Libri e Fumetti

Manga mania: capire i generi per non perdersi nel labirinto delle pubblicazioni

Le origini del manga sono antiche, radicate nella cultura giapponese da moltissimo tempo e, soprattutto, sono un esempio della profonda e particolare storia dell’oriente. La letteratura giapponese ha radici molto profonde, possiamo senza dubbio risalire al VIII secolo come sua nascita. Influenzata dapprima dalla Cina, ha iniziato a prendere la propria strada ed evolversi in quella che conosciamo noi ora anche grazie all’influenza della letteratura occidentale.

Quello che possiamo dire con certezza è che i giapponesi sono stati in grado di attingere dalla letteratura straniera facendone però proprie le caratteristiche e impreziosendole con la religione e la saggezza tipica orientale. Il manga è al momento l’opera letteraria orientale che più conosciamo in occidente. Sebbene siano famosi molti scrittori giapponesi, il manga è la tipologia più comune di narrazione orientale all’estero. Il primo si suppone sia stato scritto nell’epoca Kamakura, intorno al 1300. E’ facile quindi comprendere quanto ci sfugga ancora di questo immenso filone letterario così particolare.

Ad oggi possiamo contare moltissimi nomi che rientrano indiscutibilmente nell’olimpo dei grandi mangaka: Matsumoto Leiji che ha firmato capolavori come Galaxy Express 999 e Capitan Harlock, Hayao Miyazaki noto ora per le sue grandi opere cinematografiche ma conosciuto dagli intenditori anche per i suoi lavori fumettistici, l’immenso maestro del manga Osamu Tezuka autore di grandi volumi come Astro Boy e Kimba, Il leone bianco, storia protagonista di una controversia molto lunga con la Disney accusata di plagio con la produzione de Il re leone; infine Junji Ito, il maestro dell’horror.

Non possiamo parlare di manga senza citare questi autori importantissimi, ci consentono infatti di comprendere a fondo lo studio e la preparazione necessari per produrre tavole di qualità; ognuno di loro ha non solo gettato le basi per l’evoluzione dei manga ma ha anche donato ai lettori opere di valore incredibile che resteranno sempre di incomparabile bellezza.

Galaxy Express 999 e Capitan Harlock, due opere di immenso valore

La sensibilità per i colori che Matsumoto dimostra in Galaxy Express 999 e Capitan Harlock sono senza pari, le sue tecniche di colorazione si possono apprezzare in tutte le copertine dei volumi editi nel 1977 dalla casa editrice Shonen-gahosha. Un altro aspetto importante che pochi hanno saputo eguagliare è la capacita di Matsumoto di disegnare personaggi femminili bellissimi, come Maetel, una misteriosa donna talmente bella da sembrare un miraggio.

Altro aspetto importante che ha dato vita al grande filone mecha è la sua abilità di disegnare in modo minuzioso astronavi e aerei da combattimento. Basta pensare alle prime illustrazioni del 1977 di Capitan Harlock per riconoscere la base di tutto il filone “da combattimento” dei manga moderni.
Se a questo abbiniamo la capacità di inserire in una sola tavola una bellissima donna nuda, lo spazio infinito, un’astronave e Harlock in tuta da pilota rendendo il tutto terribilmente bello, possiamo con sicurezza dire che Matsumoto è maestro indiscusso del fumetto orientale.

Al suo fianco c’è sicuramente Miyazaki al quale sono stati dedicati innumerevoli musei e installazioni artistiche. Oltre ai disegni e alle storie che tutti conosciamo grazie alla distribuzione massiva delle sue opere cinematografiche, Miyazaki è famoso per aver portato non sono al cinema ma anche sulle tavole una grande innovazione: in un periodo in cui i personaggi femminili erano ancora marginali, lui eleva la figura della donna a perno delle sue storie.

Prendiamo ad esempio il famoso manga Nausicaä della Valle del vento, in cui una principessa combatte una doppia battaglia: quella tra i popoli del suo mondo e tra l’uomo e la natura. Un grande salto quindi per la figura femminile nel manga, da spalla del protagonista a grande combattente di nobili cause. Ambientalismo, pacifismo e femminismo sono i temi cardine delle produzioni Miyazaki, che getta così le basi fin dai primi anni ’80 per le grandi produzioni degli anni a venire.

Nell’olimpo dei grandi spicca anche Osamu Tezuka, il dio dei manga, il maestro indiscusso e ineguagliabile autore. Tezuka ci ha donato tra gli anni ’50 e ’80 infinite opere di valore inestimabile. Sicuramente conoscete alcuni dei titoli che ha prodotto, senza mai averli collegati a lui. Cosa vi ricorda “I bon bon magici di Lilly“? Per chi è nato a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 questo è un dolce ricordo, uno dei primi anime trasmessi dalla tv italiana. Più precisamente Rete 4 che nel 1982 inizia la trasmissione di una delle opere più complesse di Tezuka.

Un evento incredibile che vede la televisione italiana portare sullo schermo, a disposizione di grandi e piccini (come spesso si diceva ai tempi) una storia sviluppata su due livelli, le avventure della giovane Lilly da una parte e l’educazione sessuale e l’evoluzione darwinistica dall’altra. Un grande passo avanti per una rete privata italiana che, in seguito, ha pensato bene di fare dietrofront censurando Sailor Moon negli anni ’90, tagliando la relazione tra due sailor e i cambi di sesso di alcuni personaggi. Grande innovazione che Tezuka porta nel mondo del manga sono i famosi occhioni, grandi anzi grandissimi. Talmente grandi che sono entrati nella cultura giapponese di prepotenza, portando le ragazze giapponesi ad usare tuttora stratagemmi per ingrandire gli occhi. Grandi sono anche le sue opere, tra le quali possiamo raccomandarvi: AyakoI tre AdolfMWNeo Faust.

Tutte queste opere potete trovarle in fumetteria grazie a J-Pop con la collana Osamushi Collection.

Infine, parliamo di Junji Ito. Grande mangaka giapponese, autore di opere di indiscutibile valore come Tomie, GyoBlack Paradox Il libro delle maledizioni di Soichi. Se siete deboli di stomaco vi sconsigliamo di approcciarvi a Ito, le sue tavole non lasciano nulla all’immaginazione. Recentemente alcune case editrici italiane hanno iniziato a recuperare parte della grande produzione manga di Ito, che per anni è stata trascurata in favore di altri autori. Star Comics ha portato nelle fumetterie volumi inquietanti e bellissimi come Dissolving Classroom mentre Jpop ha dato agli appassionati del genere la possibilità di leggere Tomie in una edizione super curata e Il libro delle maledizioni di Soichi per la meravigliosa Junji Ito Collection.

Siamo attualmente bombardati da uscite manga di ogni genere e ormai è comune trovarli anche nei centri commerciali. Quando ne acquistiamo uno non stiamo effettivamente comprando l’ultima avvincente storia giapponese sbarcata in Italia, stiamo acquistando una piccola parte di un genere letterario antico centinaia di anni.

Se vi capiterà di andare in Giappone avrete la possibilità di scoprire l’infinita quantità di manga che vengono pubblicati e che in Italia quasi sicuramente non vedranno mai la luce. Un giro da Mandarake a Tokyo o anche in una delle più piccole fumetterie disseminate nella città, vi farà brillare gli occhi e sognare di poter leggere tutto quello che qui possiamo solo immaginare. Chiudete gli occhi e pensate alla più fantasiosa, avventurosa e avvincente storia che la vostra mente può concepire.

Questa è sicuramente lì che vi aspetta, impacchettata con cura e con disegni meravigliosi in una fumetteria di Tokyo, proprio a fianco alle migliaia di storie di vari generi che sono state inventate da quelle menti tanto geniali quanto folli che sono i giapponesi. E’ innegabile però, come potrete ben comprendere, che più si va avanti a ideare storie più queste iniziano a somigliarsi molto. Spesso troviamo il leitmotiv di una storia famosa in molte altre dello stesso genere.

Sapete, ad esempio, quanti personaggi di manga differenti sono stati intrappolati in un videogioco? Moltissimi, ma ci piace ricordare tra i tanti Kirito in Sword Art Online, Ryōta Sakamoto di Btooom!, Sudo Kaname di Darwin’s Game e, ultimi ma non per importanza, i meravigliosi fratelli Sora e Shiro di No Game No Life (difficilmente troverete questo manga in italiano, ma se siete abili con la lettura in inglese lo potete far arrivare direttamente da Amazon). Tutti questi personaggi hanno in comune grandi abilità logiche, uno spiccato desiderio di avventura e anche una forte indole a ficcarsi in situazioni potenzialmente pericolose. Come queste storie ne stanno nascendo molte altre e questo ci fa capire che, per quanto sia un mondo fantastico, sta lentamente diventano saturo.

Ma come fare a non perdersi nel mare di pubblicazioni sempre più pressanti e spesso sempre più massificate? Semplice, scegliete cosa leggere in base al genere che preferite! La prima cosa da sapere è che le classificazioni possono essere fatte per età, per genere sessuale, per tipo di storia. Questi stessi generi possono mischiarsi per dare vita a infinite sottocategorie di manga che rendono la classificazione un compito piuttosto arduo.

I principali generi manga e i loro sottogeneri

Il primo genere di cui vi parliamo si chiama Kodomo che in giapponese significa bambino, ed è esattamente a questo pubblico che è destinato. Sono infatti volumi studiati per lettori fino ai dieci anni di età. Storie basate sull’amicizia, su brevi e semplici avventure di bambini o animali (anche parlanti), i kodomo sono storie generalmente autoconclusive. Le loro caratteristiche principali sono: storia semplice e intuitiva, spesso divertente e ironica, basata su avventure che possono far sognare i più piccoli. Del genere, vi suggeriamo senza dubbio Doraemon, che ha fatto sognare molte generazioni, Il principe dei mostri (meglio conosciuto come Carletto il principe dei mostri) e Cyborg Kurochan. Un sottogenere dei Kodomo è l’Aniparo, dove i personaggi sono rappresentati come caricature e le storie sono al limite del bizzarro.

Andando in ordine di età, passiamo subito allo Shonen: questo è forse il più ampio di tutti i generi. Shonen è spesso inteso da noi come sinonimo di Dragon Ball, One Piece, Ken il guerriero. In generale, intendiamo erroneamente il manga shonen come una Battle Story, ovvero botte a non finire. Non è però la definizione giusta per questo genere. Lo Shonen può comprendere anche storie psicologicamente impegnative, tendenti anche al thriller e al soprannaturale.

Sono storie studiate per un pubblico maschile dagli 11 ai 18 anni circa, che poi affascinano immancabilmente anche quello femminile. La caratterizzazione dei personaggi varia a seconda della storia, se è una battle story difficilmente troverete una analisi dei personaggi molto accurata, l’aspetto psicologico soccombe spesso sotto il peso dei muscoli, mentre, se leggiamo una storia più impegnativa come Hunter x Hunter, troveremo una approfondita caratterizzazione dei personaggi. Le storie shonen in Giappone vengono racchiuse in alcune riviste di settore molto famose come Weekly Shonen Jump, Weekly Shonen Magazine e Weekly Shonen Sunday.

Una sottocategoria dello shonen famosa è il Meitantei, tradotto in italiano come investigativo, è un manga con protagonista un investigatore, sia esso giovane o adulto professionista. I casi sono spesso portati avanti per molti volumi creando attorno una cerchia di protagonisti molto nutrita e ben caratterizzata. Esempi di meitantei sono Detective ConanLupin III, City Hunyter. Altro genere shonen che in questi ultimi anni ha preso molto piede è lo Shonen-ai dove viene narrato l’amore omosessuale, un amore platonico assolutamente non esplicito. Si da ampio spazio alle emozioni e al nascere di piccoli amori adolescenziali.

Se crescete leggende lo shonen non potete perdervi lo Shojo, genere dedicato principalmente alle ragazze dai 12 ai 18 anni, racchiude storie incentrate sui sentimenti e sull’affermazione di sé. Lo Shojo è principalmente studiato per la ragazza giapponese che sogna le prime esperienze fuori dalle mura domestiche, sogna i primi amori e le prime avventure da grande. Sono presenti a volte elementi fantasy, considerate Sailor Moon (se pensate all’anime è meglio concentrarsi sulla versione giapponese che non ha subìto la censura italiana in fase di revisione) o Fruits Basket che uniscono l’elemento fantasy al romance creando un equilibrato prodotto che affascina le lettrici da parecchi anni.

La pecca dello Shojo è senza dubbio l’idealizzazione estrema dell’amore. Al contrario dello shonen che abbraccia ufficiosamente anche il pubblico femminile, questo genere difficilmente ha appeal sui ragazzi. Sottogenere molto famoso è il Majokko, dove ritroviamo ad esempio la sopracitata Sailor Moon e Card Captor Sakura. Majokko è un sottogenere incentrato sulla magia, su ragazzine dotate di poteri magici che vivono avventure in bilico tra il romance e il soprannaturale. Fa parte di questo genere anche Madoka Magica, sebbene sia più elevato come manga dal punto di vista dei disegni (non elementari come il classico Shojo) e della storia cupa e più violenta.

Da questo genere nasce il famoso sottogenere Romakome che ha come ambientazione principale la scuola e ruota attorno agli amori tra i banchi di scuola. Esempi abbastanza famosi sono Special A e Lovely Complex. Un altro genere nato dallo shojo è lo Shojo-ai, che è esattamente la versione femminile dello shonen-ai. Tratta di amori tra ragazze, sempre senza scene esplicite e mantenendo le ambientazioni classiche dei manga adolescenziali.

Da qui passiamo direttamente ad un genere più movimentato, pur mantenendo la freschezza dei precedenti, lo Spokon: questo genere è un concentrato di shonen e shojo ambientati in contesti sportivi. La conoscenza approfondita dello sport di riferimento da parte del mangaka è fondamentale. E’ incentrato solitamente in età scolastica, i protagonisti danno prova del proprio talento in alcuni club sportivi. Ne sono un esempio RoughMix, Slam Dunk, Mila e Shiro.

Ci inoltriamo ora in generi più adulti:

Se fino ad ora abbiamo affrontato temi più leggeri, adolescenziali, con il Seinen troviamo “di tutto un po’ ‘”.  Il seinen è un grande contenitore di storie per un pubblico adulto (dai 18/19 anni in su) che abbraccia parecchi sottogeneri come il fantasy, l’horror, il thriller etc. Per manga destinato ad un pubblico adulto non si intende assolutamente una storia pornografica ma, a differenza dei precedenti generi, una narrazione più impegnativa con tematiche più forti che generalmente solo una persona non più adolescente sa affrontare. A differenza degli shojo e shonen, il disegno dei seinen è più duro, non ha tratti ben definiti col fine di renderlo più realistico.

La storia seinen è spesso violenta e ricca di azione, entrambi gli aspetti servono per rendere l’idea della portata del tema trattato. Le immagini sono molto crude e quando vengono poi traslate in anime subiscono la censura per l’impatto visivo che le stesse hanno sugli spettatori. (E’ a discrezione della nazione che trasmette applicare vari livelli di censura) E’ noto come i giapponesi siano maestri nel riportare in immagini le sofferenze e la violenza, spesso la loro bravura è così grande da produrre immagini che possono turbare o addirittura traumatizzare. Esempi di seinen molto famosi sono Tokyo  Ghoul Berserk.

Tutti i lettori crescono, così anche il pubblico femminile necessita di una crescita sensibile e forte, in soccorso arriva il genere Josei indirizzato a un pubblico più maturo dello shojo. Tratta argomenti come l’amore, la famiglia, l’autoaffermazione in modo più approfondito, con implicazioni più realistiche rispetto alle pubblicazioni per adolescenti. Alcuni esempi di manga josei sono Nana e Paradise Kiss entrambi di Ay Yazawa, Perfect World e Wotakoi

Se invece cercate storie LGBTQ+ raccontate in modo esplicito dovete indirizzare il vostro interesse sui generi Yuri e Yaoi. Qui l’amore non è più platonico e l’affettività raggiunge un livello più maturo, da adulto. Alcuni esempi sono: Aoi Hana, Indigo Blue, Hidamari Ga Kikoeru.

Le cose che ho toccato con le mani non sono che un millesimo di ciò che ho toccato con la spada. (Gatsu – Berserk)

Gore, come suggerisce il nome in inglese “sangue”, è il più violento tra tutti i generi manga. Nasce dai seinen e si evolve in una storia dalle tinte macabre. Spesso ci sono scene talmente violente da essere nauseanti, i personaggi subiscono violenze incredibili rese molto dettagliate dai disegni particolareggiati. Il protagonista nel maggior numero dei casi è colui che compie le violenze. Alcuni esempi di manga gore sono Dead Tube ed Hellsing. 

Il Gekiga invece racconta storie difficili, malinconiche e complesse destinate al pubblico adulto. Sono molto più vicini alla graphic novel che al manga classico e si basano solitamente su fatti realmente accaduti. Esempi classici di gekiga sono I tre Adolf, La mia vita in barca, Le lacrime della bestia.

Se siete appassionati di fantascienza, il Cyberpunk (corrente letteraria nata negli ani ’80) potrebbe essere adatto a voi. Questa sottogenere della fantascienza racconta le vicende di un futuro non molto lontano in cui la civiltà è in decadenza, il mondo è un posto peggiore rispetto a quello del nostro presente, a volte è presente una dittatura o molta corruzione e in ogni opera la popolazione fa un uso smodato della tecnologia. Da questo genere nasce lo Steampunk in cui le ambientazioni sono in universi alternativi dove non è la tecnologia ad essere protagonista ma la meccanica, le macchine a vapore. Un esempio molto esplicativo del genere cyberpunk è sicuramente Akira, poi abbiamo il famosissimo Ghost in the Shell. Per lo steampunk vi rimandiamo a Fullmetal Alchemist.

Se amate le tematiche forti provate il Mecha: questo genere è tra i più famosi in assoluto, nato negli anni ’70 continua ad evolversi e inglobare tantissimi nuovi titoli. Partiamo dal famoso Mazinga Z, per passare a Voltron e Gundam. Il genere mecha porta il lettore nel modo dei robot da battaglia pilotati da essere umani. Per capire quanto questo genere sia importante per i giapponesi, vi invito a farvi un giro a Odaiba dove troverete un Gundam RX-0 Unicorn alto 20 metri che due volte al giorno si attiva e si muove, per la gioia dei passanti.

Mentre l’Hentai è uno dei generi più particolari, significa “anormalità, perversione, metamorfosi” ed è essenzialmente un manga sessualmente esplicito, con immagini di atti sessuali non censurati. Ha moltissimi sottogeneri che racchiudono più o meno quello che viene proposto anche nella pornografia video.

Quindi come dobbiamo interpretare questa suddivisione in generi specifici?

Tutti i generi manga che vi abbiamo elencato sono delle classificazioni molto generiche. Spesso i mangaka rifiutano di raccontare una storia che rientra in una sola categoria, limita la loro creatività e lo sviluppo della storia.
Dovreste dunque partire dalla scelta del genere e poi spaziare sperimentando. I generi vi servono per capire in cosa non imbattervi, se siete deboli di stomaco non leggerete certamente i Gore e se non amate le storie d’amore adolescenziale eviterete il Romakome, anche se sarebbe un vero peccato!

Vi consigliamo di sperimentare, i manga possono essere un modo piacevole per avvicinarsi alla lettura e all’Oriente. Certamente, qualsiasi manga leggiate, sarà sempre una bellissima esperienza.