli e del loro rapporto di amore-odio con il genere umano, tra bambini “bulli” e amanti dei giochi.

In particolare, Woody e Buzz risultano essere due figure uguali, ma diverse, entrambe incaricate di mantenere la tranquillità del proprio mondo e riportare l’ordine tra la folla. Chi meglio di Disney Pixar poteva caratterizzare a tutto tondo un Buzz convinto di volare e incenerire i nemici con il suo raggio laser, subito contraddetto da Woody: “Ma è solo una lampadina!“? Per non parlare del lavoro svolto in un continuo crescendo qualitativo, di film in film, complice anche la tecnologia decisamente cambiata dal primo Toy Story, nel 1995, al quarto capitolo, ventiquattro anni dopo.


Green Book (2018)

Siamo a New York, nel 1962. Tony “Lip” Vallelonga, un Viggo Mortensen che non ha proprio più nulla da spartire con Aragorn de Il signore degli Anelli, è un italo-americano che cerca ogni espediente lavorativo per portare avanti la famiglia, composta dalla moglie Dolores e da due figli. Quando gli si presenta l’occasione di essere assunto come autista e con buona paga, conosce l’eventuale datore di lavoro. Si tratta del pianista afroamericano Don Shirley (interpretato da Mahershala Ali) il quale, nonostante una carriera ben avviata ed esibizioni alla Casa Bianca al tempo dei Kennedy, decide di iniziare un tour nel profondo Sud statunitense, conservatore e razzista.

Tony accetta l’incarico di accompagnatore e risolutore di eventuali problemi, ma per entrambi sarà l’occasione per conoscere meglio un Paese incredibilmente retrogrado, comprendere i propri difetti e aiutarsi a vicenda.

Green Book è un film sull’amicizia che segue la scia del film Il diritto di contare, la cui trama gira intorno all’amicizia fra tre donne afroamericane agli inizi degli anni ’60. Qui la questione razziale viene anche qui trattata con brillantezza e in maniera originale, ma senza perdere efficacia. La bravura della regia stava nel bilanciare perfettamente commedia e dramma, nonostante una disavventura dietro l’altra per i due protagonisti, e senza esagerare nei toni o divenire estremamente crudo. Questo lavoro di fino ha condotto a tre Oscar: Miglior Film, Sceneggiatura originale, Attore non protagonista per Ali, su cinque candidature.


Hachiko (2008)

Hachi è un cucciolo di razza Akita, abbandonato in una stazione. Perduto in America, viene ritrovato da Parker Wilson (Richard Gere), insegnante di musica che ogni giorno è pendolare sul treno per andare a lavoro. Parker lo accudisce, in attesa che il padrone venga a reclamarlo, ma la moglie Kate (Joan Allen) è inizialmente contraria a tenere il cucciolo, per via del legame stabilito col precedente cane di casa. La donna invita Parker ad affiggere volantini per la cittadina, in modo da ritrovare il proprietario del cucciolo.

Vedendo però il legame d’affetto che il cucciolo e suo marito hanno subito instaurato, deve ricredersi. Il film si basa sulla storia vera del cane giapponese Hachikō, che per dieci anni attese ogni giorno il padrone alla stazione, sperando di rivederlo scendere dal treno, come era d’abitudine. Uno struggente racconto d’amicizia tra l’uomo e il suo migliore amico per definizione, motivo per cui non poteva mancare un esempio di questo tipo. E’ considerato come uno dei film più commoventi di sempre, nello stile classico di Lasse Hallström.


Happy Days (1974 – 1984)

Uno dei maggiori cult della serialità americana, e della storia, durato per ben 10 anni e caratterizzando i ricordi della generazione che lo seguiva in TV, ma anche di quelle successive, colpite dal fascino di Fonzie Fonzarelli e di tutti gli altri. La serie narra le vicende di una famiglia borghese degli anni Cinquanta e Sessanta, che vive nella città di Milwaukee, nel Wisconsin. I temi fondamentali sono quelli più spensierati del Boom Economico del dopoguerra, come l’amicizia, l’amore, le feste, il cinema, la cultura, la musica, l’esilarante divertimento e lo stile di vita di quella generazione di adolescenti statunitensi che hanno vissuto il “Sogno Americano”, in quell’epoca compresa fra la fine del coinvolgimento statunitense nella guerra di Corea e la vigilia di quello nella guerra del Vietnam.

In maniera forse un po’ stereotipata, viene presentato il modello dell’American Way of Life nei suoi aspetti più positivi, nelle innumerevoli avventure di Richie, Potsie, Ralph Malph, Fonzie, la famiglia Cunningham e una miriade di altri personaggi che compaiono con l’avanzare della serie.


Friends (1994 – 2004)

L’amicizia più famosa del piccolo schermo è proprio quella nata nel 1994 a New York, tra Joey, Chandler, Monica, Phoebe, Ross e Rachel, sei giovani trentenni, ognuno con i suoi piccoli e grandi difetti, che condividono la quotidianità e si riuniscono nel loro café preferito, il Central Perk. La serie ruota attorno a un gruppo di sei amici a Manhattan, la cui storia è stata sviluppata da Kauffman e Crane con il titolo di Insomnia Cafe tra a fine 1993.

Trascorrono insieme le feste, i momenti tristi e quelli più felici, si aiutano a vicenda per sopravvivere a tutte le difficoltà e, anche nelle liti e nelle incomprensioni, non smettono mai di volersi bene. Crescono insieme, ne passano di tutti i colori, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro. Dall’amicizia tra Monica e Rachel, unite sin dall’infanzia, a quella tra Ross, Chandler e Joye. Friends è un telefilm che ha saputo raccontare in modo ironico e divertente questo sentimento così speciale.

Friends ha sempre ricevuto recensioni positive durante la sua messa in onda, diventando una delle più popolari serie televisive. La sitcom ricevette una candidatura agli Emmy Award, vincendo il premio come miglior commedia per l’ottava stagione, nel 2002. Lo show occupa il 21º posto nella classifica delle miglior serie commedia di tutti i tempi.


Stranger Things (2016 – in corso)

Non esiste amicizia più vera, pura e incontaminata di quella che nasce spontaneamente tra ragazzini, in quell’età magica in cui si può ancora credere nell’affetto incondizionato degli altri e non c’è spazio per pregiudizi e diffidenza, come accade invece agli adulti. La terza stagione di Stranger Things si è chiusa lasciando i fan sconvolti per la perdita di una delle figure fondamentali della storia, Jim Hopper, ma il trailer della quarta stagione dà già alcune risposte.

La storia comincia con un gruppo di ragazzini, Mike, Lucas, Dustin e Will, un gruppo di amici che ricorda da vicino quello visto ne I Goonies, che affrontano il male alieno annidatosi nella città di Hawkings, accogliendo anche nel loro gruppo anche una bambina strana e pericolosa, che non sembra conoscere la loro lingua e che decidono di chiamare Eleven, in italiano Undici o Undi. Una storia di amicizia, talvolta trasformatasi in amore, che ancora oggi fa rivivere le atmosfere anni Ottanta e il teenage dream anche degli spettatori che hanno abbandonato quella età.


Sex and the City (1998 – 2004)

In Sex and the City le protagoniste non sono amiche, ma molto di più. La serie, da cui sono stati tratti film e spin-off, non parla solo di amicizia femminile, ma è un vero e proprio manifesto di questo sentimento, che non esclude però analisi complesse e un’analisi sociologica approfondita sulle relazioni che legano quattro giovani donne nella Grande Mela, a cavallo del secondo e terzo millennio.

Gli spunti e i momenti che rivelano essere un banco di prova sono infiniti: feste, pranzi, brunch, night club, sessioni di shopping, matrimoni, baby shower e tanto altro. Ci sono cuori spezzati e da spezzare, in una New York che si mostra come una giungla sfavillante. Lì, rimanere senza amiche è difficile, la vita diventa davvero impossibile da affrontare, ed è proprio questa quadratura del cerchio tra quattro amiche che rende la trama perfetta.

I caratteri più “femminili” (Carrie e Charlotte) trovano una sintesi e un equilibrato contraltare nei caratteri “maschili” (Miranda e Samantha) e tra le quattro donne si creano legami in grado di descrivere tutti i chiaroscuri delle relazioni di amicizia. L’importanza di Miranda, Charlotte e Samantha nella vita di Carrie è raccontata in tanti momenti, ma soprattutto nel decalogo del post-rottura sentimentale.


Gossip Girl (2007 – 2012)

A metà degli anni 2000, Gossip Girl è esploso come fenomeno di costume e tendenza anticipatoria dell’ascesa dei social network. L’idea iniziale era far ruotare la storia intorno a Gossip Girl, una penna velenosa che sul proprio blog (antenato di Facebook, Twitter e Instagram) parlasse dei ragazzi di un prestigioso liceo di Manhattan, raccontando i loro segreti.

Protagoniste del teen drama sono due liceali: Blair Waldorf, la reginetta della scuola che capeggia un gruppetto di sue adepte e Serena van der Woodsen, la sua migliore amica più libera e disinibita.

Serena torna inaspettatamente nell’Upper East Side dal collegio per il quale era partita improvvisamente senza dare spiegazioni. Blair, arrabbiata per non aver più ricevuto notizie di Serena e per non aver avuto nessuno con cui confidarsi, non è contenta del suo ritorno e cerca di tagliarla fuori dalla cerchia di vecchie conoscenze. Il contrasto tra le due ex amiche si fa più aspro quando Blair scopre che, prima di lasciare New York, Serena è andata a letto con il suo ragazzo, Nate Archibald, ma le due riescono a superare la cosa quando Blair confida all’amica quello che ha provato negli ultimi mesi e Serena le confessa di essere tornata perché il fratello minore Eric, ha tentato il suicidio.

Blair e Serena sarebbero BFF (Best Friend Forever), ma il loro rapporto oscilla perennemente tra amore e odio, tra invidia e debolezze, tra ammirazione e rabbia. Tra le due c’è un reticolo di contraddizioni che si snoda in ogni episodio della serie. Gossip Girl ha sancito o fatto venire a galla nuovi riti sociali, come il fatto che ogni bionda necessita di una bruna come amica nel cuore. La serie, che ha dettato leggi di moda e inaugurato nuove tendenze, si è già fissata nel firmamento dei primi anni Duemila come cult.


Desperate Housewives (2004 – 2012)

Desperate Housewives è una black comedy del tempo di Gossip Girl, essendo andata in onda su ABC a metà degli anni Duemila. Le protagoniste però in questo caso sono casalinghe di Wisteria Lane, un sobborgo dai giardini rigogliosi, dalle rose gigantesche e dalle abitazioni impeccabili. Ma, dietro le classiche facciate e gli steccati freschi di vernice, si nasconde un mondo di segreti e delitti. Tutto comincia con il suicidio di Mary Alice Young, una casalinga di questa piccola città, e tale evento mette in moto le vicende delle sue migliori amiche, nonché vicine di casa: Susan, Bree, Gabrielle e Lynette.

La serie racconta in chiave ironica le vicende delle quattro donne alle prese con il mistero di Mary Alice e non solo, svelando le loro particolarità, le loro manie e le loro ossessioni, nonché i loro segreti più cupi. Mogli e madri più o meno esemplari, le quattro sono legate da un rapporto di amicizia che si rivelerà prezioso, tanto da salvare la vita a qualcuna di loro. Le buone amiche fanno finta che non sia successo niente, le vere amiche non possono accettare un no come risposta.

Riscopri nella Giornata Mondiale dell’Amicizia alcuni dei titoli qui citati, come Thelma&Louise, Quasi Amici, Green Book, il cofanetto dei quattro film di Toy Story, il cofanetto di Gossip Girl, la serie completa di Desperate Housewives oppure il cofanetto di Friends.