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WandaVision: tutti gli easter-egg del trailer

Il trailer di WandaVision, la prima serie ambientata nel Marvel Cinematic Universe prodotta direttamente dai Marvel Studios, in poco più di un minuto ha saputo riaccendere la fiamma di tutti i Marvel zombies del mondo, a “digiuno” di MCU da più di un anno (precisamente da Spider-Man: Far From Home, uscito nel luglio 2019). Il sito americano Deadline ha stimato che, nelle prime 24 ore, il trailer abbia raggiunto tra tutte le piattaforme video la ragguardevole cifra di 53 milioni di visualizzazioni, diventando il trailer di una serie tv più visto nell’arco del primo giorno. 

Un trailer quanto meno straniante per tutti, ma ancora di più per chi non conosce abbastanza bene il mondo di storie a fumetti dietro Wanda, Visione e tutti gli altri eroi Marvel. Eccovi quindi una breve analisi di tutto ciò che siamo riusciti a scovare in questo minuto e venti secondi per farvi arrivare preparati all’esordio della serie su Disney+ a dicembre e, chissà, scoprire cosa potrebbe riservarci il futuro della Fase 4!

Una realtà da sogno

L’atmosfera da sit-com anni ‘50 di fronte alla quale ci troviamo sin dalle prime scene è probabilmente frutto dei poteri di Wanda. Nel fumetto Scarlet Witch (questo il suo nom de guerre) ha il potere di alterare le probabilità e la realtà attraverso la Magia del Caos. Studiando le arti magiche e diventando una strega, Wanda impara a gestire il suo immenso potere e a tenerlo sotto controllo (beh, non sempre… ma ci torneremo!). È quindi praticamente certo che questo fantastico mondo da Vita da Strega in cui Visione è miracolosamente tornato in vita, dotato nuovamente della Gemma della Mente e sposato con l’amata Wanda, sia stato creato dai poteri di quest’ultima.

Una realtà mutevole, visto che, nel proseguire del trailer, sembra evolversi e diventare sempre più vicina ai giorni nostri, ma altrettanto fragile. I coniugi Heart, i vicini invitati a cena dalla famiglia Visione, probabilmente provenienti dalla “vera” realtà, mettono in dubbio la storia degli sposini e li mandano in tilt, facendo sparire lentamente le barre laterali che rendevano fino a quel momento lo schermo un vecchio 4:3. A proposito della cenetta…

Il vino della casa

Il vino che vediamo fluttuare brevemente e servirsi da solo è un “Maison du Mépris”. In inglese potrebbe essere tradotto come “House of Mépris” e questo nome, assieme alla M stilizzata presente sul collo della bottiglia, sembra essere un richiamo a House of M, il crossover Marvel di fine 2005 scritto da Brian Michael Bendis e disegnato da Olivier Coipel che vede proprio protagonisti i poteri altera-realtà di Wanda. In quel periodo la bella strega credeva di essere una mutante e, soprattutto, di essere la figlia di Magneto.

Quest’ultimo, aiutato dal Professor X, cercò di aiutare la “figlia” a tenere a bada il suo lato oscuro che qualche mese prima l’aveva fatta impazzire e l’aveva portata a distruggere temporaneamente gli Avengers. Plagiata dal fratello Quicksilver, Wanda modificò la realtà e creò un mondo in cui i mutanti erano la norma, gli umani la minoranza temuta e il padre era a capo degli Stati Uniti con la sua casata: House of M, appunto. Fu alla fine di quella saga che Wanda pronunciò le tre parole che avrebbero ripristinato la vecchia realtà, ma che avrebbero reso difficili le sorti degli X-Men per diversi anni: No more mutants!.

La famiglia modello

La realtà fantastica di WandaVision, però, ricorda da vicino un altro ciclo di storie memorabile. Stiamo parlando di The Vision, miniserie del 2016 scritta da Tom King e disegnata da Gabriel Hernandez WaltaIn questo ciclo di storie, il sintezoide cerca di vivere una vita tranquilla e di costruirsi (letteralmente!) una famiglia. Crea una moglie artificiale, Virginia, basata sugli schemi mentali dell’amata Wanda, e due figli, Vin e Viv, nati dalla fusione degli schemi mentali di entrambi. Una famiglia apparentemente felice che cerca di vivere ostinatamente una idilliaca realtà borghese, ma che si troverà travolta dagli eventi, sgretolandosi lentamente.

“Sarà memorabile!”

L’unico altro personaggio che sembra mutare con la coppia protagonista, passando dagli anni ‘50 agli ‘80 fino ai giorni nostri, è quello interpretato dall’attrice Kathryn Hahn, annunciato con il nome di Agnes. Stando alle informazioni ufficiali, si tratterebbe di una vicina di casa molto invadente, un carattere classico di molte sit-com famigliari. La realtà, però, molto probabilmente è un’altra. Agnes potrebbe essere una crasi del nome e cognome di un personaggio molto importante per la controparte fumettistica dei due Avengers. Stiamo parlando di Agatha Harkness, introdotta da Stan Lee e Jack Kirby su Fantastic Four #94 del 1970. In quella prima apparizione, la anziana signora viene introdotta come tata per il piccolo figlio di Mr. Fantastic e la Donna Invisibile, Franklin Richards. Durante la storia si scoprirà essere una strega e, nelle apparizioni successive, prenderà sotto la propria ala protettiva Wanda, insegnandole a tenere a bada i poteri con la stregoneria (talvolta manipolandone la mente). Un ulteriore suggerimento a questo collegamento potrebbe essere nel costume di Halloween da fattucchiera che Agnes indossa durante il trailer. E a proposito dei costumi…

L’abito non fa l’Avenger

Una delle cose che i fan più “fanatici” criticano alle trasposizioni cinematografiche dei propri eroi di carta è la somiglianza delle loro uniformi a quelle originali. Anni di cinecomics più o meno riusciti ormai dovrebbero averci insegnato come non sempre quello che funziona benissimo sulla carta, funzioni altrettanto bene al cinema. A ricordarci ciò, nel trailer troviamo Elizabeth Olsen e Paul Bettany indossare costumi di Halloween delle versioni fumettistiche dei rispettivi personaggi. E se sulla bella Olsen il risultato sembra essere tutto sommato riuscito, sul povero Bettany… decisamente meno!

Due eroi per due bambini

In una rapida scena vediamo Wanda e Visione tenere in braccio due bebè. Probabilmente si tratta di Thomas e William, i due gemelli avuti dalla coppia grazie ai poteri di Wanda. I due bambini si sarebbero poi scoperti essere dei frammenti dell’anima del demonio Mefisto e riassorbiti dal suo lacchè, Pandemonio. Anni dopo si sarebbero reincarnati nei giovani Wiccan e Speed, membri degli Young Avengers.

Una nuova meraviglia

La ragazza che vediamo scaraventata fuori dal mondo di fantasia dei coniugi Visione e recuperata da un gruppo di militari è Monica Rambeau, un personaggio importantissimo della Marvel a fumetti. Ex guardia costiera di New Orleans, Monica si trova a dover fermare una potente arma e, bombardata da raggi extradimensionali, ottiene il potere di trasformarsi  in ogni forma di energia nello spettro elettromagnetico e di controllarla. Diventa così la seconda Capitan Marvel e, in seguito, usando i nomi di, Photon, Pulsar Spectrum.

La troviamo nel trailer qui sopra alla sua seconda apparizione ufficiale nell’MCU. Probabilmente non la ricordate perché l’ultima volta che l’avete vista aveva… 11 anni! Si tratta, infatti, della piccola figlia di Maria Rambeau, l’ex pilota e migliore amica di Carol Danvers, apparsa, per l’appunto, in Captain Marvel. La pellicola, ambientata nel 1995, vedeva Monica interpretata dalla giovanissima Akira Akbar, mentre in WandaVision è Teyonah Parris a rivestire i panni della versione adulta. Che sia quello nel trailer l’incidente che le donerà i poteri della sua controparte su carta?

Lo scudo e la spada

Dato il collegamento tra Maria Rambeau e gli alieni Skrull visto su Captain Marvel, ma, soprattutto, grazie ad alcune foto rubate dal set, possiamo dire con sicurezza che l’agenzia governativa che viene in soccorso della figlia Monica non sarebbe il “solito” S.H.I.E.L.D., ma la sua controparte cosmica, lo S.W.O.R.D. (Sentient World Observation and Response Department), l’agenzia introdotta nei fumetti degli X-Men nel 2010 da Joss Whedon.

Se lo S.H.I.E.L.D. si è sempre occupato di situazioni “terrestri”, lo S.W.O.R.D. è nato per osservare e agire su situazioni extraterrestri o, come in questo caso, extradimensionali. Per la Monica Rambeau dei fumetti, tra l’altro, non sarebbe la prima volta di fronte ad avventure del genere, avendo fatto parte recentemente degli Ultimates, un supergruppo dedito alle minacce provenienti da altri pianeti e altre realtà.

Serve altro?

Altre piccole “chicche” finali le troviamo, ad esempio, nel gruppo di agenti in controluce che vediamo alla fine del trailer. Tra di essi, infatti, spunta una figura che ricorda molto la già annunciata Darcy Lewis, la giovane stagista di Jane Foster interpretata da Kat Dennings apparsa nei primi due film dedicati a Thor.  Oppure la “piccola June”, che appare sulla prima pagina del quotidiano tenuto in mano da Visione, potrebbe essere un richiamo a June Covington, la supercriminale conosciuta nei fumetti come Toxie Doxie, diventata per un breve periodo la Scarlet Witch dei Dark Avengers di Norman Osborn.

È anche degna di attenzione la fantasia della cravatta che Visione indossa nelle scene anni ‘50. I due simboli del diamante (tipicamente associato all’eroe) e della fiamma potrebbero essere un rimando alle sue origini fumettistiche. Ultron, infatti, nella creazione del sintezoide, utilizzò i pezzi di ricambio del primo supereroe Marvel, la Torcia Umana. Da non confondersi con l’omonimo, irruente membro dei Fantastici Quattro, questi era un uomo sintetico capace di incendiarsi, volare e lanciare fiamme. Il suo corpo appare brevemente sotto vetro in Captain America: The first Avenger

Ultima, ma non per importanza, la riflessione sul nome della serie. Dapprima annunciata semplicemente come The Vision and Scarlet Witch, la serie è stata poi rinominata WandaVision. Se questo, inizialmente, potrebbe sembrare semplicemente l’unione dei nomi dei due protagonisti, in realtà potrebbe essere un rimando a come la realtà fantastica di Wanda somigli a vecchi show televisivi. Una sorta di personale televisione di Wanda… una Wandavisione!

Se volete conoscere meglio Visione e Wanda vi raccomandiamo la lettura del volume La Visione – visioni dal futuro di Tom King dedicato all’androide di Casa Marvel