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Loki: tutte le vite del Dio dell’Inganno

Per quanto si possa avere una venerazione per gli eroi, non si può negare che un villain ben realizzato avrà sempre un suo fascino, capace di strappare ammirazione anche al più sfegatato fan dei good guys. Innegabile, infatti, che per dare risalto a un supereroe servano dei nemici all’altezza, capaci di metterlo in difficoltà e spingerlo al limite. Se per personaggi come Iron Man e i Fantastici Quattro bastano villain geniali e ipertecnologici, quale potrebbe essere la nemesi per una divinità come Thor? Un altro dio, ovviamente, motivo per cui il Dio del Tuono, nei comics Marvel come nei film del Marvel Cinematic Universe, ha visto nel fratellastro Loki la sua antitesi perfetta.

Un antagonista dai mille volti e dalle cento vite, il nostro Loki. D’altronde, quando si è il Dio dell’Inganno è inevitabile che si tenda a creare dissapori e asti, dando vita a situazioni leggendarie, spesso portando alla nascita di momenti storici del fumetto. Nonostante oggi Loki sia visto come un’emanazione della figura di Thor, la storia della Marvel ci insegna che all’interno dei fumetti ad apparire per primo fu l’ingannatore divino, che fece la sua comparsata ancor prima che nascesse la stessa Marvel.

Le origini di Loki

Come oramai tutti sappiamo, Marvel Comics è l’ultima incarnazione di una casa editrice che ha fatto la storia dei comics sin dai tempi della Golden Age. Nota ai tempi come Timely Comics, la casa editrice sul finire del periodo aureo del comics supereroico aveva dato vita a una serie a fumetti basata sulle figure della mitologia classica, Venus. Ciclo di avventure di stampo romantico, la pubblicazione vedeva come protagonista la sirena greca Venus, che nelle sue vicende aveva modo di interagire con figure mitologiche di diversi pantheon. O almeno, questa era l’intenzione degli sceneggiatori, che in tutta onestà si limitarono a prender spunto dalla mitologia classica, greca e norrena, per dare vita a personaggi che non sempre rispecchiavano la loro origine ‘classica’.

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Una rivisitazione che interessò anche uno degli dei della mitologia norrena: Loki. In Venus #9 del 1949, infatti, l’avventurosa sirena greca si ritrova ad affrontare il dio nordico, che viene presentato come il signore dell’Ade, dove era stato inviato come esilio dagli dei dell’Olimpo. Ogni riferimento alla sua discendenza asgardiana e al suo ruolo all’interno di questo pantheon viene completamente dimenticato, in favore di un personaggio più vicino al contesto infernale in cui viene inserito, esaltato da una folta capigliatura rossa e da un’espressione ferina.

In questa sua apparizione, Loki convinceva Giove a lasciarlo vagare sulla Terra, usando come pretesto la medesima libertà consentita alla sirena protagonista. Quando Venus sceglie di rinunciare a questa sua fortuna, mettendosi al servizio di Loki pur di impedirne i loschi piani, Giove richiama all’inferno il demoniaco dio, mosso a compassione dallo spirito di sacrificio della sirena.

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Questa prima apparizione di Loki, come avvenuto per altri personaggi, venne dimenticata presto dagli sceneggiatori successivi, complice il momentaneo declino del fumetto supereroico negli anni ’50. Ma il destino di Loki non si era concluso, doveva solo attendere la rinascita di fumetti supereroici avvenuta con la Silver Age, periodo in cui la Timely Comics divenendo Marvel Comics e che portò alla nascita di nuove superero, come Hulk, Spider-Man, X-Men e, ovviamente, Thor.

Fu proprio all’interno delle avventure del Dio del Tuono che Loki trovò una nuova vita. Contrariamente agli altri personaggi precedentemente citati, le cui origini erano radicate nella scienza moderna, Thor venne concepito come un fumetto in cui l’elemento mitologico fosse preponderante. Non poteva esserci miglior contesto narrativo per Loki, che divenne la nemesi del futuro Vendicatore grazie a Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby. Furono i due fratelli Lieber e il Re, infatti, a dare un nuovo aspetto e una nuova caratterizzazione al dio dell’inganno, facendo esordire questa sua nuova versione in Journey into Mystery #85, nell’ottobre del 1962. Ogni riferimento alla sua precedente apparizione venne semplicemente dimenticata, complice il fatto che non si era ancora avviato un processo di canonizzazione che unisse il nascente Marvel Universe con gli eroi della Timely Comics, come Capitan America e Namor il Sub-Mariner.

In questa sua nuova incarnazione, Loki assume una connotazione che si avvicina maggiormente all’originale mitologico del dio norreno. Perso il suo ruolo di signore degli Inferi, Loki diventa il Dio dell’Inganno, ottenendo anche una storia delle origini che ha il sapore dell’epica tradizionale, elemento centrale nelle prime avventure di Thor.

L’unica nota stonata nella nuova genesi mitologica di Loki, è che in Marvel non fecero bene i compiti in materia di tradizione norrena. Laufey, infatti, per il folklore nordico non era un re dei giganti di Jotunheim ma era una gigantessa, mentre quella che in seguito venne indicata come la madre genetica di Loki, Farbauti, in realtà dovrebbe essere il gigante Farbaut.

Il figlio che non ti aspetti

Pur essendo cresciuto ad Asgard, Loki non è figlio di sangue di Odino. Le vere origini di Loki, infatti, non sono asgardiane, ma lo vedono come erede di Laufey, Re dei Giganti di Ghiaccio di Jotunheim. Il signore dei Giganti era divenuto inviso a Odino dopo che aveva catturato il padre del dio asgardiano, Bor, motivo per cui il Padre di Tutti aveva deciso di vendicarsi attaccando Jotunheim. Dopo una vittoriosa battaglia, Odino trovò un bimbo asgardiano all’interno delle mura della fortezza di Laufey, e credendolo vittima di un rapimento lo adottò.

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In realtà, questo bimbo era Loki, erede di Laufey, che era stato tenuto al riparo dagli sguardi dei Giganti di Ghiaccio per via del suo aspetto poco fiero. Nell’adottare Loki, Odino inconsapevolmente diede compimento alla maledizione che gli era stata lanciata dal padre Bor, quando il Signore di Asgard preferì lasciarlo morire e utilizzare la sua morte come casus belli contro Jotunheim e diventare il nuovo re degli asgardiani. La maledizione prevedeva che Odino crescesse il figlio di un altro re, che avrebbe portato sciagura e rovina al suo regno.

In effetti, Loki ha avuto spesso questo ruolo durante gli anni. Pur crescendo amato e protetto dal fratello Thor, che non disdegnava qualche lazzo nei suoi confronti, Loki si trovò a vivere in una società che valorizzava l’aspetto virile e fisico dell’eroe, mentre le sue doti di astuzia e la propensione alla magia non erano considerate come meritevoli. Cresciuto con questo costante senso di inferiorità e rifiuto da parte del mondo, il perfezionamento delle arti magiche di Loki coincise con l’accrescere di un astio nei confronti degli asgardiani e del mondo in generale, portando il Dio dell’Inganno a concepire complesse trame finalizzate alla presa del potere.

Inevitabile che questo conducesse Loki a scontrarsi non solo con Thor, ma anche con altri eroi Marvel, visto che l’amore mostrato dal Dio del Tuono per Midgard, ossia la Terra, aveva reso il nostro pianeta uno dei bersagli prediletti di Loki. Da Spider-Man agli X-Men, furono diversi gli eroi marveliani a dover sventare i diabolici piani del villain asgardiano, che non disdegnò nemmeno di creare delle alleanze con altre nemesi del mondo Marvel, come Kingpin o Destino.

Eppure, curiosamente, Loki ha solo una grande fobia: l’acqua. Nella sua prima apparizione in Journey into Mistery, infatti, si svelò come i poteri di Loki non possono manifestarsi in acqua. Pur essendo un episodio che risale agli albori della seconda vita del personaggio e che non è mai stata confermata in seguito, è interessante notare che è raro trovare Loki intento a usare le proprie magie mentre è in acqua.

Ma a Loki si deve anche una delle tappe fondamentali della storia Marvel: la nascita degli Avengers.

Loki, il creatore dei Vendicatori

Se editorialmente parlando il primo numero dei Vendicatori fu creato dal funambolico Kirby come estrema soluzione al continuo ritardo del primo numero di Daredevil, dal punto di vista della continuity marveliana bisogna riconoscere al Dio dell’Inganno il merito di avere unito gli Eroi più Potenti della Terra per la prima volta.

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In Avengers #1 del 1963, infatti, fu la brama di vendetta di Loki nei confronti del fratello Thor a spingerlo a ordire un piano che lo portò a utilizzare Hulk come un burattino, sfruttando la sua forza spropositata e giocando sulla sua mente tutt’altro che brillante. Solo l’intervento di Iron Man, Thor, Wasp e Ant-Man portò a svelare la trappola di Loki, che venne fermato solo grazie agli sforzi congiunti di questi eroi, un risultato incredibile che spinse Janet Van Dyne a proporre la formazione di un supergruppo.

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Volendo fare un paragone con il contesto cinematografico del Marvel Cinematic Universe, in Avengers del 2012 è proprio un’azione di Loki, bramoso di potere, a portare alla nascita del supergruppo simbolo del MCU. In modo fedele al fumetto, è la feroce astuzia del Dio dell’Inganno a radunare gli eroi, e il suo piano di prendere il controllo di Hulk è un omaggio a quanto da lui compiuto in Avengers #1.

Loki, non un semplice villain

Loki, tuttavia, non è un villain classico, ma ha una componente divertente e antieroica che, specialmente in tempi recenti, lo ha portato a emanciparsi dal ruolo di cattivo tradizionale. Pur non potendo rinnegare le sue malefatte, il Dio dell’Inganno è divenuto un tramite perfetto per mostrare anche elemento sociali inconfutabili della società americana, come nell’intrigante arco narrativo di Vota Loki, di Langdon Foss e Christopher Hastings, in cui l’asgardiano decide di concorrere alle elezioni presidenziali, smascherando a suo avviso il comportamento ipocrita dei candidati ‘tradizionali’. Lettura interessante, soprattutto se consideriamo che è stata presentata al pubblico americano durante il periodo delle elezioni del 2016 che portarono alla vittoria del repubblicano Donald Trump.

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Oltre ad avere tentato di divenire presidente, Loki ha anche cercato di seguire un percorso meno oscuro nel corso degli anni. In Agente di Asgard, ad esempio, una sua versione giovanile si è impegnata a seguire gli ordini di una congrega segreta di asgardiane guidate da Freya, come via di espiazione per i propri crimini passato. Al Ewing, apprezzato autore marveliano, ha ridefinito il mito del Dio dell’Inganno, giocando sulla capacità di Loki di reincarnarsi, dando vita a un dualismo tra la sua anima originale da villain e la sua identità moderna.

Loki è un personaggio pansessuale, e che ha mostrato di potersi reincarnare sia come uomo che come donna. Per il Dio dell’Inganno, questa capacità e questa visione della sessualità sono elementi che vive con estrema naturalezza, come evidenziato anche nella citata Vota Loki.

Loki nel Marvel Cinematic Universe

All’interno del Marvel Cinematic Universe, Loki ha un ruolo tutt’altro che statico. Pur essendo presentato come antagonista dei Vendicatori, e non facendo mistero di un certo astio nei confronti del biondo fratellastro, il Dio dell’Inganno non è un villain macchiettistico ma spesso assume più il tono dell’antieroe, grazie a un percorso evolutivo che lo porta anche a condividere il percorso di Thor.

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Certo, la sua visione è sempre animata da una vena di egoismo, ma con il proseguire delle avventure del Marvel Cinematic Universee merge anche una vena di eroismo, che passando da Thor: Dark World, Thor Ragnarok e Avengers: Infinity War lascia emergere uno spirito capace di buoni sentimenti, sino al sacrifico ultimo.

Rimane ora da scoprire come la possibilità di un nuovo corso degli eventi per il Dio dell’Inganno nata in Avengers: Endgame, spunto narrativo da cui prende vita la serie di Disney+ dedicata a Loki, mostrerà un nuovo lato dell’astuto alieno, ma quanto visto nel trailer della serie in arrivo possiamo esser certi che per Loki si tratterà di un’avventura tutt’altro che semplice.