eSports

Fortnite: i pro-player abbandoneranno in massa dopo la World Cup?

Il mondo del competitivo, se si riesce a raggiungere la cima, può dare molte soddisfazioni sia professionali che puramente monetarie, ma al tempo stesso lo stress sulle spalle di molti pro-player è alto, sopratutto se il gioco al quale ti sei dedicato per lungo tempo sembra andare in una direzione sbagliata. Nell’ultimo periodo sono molti i professionisti che hanno criticato Fortnite ed Epic Games, ma ora uno di loro rivela che la situazione potrebbe essere ancora più seria.

Michael Grzesiek, conosciuto come Shroud, ha svelato di aver parlato con alcuni giocatori professionisti di Fortnite e che questi hanno ammesso di non essere convinti di continuare a dedicarsi al battle royale. Il pro-player ne ha parlato tramite uno streaming durante il quale stava giocando, con divertimento, ad Apex Legends.

Shroud afferma che dopo la Fortnite World Cup molti potrebbero allontanarsi dal gioco: “Un sacco di pro-player mi hanno scritto affermando: ‘Sì, ci siamo arresi dopo le sciocchezze fatte con la Coppa del Mondo’ e io ho risposto: ‘Veramente, stanno solo buttando in mezzo più soldi e basta’…”.

Le critiche su Fortnite vanno avanti da tempo, soprattutto a causa delle Girosfere. Che si tratti di Ninja o di Dr. Disrespect, gli streamer più famosi non stanno pronunciando parole dolci. Inoltre, un pro-player ha già lasciato il mondo del competitivo: parliamo di Tfue del FaZe Clan, che si dedicherà unicamente allo streaming su Twitch. Ovviamente Shroud non ha svelato i nomi delle persone che hanno espresso il proprio dissenso su Fortnite e la World Cup, ma se i pro-player inizieranno ad abbandonare Fortnite siamo certi che ce ne renderemo conto.

Diteci, cosa ne pensate dell’attuale situazione del battle royale? Credete che la questione sia veramente critica, oppure molti giocatori hanno semplicemente perso interesse e usano pretesti per allontanarsi dalla scena competitiva?

Forse non è adatto al competitivo, ma il Monopoli di Fortnite può far divertire.