Cinema e Serie TV

Doppiaggi strani: come ti stravolgo il film

Si sa, la bellezza è soggettiva e ognuno ha la sua percezione della stessa. Tuttavia, quando si parla di doppiaggio, ci sono produzioni che si possono definire “brutte” o quantomeno “strane“, sia per la loro scorrettezza di esecuzione (accenti sbagliati, frasi sconnesse e chi più ne ha, più ne metta), sia per quanto riguarda il loro adattamento colmo di errori di traduzione e di comprensione.

Vi sono poi, in questo calderone di stranezze, alcune pellicole o serie TV che sono talmente assurde da risultare particolari e uniche nel loro genere, che non possiedono una vera e propria bruttezza o scorrettezza, ma possono risultare stranianti al nostro orecchio oramai abituato a certi standard.

Vediamo insieme alcuni doppiaggi e adattamenti che sono rimasti nella memoria collettiva degli spettatori, proprio a causa delle loro stranezze.

Dinosauri e i cartoni della Dingo Pictures

No, non stiamo parlando del classico Disney del 2000, bensì del molto più economico “clone” della Dingo Pictures, una casa di produzione di cartoni animati tedesca. Col titolo originale di The Little Dinosaur, il film prende spunto un po’ da La ricerca della Valle Incantata, un po’ dal già citato Dinosauri, producendo una pellicola a basso budget di cui vi lasciamo un breve estratto:

Al di là delle qualità tecniche della produzione su cui preferiamo sorvolare, il doppiaggio è una componente alquanto bizzarra all’interno di Dinosauri: fuori sincrono, scorretto, sbagliato e con un accento degli attori che è quanto di più distante ci sia dall’italiano, hanno fatto di questo cartone un vero e proprio capolavoro del trash.

Se, però, dobbiamo spezzare una lancia a favore dei poveri doppiatori, c’è da dire che non sono madrelingua italiana, bensì tedesca, che per non sforare col budget (già di per sé ridotto) si sono improvvisati attori e doppiatori, con risultati ai limiti del ridicolo, ma riuscendo sicuramente a strappare un’involontaria risata agli spettatori.

Se volete farvi un’idea delle restanti produzioni della Dingo Pictures, vi lasciamo altri cartoni animati, tutti ispirati a pellicole più famose come Toy Story o Hercules, ad esempio.

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Shaolin Soccer è una pellicola che si ispira a Captain Tsubasa (conosciuto da noi in Italia come Holly e Benji), che racconta le vicende di una squadra di calcio composta da esperti di Kung-Fu. Il film è realizzato molto bene, con effetti speciali incredibili, che ben rappresentano i vari “super tiri” dei protagonisti e le varie tecniche utilizzate, come se fosse una sorta di Live-Action di Holly e Benji!

Tuttavia, il doppiaggio italiano è decisamente strano: infatti, sono stati coinvolti nella sua realizzazione diversi calciatori professionisti di Lazio e Roma, che hanno prestato le loro voci ai protagonisti; abbiamo infatti Damiano Tommasi, Vincent Candela, Marco Del Vecchio, Angelo Peruzzi, Sinisa Mihajlovic e Giuseppe Pancaro nei panni dei personaggi principali.

La questione riguardante l’impiego di non professionisti all’interno del mondo del doppiaggio è sempre molto accesa, visto che, a detta di molti, “rubano il lavoro a chi è davvero capace”. Premesso che sono quasi interamente piccoli ruoli nella maggior parte dei casi e non compromettono la buona riuscita del lavoro, in questa occasione è da sottolineare la bontà dell’operazione: infatti tutti gli atleti che hanno partecipato al doppiaggio hanno donato il loro compenso in beneficenza, un’operazione sicuramente lodevole, anche se Pino Insegno, presente nel cast di voci del film disse, in un’intervista, quanto segue:

“Shaolin soccer l’abbiamo distrutto, abbiamo distrutto un film, e c’ero anche io perché davamo tutti i soldi in beneficienza all’ospedale Bambin Gesù. Era una bella cosa ma l’abbiamo distrutto.”

Neon Genesis Evangelion

Poco più di un anno fa, Netflix ha accontentato i molti fan che chiedevano a gran voce di poter vedere la serie Neon Genesis Evangelion sul servizio di streaming, dal momento che reperirlo in maniera legale a prezzi umani era pressoché impossibile. Tuttavia, nessuno si sarebbe aspettato una cosa del genere:

Un doppiaggio e un adattamento completamente stravolti, rispetto alla prima e storica versione di Dynit, che non solo ha fatto storcere il naso ai fan storici, ma ha compromesso la visione anche a tutti coloro che avrebbero voluto avvicinarsi al prodotto.

Secondo l’adattatore dei dialoghi, Gualtiero Cannarsi, il suo lavoro non è sbagliato, poiché si avvicina molto all’opera originale giapponese. Tuttavia, è giusto considerare che un adattamento serva appunto ad adattare un’opera, in modo da renderla fruibile al maggior numero di persone possibili, cercando di avvicinarsi all’opera originale, ovviamente, ma rendendolo comprensibile.

“Beh, Shinji, io non posso fare altro che stare qui ad annaffiare. Però, quanto a te, quanto a quel che non puoi far che tu, per te qualcosa da poter far dovrebbe esserci. Ma non ti costringerà nessuno, pensa da te stesso, decidi da te stesso che cosa tu stesso possa fare. Beh, che tu non abbia rammarichi.”

Nonostante alcune frasi intricate come quella che avete appena letto, vi è stata anche una grossa fetta di pubblico che ha difeso l’operato di Cannarsi, giustificando le sue scelte come una sorta di “impronta stilistica”, che lo rendono riconoscibile (e apprezzabile) a una parte di pubblico.

Non sono nuovi, infatti, i suoi “strani” adattamenti dei dialoghi, molti dei quali fatti per i film dello Studio Ghiblidiventati talmente “famosi” da avere pure una pagina Facebook dedicata e intitolata “Gli sconcertanti adattamenti italiani dei film Ghibli“.

Se non li conoscete, vi lasciamo un video esplicativo per rendervi l’idea:

Anche in questo caso, serve fare un piccolo appunto: sempre quando si tratta di adattamento, bisogna rendere fruibile l’opera originale; se si impone una propria impronta stilistica, quindi, si stravolge totalmente il significato che l’autore voleva dare.

Per quanto riguarda Neon Genesis Evangelion, dopo un anno dal suo esordio su Netflix è stato ricaricato sulla piattaforma con un nuovo doppiaggio fatto “ad-hoc”, dopo le proteste dei fan più accaniti.

L’altrà metà e i doppiaggi “amatoriali” di Netflix

E’ innegabile che grazie a Netflix abbiamo avuto modo di avere, anche nel nostro paese, un gran numero di produzioni tutte diverse, per tutti i gusti e di ogni genere. Questo grazie anche all’adattamento nella nostra lingua, che le rende fruibili a chiunque. Tuttavia, soprattutto nell’ultimo periodo in cui l’emergenza sanitaria ha rallentato lavorazioni, ci si è trovati davanti a doppiaggi decisamente strani.

Un esempio è L’altra Metà, il film originale Netflix uscito ad Aprile, che ha presentato subito un doppiaggio, per poi venir corretto e presentarne un altro. Vi lasciamo un video confronto qua sotto:

Si possono riscontrare casi analoghi in altre pellicole e anche su altre piattaforme (tipo Prime Video), ma la domanda da porsi è: perchè viene fatta una cosa del genere?

Come abbiamo già raccontato parlando delle origini del doppiaggio, agli inizi si usavano attori italo-americani per i dialoghi dei film da importare nel nostro paese, con risultati abbastanza ridicoli e poco professionali; cosa che si è ripetuta proprio per queste pellicole, doppiate da persone con origini italiane. Il motivo “ufficiale” è che, a causa dell’emergenza sanitaria, il colosso di streaming si è visto costretto a effettuare i doppiaggi sul suolo americano per poter garantire la distribuzione anche in Italia. Si è, quindi, preferito un lavoro “alla buona” per poter uscire in tempo, piuttosto che aspettare letteralmente una settimana per poter garantire una qualità superiore.

E’ davvero un peccato che ci sia spesso questa superficialità nell’effettuare i doppiaggi di questo tipo di produzioni, specialmente quando dietro queste ci sono colossi dell’intrattenimento come Netflix.

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