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Marvel’s What if…? Tutti gli indizi sulla serie

Tra i vari annunci fatti al Disney Investor Day dedicati al Marvel Cinematic Universe, uno di quelli che ha incuriosito di più in assoluto è quello di What if…?, la prima serie animata ambientata nell’MCU, o meglio, nelle infinite possibilità inesplorate dietro di esso. Analizziamo meglio il trailer e cerchiamo di capire cosa aspettarci da questa bizzarra serie.

Alle origini delle realtà alternative

“What if…?”, ovvero “Cosa sarebbe successo se…?” Una domanda presente spesso tanto nelle nostre vite reali, quanto nelle opere di fantasia. Che si parli dei nazisti che vincono la Seconda Guerra Mondiale ne La svastica sul sole di Philip K. Dick (da cui è stata tratta la serie Prime Video L’uomo nell’alto castello) o che si tratti di Sliding Doors, il film del 1998 che esplora cosa sarebbe successo alla protagonista (interpretata da Gwyneth Paltrow) se fosse riuscita o meno a prendere in tempo la metropolitana, il ponderare le possibilità dietro ad una scelta diversa da quella fatta, il chiedersi come sarebbero andate le cose se gli eventi avessero preso una piega anche minimamente diversa è sempre stato uno spunto affascinante per il mondo dell’intrattenimento.

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In un universo narrativo con una continuity così importante come il Marvel Universe la domanda ha trovato risposta nel 1977 con What if…? , una serie che si proponeva di rispondere ai più bizzarri quesiti e a mostrare le realtà alternative nate da un minimo particolare diverso dalla realtà “ufficiale”.

What if...? 1

La serie cominciò con lo storico Cosa sarebbe successo se Spider-Man si fosse unito ai Fantastici Quattro? in cui il quartetto accetta (diversamente da quanto accaduto nel primo numero di Amazing Spider-Man) la proposta dell’esordiente Spidey di entrare a far parte del gruppo. Dopo una prima serie di una cinquantina di numeri, cinque anni dopo la chiusura ne venne prodotta una seconda serie che durò fino alla fine degli anni ’90. Da lì in avanti si decise di proporre le storie in formato di speciali one-shot legati agli specifici eventi Marvel.

Il Deus Ex Machina

I “What if…?” Marvel in tutte le loro incarnazioni hanno avuto quasi sempre le stesse caratteristiche. Storie autoconclusive che raramente andavano a coprire più di un’uscita, spesso con finali tragici (come a sottolineare che la realtà “principale” fosse la migliore a cui i nostri beniamini potessero aspirare), ma soprattutto, la presenza di un narratore onnisciente che, una volta illustrata la storia originale del personaggio o del gruppo, decideva di mostrarci un’altra realtà partendo dal punto di divergenza. Il narratore per buona parte della storia dei What if è un personaggio della continuity principale: l’Osservatore.

Jeffrey Wright

Uatu (questo il suo nome) fa la sua prima apparizione nel mondo Marvel in Fantastic Four #13 ad opera di Stan Lee e Jack Kirby. È un alieno di una razza evoluta che vive nella zona blu della Luna e che, dopo aver visto la rovina e la distruzione susseguitesi all’offrire conoscenze superiori a civiltà meno evolute, ha fatto voto di registrare e osservare tutto ciò che accade nel multiverso senza mai intervenire. In realtà Uatu interviene diverse volte (la più celebre, aiutando i terrestri e i F.Q. a scongiurare l’avvento di Galactus) fino alla sua morte, avvenuta durante la saga Original Sin per mano di Nick Fury. Anche nella serie animata, Uatu mantiene il suo ruolo di narratore onnisciente e verrà interpretato dal talentuoso Jeffrey Wright (nonché futuro commissario Gordon nel The Batman di Matt Reeves).

I primi frammenti

Sebbene presentate in maniera caotica, è già possibile, grazie ad alcune scene, intuire la sinossi di alcuni degli episodi. Per esempio, assisteremo a cosa sarebbe successo se a ricevere l’iniezione del siero del super-soldato fosse stata Peggy Carter invece di Steve Rogers. La giovane ufficiale britannica sarebbe diventata una vera e propria “Capitan Bretagna” come lo è Elizabeth “Betsy” Braddock nella continuity ufficiale, mentre Steve sarebbe diventato un “proto-Iron Man“, indossando una versione più “steampunk” dell’armatura di Tony Stark (per gentile concessione del padre Howard).

 

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Un’altra realtà facilmente interpretabile è quella in cui T’Challa (qui interpretato per l’ultima volta dal mai troppo compianto Chadwick Boseman) viene raccolto dai Ravagers e da Yondu al posto di Peter Quill, diventando Star-Lord anziché vestire il ruolo di Pantera Nera.

“In your head, Zombie”

La scena che probabilmente ha colpito di più gli spettatori è quella che vede il Soldato d’Inverno (già coprotagonista assieme a Falcon di un’altra imminente serie Disney+) affrontare una versione zombie del suo amico Capitan America. Il pensiero va subito a Marvel Zombies, una miniserie del 2005 ad opera di Robert Kirkman (sì, lo stesso Robert Kirkman di The Walking Dead) e Sean Philipps. In quella miniserie l’universo Marvel si è completamente trasformato, grazie a una versione alternativa di Sentry, in una armata di famelici zombie mangiacarne, in grado di nutrirsi pure di “pezzi da novanta” come Galactus. Curiosamente, in quella realtà l’alter ego di Rogers è Colonnello America.

Zombie Cap

Realtà oscure

Tra le scene meno chiare vediamo delle sequenze che sembrano riprendere alcuni momenti del primissimo Thor di Kenneth Branagh (Thor in abiti civili che fa irruzione in una base militare; Occhio di Falco che punta il suo arco in una posizione simile a quella assunta durante quella pellicola). A queste aggiungiamo una scena di Loki a capo di quella che sembra una delegazione asgardiana, in procinto di parlare alle Nazioni Unite. Che si tratti di una realtà alternativa in cui Thor non è riuscito a riprendere il suo legittimo posto nella famiglia reale di Asgard?

Loki What If

Non abbiamo invece molti elementi sulle altre immagini di Nick Fury, di Capitan Marvel, di Iron Man (riproposto nell’iconica immagine di Iron Man 2 in cui mangia delle ciambelle all’interno di una ciambella-insegna) e del Dottor Strange impegnato a combattere una versione malvagia di se stesso. È però importante ricordare che, così come i what if fumettistici sono stati per anni spunto di tantissime storie della continuity “classica”, anche questi squarci temporali potrebbero essere importanti per il futuro del Marvel Cinematic Universe (soprattutto in vista del multiverso, già più volte annunciato).

Vuoi scoprire l’ultima storia di Uatu? È il momento di recuperare Original Sin di Jason Aaron e Mike Deodato Jr.