Cinema e Serie TV

Lucifer 5 Parte 2, recensione: una saga familiare

L’attesissima seconda parte di Lucifer 5 è finalmente disponibile dal 28 maggio su Netflix (cliccando qui potrete accedere alla home page dove iscrivervi o loggarvi), dove potete anche trovare tutte le altre stagioni della luciferina serie, insieme a moltissime altre: date un’occhiata alla nostra selezione per qualche ottimo consiglio sulle altre produzioni Netflix). È inoltre stato annunciato che sarà seguita da un’ultimissima stagione. Se però non siete abbonati, o anche se siete dei collezionisti, qui potete trovare le prime 3 stagioni di Lucifer in DVD. Per quanto possa sembrare decisamente in tema con una serie che parla di Lucifero, la scelta di concluderla in un totale di 6 stagioni potrebbe non essere la migliore: la verità è che, dal punto di vista narrativo, già questa seconda parte di Lucifer 5 appare decisamente sotto tono. Scopriamo ulteriori dettagli in merito nella nostra recensione. Per una visione d’insieme più completa, potete leggere anche la nostra recensione della prima parte di Lucifer 5.

Lucifer Morningstar

Lucifer 5: dal monoteismo…

Lucifer Samael Morningstar, il protagonista della serie interpretato da Tom Ellis, è un personaggio fittizio nato dalla mente e dalle mani di Neil Gaiman, Sam Kieth e Mike Dringenberg. La sua prima apparizione risale al 1989, anno in cui viene presentato ai lettori di Sandman, serie di fumetti targata DC Comics in cui Lucifer è un personaggio di supporto. In seguito, si è guadagnato una serie spin-off di comics tutta sua, oltre alla trasposizione sul piccolo schermo rappresentata proprio da questa serie live action.

Se avete già familiarità con l’opera originale o anche solo con la serie, avrete di certo notato come le dinamiche familiari e la personalità stessa del protagonista si discostino da quella che è la loro rappresentazione classica, che ci propone invece la mitologia cristiana. Scopriamo così che Lucifer è molto diverso da come viene dipinto dal cristianesimo: non mente mai, al contrario, dice sempre e solo la verità, e quello che per qualcuno è un privilegio, ovvero un regno tutto suo su cui governare e spadroneggiare, per lui, è il caso di dirlo, è un vero e proprio Inferno.

Lucifer Piano

Lucifer è stufo dell’Inferno, odia torturare anime, anche se sarebbe più corretto dire che odia vederle torturarsi da sole, dato che il supplizio ciclico ed eterno di cui sono vittime le anime imprigionate negli Inferi viene “scelto” dalle vittime stesse. Questa rivisitazione dell’Avversario biblico rende quindi di per sé il personaggio che ne risulta affascinante e inedito, ma Lucifer non è l’unico personaggio tratto dalla mitologia cristiana che subisce, per così dire, un restyling.

Tutte le dinamiche familiari che lo riguardano, come il rapporto sovente conflittuale con i suoi fratelli e suo padre, Dio, e la caratterizzazione stessa di questi personaggi contribuiscono a far discostare notevolmente Lucifer dalla sua iconografia classica, per un motivo, principalmente. Come di certo saprete, la mitologia del cristianesimo ha attinto a piene mani da quella politeista cronologicamente antecedente, ma si discosta da essa per alcune ragioni fondamentali, fra cui il monoteismo e una “caratterizzazione dei personaggi” molto differente rispetto al canone religioso codificato in precedenza.

…al politeismo

Una delle maggiori differenze le grandi religioni monoteiste e alcune fra quelle politeiste, più antiche, consiste in una visione molto diversa delle divinità: se prendiamo come esempio la mitologia greca e quella romana, da essa derivata, gli Dei hanno desideri ed emozioni molto affini a quelli umane, per renderli in un certo senso meno distanti dalla vita dei loro adepti. Nel Cristianesimo, è stato attuato il processo inverso. Almeno, nell’Antico Testamento.

Il Dio cristiano ha creato l’umanità a propria immagine e somiglianza, ma non ha un vero rapporto con i suoi “figli” umani, che di rado si rivolgono direttamente a lui (da qui, l’esigenza di una istituzione religiosa come la Chiesa cattolica); si tratta dunque di un Dio decisamente distante dalle persone, dai loro sentimenti, dai loro desideri, perché è puro bene, una condizione di certo estranea a qualsiasi essere umano. Sarà solo con la successiva venuta di Cristo che la visione di questo Dio così distante verrà “umanizzata”.

Nell’opera in esame, invece, Gesù Cristo non è presente, e le dinamiche familiari divine vertono tutte sulle creature celesti, le quali vengono però umanizzate, il che le rende più vicine al concetto divinità di diverse religioni politeiste rispetto a quelle monoteiste.

Lucifer 5

Dio, la sua sposa eterna proveniente da un altro Universo e i suoi figli angelici interagiscono dunque direttamente sul nostro piano dell’esistenza, nel nostro mondo, influenzando direttamente le vite delle persone che incontrano, con cui lavorano, di cui si innamorano.

Lucifer 5 non solo prosegue su questo percorso, ma con la nuova aggiunta del Padre Eterno possiamo vedere come anche Dio, che sembra conoscere poco o nulla gli esseri umani e le loro abitudini, inizi piano piano a prendere dimestichezza con il nostro mondo. Questo piccolo dettaglio apre però a una considerazione ulteriore: alla luce anche del comportamento di Dio nei confronti dei suoi figli celesti, scopriamo che questa versione iniziale di Dio è piuttosto simile a quella presente nell’Antico Testamento, in quanto si tratta di un essere altro e più in alto rispetto a noi, con l’aggiunta del disinteresse, sia nei confronti dei figli Angeli che di quelli umani.

Insieme alla rivisitazione del personaggio di Lucifero e di Michal (in pratica i loro ruoli sono invertiti nella serie, rispetto alla Bibbia), questo dettaglio ci fa cogliere una velata critica alle rappresentazioni dei grandi protagonisti della mitologia cristiana classica.

Lucifer 5: una famiglia sui generis

Lucifer ci propone una visione dinamica, fluida dei miti religiosi cristiani, e i rapporti del protagonista con gli esseri umani e i suoi fratelli divini  sono fra i cardini della narrazione. Tuttavia, man mano che la stessa è proseguita per cinque stagioni si è potuto riscontrare un cambiamento degli equilibri: le dinamiche familiari e personali hanno decisamente preso il sopravvento rispetto alla parte investigativa.

Questo è dovuto anche al fatto che i rapporti fra i diversi personaggi si sono evoluti nel tempo, sono mutati, a volte, per cui si è scelto di esplorarli più a fondo. Si tratta di un ulteriore mezzo per capire come questi rapporti siano incredibilmente umani, nonostante alcuni protagonisti non siano affatto umani. Si tratta comunque di una scelta narrativa e stilistica che può non essere gradita a tutti.

Lucifer 5

Il tono in generale sempre piuttosto leggero ed ironico (godetevi l’episodio 10 di Lucifer 5) viene mantenuto e contribuisce a rendere le puntate dinamiche e divertenti, ma la storia in sé riserva ben poche sorprese, risultando a tratti piuttosto banale e di scarso interesse. L’impressione è che la serie abbia già detto quasi tutto ciò che aveva da dire, per cui resta da vedere come si deciderà di concluderla con la sesta e ultima stagione, che prenderà le mosse da un finale a sorpresa che deve essere necessariamente esplorato ulteriormente.