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Loki, primo episodio: tutti i riferimenti e le citazioni

Dopo una lunga attesa, anche il Dio dell’Inganno torna in azione nella serie a lui dedicata, Loki, in uscita su Disney+ dal 9 giugno. Una serie che ci terrà compagnia per sei settimane, mostrandoci l’asgardiano interpretato da Tom Hiddleston alle prese con un’avventura che metterà a dura prova Loki, consentendoci anche di far emergere un suo lato intimo poco valorizzato in precedenza, come vi abbiamo raccontato nella nostra anteprima della serie. Loki, come sappiamo, vede come protagonista una versione alternativa del Dio dell’Inganno, nata da una delle scene di Avengers: Endgame. Sarà dunque questo Loki a doversi confrontare con la Time Variance Authority, l’agenzia creata dai Custodi del Tempo per evitare il propagarsi di anomalie del continuum spazio-temporale e la creazione di un numero infinto di multiversi. Nei sei episodi che comporranno la serie, Loki verrà utilizzato come agente sul campo da uno dei membri dell’agenzia, Mobius, nel tentativo di fermare una minaccia che rischia di rovinare per sempre il regolare flusso del tempo. Ovviamente, non possono mancare anche in questa occasione degli easter egg, che abbiamo cercato di scovare all’interno del primo episodio di Loki.

ATTENZIONE: quanto segue contiene una serie di importanti spoiler sul primo episodio di Loki

Se gli eroi cadono dal cielo

Dopo esser sfuggito dalla prigionia dei Vendicatori grazie alla fortunosa ricezione del Tesseract, Loki sparisce misteriosamente. Finalmente sappiamo dove si è teletrasportato, ovvero nel deserto dei Gobi, uno dei posti più impervi del mondo.

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Nelle scene iniziali del primo episodi di Loki, assistiamo all’arrivo dell’asgardiano in questo luogo ameno, cadendo dal cielo e schiantandosi rovinosamente al suolo. Scena che ricorda un altro celebre capitombolo dell’MCU, quello di Tony Stark durante il primo Iron Man, subito dopo la fuga da parte del magnate dalla prigionia dei Dieci Anelli.

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Curioso come Loki, durante la fuga, trovi la libertà esattamente come l’unico uomo che ha resistito al suo tentativo di corromperne l’anima in Avengers.

Scrivere la storia

Durante il suo colloquio con l’agente Mobius, Loki ripercorre alcune delle sue imprese più rocambolesche imprese. Se gran parte di questi inganni ci sono noti, uno è totalmente nuovo per gli spettatori: una rapina a bordo di un aereo. Per quanto ci possa sembrare assurdo, questo scherzo di Loki, visto anche nel trailer della serie, è in realtà un avvenimento storico realmente accaduto!

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Nel 1971, infatti, un Boeing 727 della Northwest Oriental Airlines divenne il teatro di una rapina aerea tentata da un uomo che si presentò con il nome di D.B. Cooper, scegliendo come alias il nome di un personaggio dei fumetti anni ’50, protagonista di spy story. Dopo avere ottenuto quanto richiesto, il misterioso Cooper si lanciò dall’aereo con un paracadute, facendo perdere completamente le sue tracce e non venendo mai trovato, rendendo questa rapina uno dei casi più nebulosi della storia americana. Grazie alla nuova serie Disney+, scopriamo che il rapinatore era Loki, durante uno dei suoi scherzi, e la cui fuga venne resa possibile grazie al Bifrost, il ponte magico che unisce Asgard a Midgard, ossia la Terra. Una rivelazione che viene colta con una certa sorpresa dall’agente Mobius:

“Eri tu D.B. Cooper?”

Da notare come la ricostruzione della rapina al volo della Northwest Oriental Airlines viene eseguita con particolare attenzione, ricostruendo la vicenda con particolare attenzione alle testimonianze dell’epoca.

Parlando di tempo, le varianti che minacciano la continiuity temporale generano quello che viene definito un ‘evento Nexus‘. Non è la prima volta che questo termine compare nel Marvel Cinematic Universe, visto che era al centro dello spot del settimo episodio di Wandavision, dove veniva reclamizzato un medicinale, il Nexus per l’appunto, che secondo la reclame ‘ti ancora alla tua realtà’. Visto quando accaduto nell’ultimo episodio di WandaVision e il fatto che la Scarlet Witch tornerà in azione in Doctor Strange in The Multiverse of Madness, questo richiamo al Nexus potrebbe legare le due serie di Disney+, oltre a essere un indizio non indifferente su cosa possiamo attenderci nel secondo capitolo delle avventure dello Stregone Supremo.

A proposito di Stregoni Supremi, il modo in cui viene concepito il flusso del tempo in Loki e la rappresentazione delle possibili diramazioni creati dalle varianti ricorda quella mostrata dall’Antico a un incredulo Bruce Banner in Avengers: Endgame.

La vita non vissuta

Nel primo episodio di Loki, l’agente Mobius mostra a Loki alcuni dei momenti che avrebbe dovuto vivere se non fosse scappato usando il Tesseract. Occasione in cui il Dio dell’Inganno ha modo di rivivere alcuni momenti noti, come la Battaglia di New York vista in Avengers, o di scoprire cose che lo sconvolgono profondamente, enfatizzando la narrazione emotiva del personaggio. Per gli spettatori è l’occasione di rivedere momenti salienti di Thor: Ragnarok (la morte di Odino, la battaglia per Asgard) o di Thor: The Dark World, da cui è preso il momento della morte di Frejya, madre di Loki e di cui il Dio dell’Inganno è stato indirettamente responsabile. Senza dimenticare la sua morte nelle prime scene di Avengers: Infinity War.

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Una situazione che spinge Loki a cercare di fuggire dal controllo della TVA, tentativo durante il quale rimane sorpreso nel vedere come alcuni dipendenti dell’agenzia abbiano nei loro cassetti delle Gemme dell’Infinito, il cui possesso era stato, indirettamente, causa delle sue sfortune.

In che Terra siamo?

E’ oramai assodato che il Marvel Cinematic Universe abbia accolto il concetto di Multiverso, ossia la possibilità di avere più realtà che coesistono. La Time Variance Authority, all’interno del MCU, avrà quindi il compito di dover gestire questo aspetto, il che ci porta a pensare che avremo in futuro a che fare con il Multiverso, come l’annunciato secondo capitolo cinematografico di Stephen Strange, Doctor Strange in the Multiverse of Madness. Ma anche in Loki potrebbe esserci un primo accenno a questa multidimensionalità. Al termine della chiacchierata sul viale dei ricordi (o delle possibilità?) tra l’asgardiano e Mobius, vediamo che le immagini proiettate vengono da un nastro a lui dedicato. In una scena, vediamo che questo nastro è identificato dalla sigla ETH-616.

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Il riferimento è a quella che viene considerata la Terra principale del multiverso marveliano, in cui il Marvel Cinematic Universe è contemplato come Terra-19999. A creare Terra-616 e avviare il concetto di multiverso nei comics Marvel è stato nientemeno che Alan Moore, durante la sua run su Captain Britain nei primi anni ’80. La tradizione vuole che questo numero non sia stato attribuito dall’autore inglese per una determinata scelta, ma è difficile non vedere in questa cifra una data, ossia giugno (6) del millenovecentosessantuno (61), che nella datazione anglofona corrisponde al 61/6, mese in cui uscì il primo numero di Fantastic Four, considerato la nascita del Marvel Universe.

Il vero Mobius

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Durante la sigla finale, in una scena compare un’immagine di un volto caro agli amati del Marvel Universe: Marc Gruenwald. Nome storico della Casa delle Idee, creatore dell’Official Handbook of The Marvel Universe e ricordato per una lunga e apprezzata run di Capitan America, in cui diede i natali a U.S. Agent e Crossbones, divenuti parte integrante del MCU e ispirazione per la recente The Falcon & The Winter Soldier. Gruenwald fu anche editor di Marvel nel periodo in cui Walter Simonson fece esordire Morbius M. Morbius in Fantastic Four #353 del 1991.

La fine del mondo e del tempo

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La minaccia di Loki è chiara sin dai primi episodi: la fine dell’universo è prossima. A scandire il termine dell’esistenza del multiverso, nei titoli di coda degli episodi, è anche un orologio che tende a impazzire creando diverse lancette come raggiunge le 11.53, la stessa ora che venne inizialmente fissata nel 1947 sul Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse che secondo un pool di scienziati segnala la fine dell’umanità.