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Festa del Papà: le migliori figure paterne Disney

Come ogni anno, il 19 marzo viene celebrata la Festa del Papà per ricordare e ringraziare tutte le figure paterne al mondo della loro presenza e della loro importanza. Non è da meno infatti il loro legame con i figli: se con la madre c’è una unione “biologica” fin da prima di venire alla luce, con i padri il legame che si instaura è dettato “soltanto” dalla relazione che si crea ogni giorno, nella vita quotidiana, attraverso gesti e parole. Lo insegnano bene anche i film Disney, dove spesso i protagonisti sono orfani, o comunque mancanti di uno dei due genitori, ma a volte anche i “padri Disney” compaiono sulle scene e sanno insegnarci qualcosa. O semplicemente divertirci. In occasione della Festa del Papà dunque, riscopriamo alcuni dei protagonisti paterni delle classiche pellicole della casa di Topolino, di cui possiamo rivivere ancora oggi le emozioni grazie alla loro presenza su Disney Plus. Pronti a imbarcarci in un viaggio amarcord?

Festa del Papà: le figure paterne nei film Disney

Mufasa, papà di Simba

Parliamo del Cerchio della Vita, di una storia di costellazioni, di territori da conquistare, di diatribe tra fratelli e di una storia di crescita che ha visto un piccolo leoncino diventare re della Savana. Ma non prima di aver ottenuto questo titolo dal padre stesso. Questa è la storia de Il re Leone, uno dei classici film Disney tornato nel 2019 in versione live action e sempre in grado di risvegliare in noi un senso di nostalgia mista a paura e ansia per quei momenti in cui Mufasa, nobile leone che ha appena assistito alla nascita del primogenito Simba, perderà la vita per mano (o meglio, per zampa) del fratello Scar, proprio nel tentativo di salvare Simba da un guaio in cui si era cacciato. Inutile dire che ripensando a queste scene, non può non tornare nella nostra mente anche la fantastica colonna sonora, interpretata in versione italiana da Ivana Spagna, che riprende appunto il concetto del “cerchio della vita”, un cerchio che giunge a compimento proprio con il passaggio di testimone tra padre e figlio. Il primo che lascia pochi, ma fondamentali insegnamenti al secondo, tali da consentirgli di crescere forte e giusto seguendo l’esempio di una figura paterna rimasta per troppo poco tempo.

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Marlin, papà di Nemo

Da un padre scomparso prematuramente, a un altro che invece è alla ricerca del figlio. Una storia con un sottile senso della vita da cogliere, quella de Alla ricerca di Nemo, dove Marlin, il padre di questo pesciolino scomparso, si mette sulle sue tracce, temendo il peggio. Questo accade con alle spalle un precedente, ossia la scomparsa di Coral, la madre del pesciolino e moglie di Marlin, quando, dopo aver deposto tante uova in una grotta, un barracuda affamato li ha attaccati e che non solo Coral è stata uccisa, ma è rimasto anche un solo uovo. Nemo è nato anche con una pinna atrofica, aumentando l’ansia del padre e portandolo ad arrabbiarsi facilmente, tanto che dopo una sfuriata, Nemo lo “sfida” e decide di lanciarsi alla scoperta del mare, ma viene catturato da un sub. In questa storia, la figura del padre, al contrario di quella di Mufasa, è proprio il simbolo del genitore rimasto solo, per di più piangendo i figli che non ha mai potuto conoscere e con l’ansia di dover crescere un figlio solo e con un problema fisico, che teme possa condizionarlo a vita. Una storia di perdite e (ri)conquiste, in grado di insegnarci che anche da soli, per quanto sia difficile, si può sempre fare un ottimo lavoro genitoriale. Ansia permettendo.

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Tritone, papà di Ariel

Da un padre all’altro, abbiamo conosciuto nel lontano 1989 la storia di Ariel ne La Sirenetta, oggetto di parecchie critiche in tempi recenti per la sua versione live action in arrivo e che ha visto la giovane sirena innamorarsi di un bel principe e sfidare la sorte, oltre che perdere la voce pur di poterlo conquistare. Ariel è una delle figlie di Tritone, il re di Atlantica, che in passato odiava il mondo umano e proibisce a chiunque di entrarci in contatto. Sebbene sia molto brusco con la figlia, in realtà le vuole molto bene e solo dopo aver compreso quanto sia vero e fondato l’amore che la lega al principe Eric, le consente di vivere con gli umani. Tritone, di fatto, è sì presente nel film, ma si pone come classica figura patriarcale, che cerca di imporre i suoi dettami in modo burbero, ma pur sempre a fin di bene e con l’intenzione di proteggere la figlia dai possibili dissidi con gli umani. Una figura altera, poderosa in tutti i sensi, ma con un lato tenero sempre predisposto al bene per la propria progenie.

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Il sultano, papà di Jasmine

Arabian Nights, o notti d’Oriente, si cantava nell’introduzione del film Aladdin, altro lavoro animato che ha visto una recente riedizione in versione live action e che ha portato sullo schermo una delle più tenere storie d’amore tra due giovani, Aladdin appunto e la principessa Jasmine, accompagnati da un mirabolante Genio, da un cattivissimo Jafar e Jago, e dalle retrovie il padre di Jasmine, ossia il Sultano di Agrabath. Inutile dire che si tratti dell’ennesima storia dove il genitore rimasto in vita è solo uno, e che con tutta onestà compare come vero e proprio comprimario, senza giocare un ruolo particolarmente importante ai fini della trama. Il Sultano però, lo ammettiamo, si preoccupa genuinamente per la figlia; le dice, com’è giusto che sia, di trovarsi un buon partito per potersi maritare, e non rifiuta l’idea che possa sposarsi con un uomo non nobile di sangue, ma di spirito, e che la ama sinceramente. Dunque, questa figura paterna si configura più come uno dei personaggi rimasti nell’immaginario collettivo più per la sua “morbidezza” e tenerezza, che per il suo effettivo peso nella narrazione.

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Geppetto, il papà di Pinocchio

Che sia uno dei classici della letteratura, è innegabile. Che abbia un’altrettanta importanza come ascendente sul pubblico di diverse generazioni, è altrettanto evidente. Sono state realizzate diverse versioni di questa storia, dal film di Benigni al prossimo live action pensato con la potenziale partecipazione di Tom Hanks, ma non possiamo dimenticare il cartone animato Pinocchio, dove abbiamo fatto la conoscenza di quell’amabile vecchietto che altri non era se non Geppetto. “Padre” di questa creatura inanimata, il falegname aveva realizzato questa marionetta di legno esprimendo il desiderio che la sua creazione potesse essere un bambino vero. Sarà la Fata Turchina a donare la vita a Pinocchio, anche se rimane un burattino nella sostanza, e solo dimostrandosi “bravo, coraggioso e disinteressato”, diventerà un bambino vero. Geppetto in questa storia rimane abbastanza in disparte, essendo incentrata sul percorso di crescita e maturazione del piccolo burattino, ma si dimostra pur sempre un uomo con la volontà di essere padre, che fa di tutto pur di riavere la sua “creazione” e realizzare il suo sogno.

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Fa Zhou, papà di Mulan

Chiudiamo la nostra carrellata con un valoroso guerriero dalle lontane terre del Sol Levante. Parliamo del padre di Mulan, Fa Zhou, che abbiamo potuto rivedere di recente nel discussissimo live action, uscito lo scorso settembre. La storia di quest’uomo è esemplare e racconta di come abbia sempre sposato la causa a favore dell’imperatore, per salvare e proteggere il suo popolo e la sua terra, e che avrebbe comunque accettato di partire in guerra nonostante l’età avanzata e gli acciacchi. Una morte certa, o quasi, la sua, se fosse davvero andato sul campo di battaglia, ma sostituito all’ultimo proprio dalla figlia Mulan, anche se questa sostituzione non gli ha impedito di rimanere nella memoria collettiva come la classica figura di padre rigido, conservatore, ma pur sempre riconoscente dei meriti e delle abilità della figlia, per quanto forse mostrati solo con il passare del tempo. Un valore che, come si suol dire, cerca sempre di essere galantuomo.

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