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The Falcon & The Winter Soldier, secondo episodio: tutti i riferimenti e le citazioni

Non si poteva scegliere un titolo migliore per il secondo episodio di The Falcon & The Winter Soldier, la serie ambientata nel Marvel Cinematic Universe dedicata a Sam Wilson e Bucky Barnes. Dopo averci introdotti nella Fase Quattro dell’MCU con WandaVision, in casa Disney hanno deciso di mostrarci le conseguenze del finale di Avengers: Endgame, con particolare attenzione al ruolo vacante di Capitan America. Ecco l’origine de L’uomo a stelle e strisce (in originale The Star-Spangled Man, nomignolo più azzeccato), episodio che si focalizza in modo netto sull’eredità di Steve Rogers.

The Falcon and the Winter Soldier

Se in Il nuovo ordine mondiale abbiamo visto Falcon consegnare lo Scudo di Cap e Bucky affrontare la sua terapia per rientrare nel mondo civile, in questa seconda puntata ci si focalizza principalmente sulla new entry del Marvel Cinematic Universe: John Walker, il nuovo Capitano. Ed è da questo ingresso, elemento di rottura con la tradizione cinematografica dell’MCU, che inizia anche la caccia alle citazioni di questo episodio.

ATTENZIONE: quanto segue contiene una serie di importanti spoiler sul secondo episodio di The Falcon & The Winter Soldier

L’uomo a stelle strisce

C’è un sottile richiamo nel titolo dell’episodio al ruolo avuto da Steve Rogers in Captain America: Il Primo Vendicatore. Nella prima parte del film, infatti, Cap era utilizzato come strumento di propaganda, più che come arma contro i nazisti, accompagnato da The Star-Spangled Man, composta da Alan Menken e David Zippel, che si adatta al meglio al ruolo studiato in principio dall’esercito per Rogers:

Who’s strong and brave, here to save the American Way?
Who vows to fight like a man for what’s right night and day?

Visto il nuovo mondo in cui ci muoviamo dopo il Blip, anche John Walkers in questo momento ha un ruolo propagandistico, come dimostrato nella sua prima apparizione a Good Morning, America, in cui il suo ingresso in scena viene accompagnato da una versione moderna proprio di The Star-Spangled Man. Altra similitudine tra i due Cap è il modo in cui si approcciano alle persone, ma dove Steve firmava autografi, John si concede ai selfie.

Il nuovo Cap

Contrariamente alle sue origini fumettistiche che lo vedevano inizialmente come un anti-eroe noto come Super-Patriot, John Walker in The Falcon & The Winter Soldier ha un trascorso militare che lo rende più vicino all’immaginario classico di Cap. Durante la sua intervista, Walker specifica che non ha superpoteri come il suo predecessore o altri celebri eroi (cita Iron Man e Hulk), ma ha il coraggio a sostenerlo. Nei fumetti, il Capitano assumeva dei poteri simili a quelli di Steve Rogers, grazie a una formula meno performante del Siero del Supersoldato realizzato dalla Power Broker.

The Falcon and the Winter Soldier

In compenso, alla sua entrata in scena, John Walker è accompagnato da una versione aggiornata del tema del Capitano sentita in Winter Soldier e Civil War. Ad accompagnare Cap, è una nuova spalla, Lemar ‘Battlestar’ Hoskins, vecchio compagno d’armi di Walker.

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Hoskins è stato la spalla di Walker anche nei fumetti, facendo la sua prima apparizione in Captain America #323. Nei comics, Lemar era un wrestler che ottiene dei poteri simili a quelli di John, sempre grazie alla Power Broker. Divenuto spalla del nuovo Capitan America, Hoskins inizialmente avrebbe dovuto ereditare il nome di Bucky, ma considerato che all’epoca in America con quel termine si indicava in modo dispregiativa gli uomini di colore, si decise di dargli il nome di Battlestar.

Il Capitan America segreto

Durante L’uomo a stelle e strisce facciamo la conoscenza di un altro personaggio che nei fumetti ha interpretato Capitan America: Isaiah Bradley, il Capitan America Nero. Nei comics, Bradley compare solo nel 2003, come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato a tutti i Capitan America, ma viene raccontato il suo tragico passato, simbolo della segregazione e del razzismo che ha attraversato la società americana nel secolo scorso.

bradley

Nell’MCU, le origini e la vita di Bradley vengono lievemente modificate, adeguandolo alla continuity, e rendendolo il Cap segreto utilizzato dagli States durante la Guerra di Corea, conflitto in cui scopriamo ha avuto modo di scontrarsi anche con Bucky quando il Winter Soldier dell’Hydra. Con questa retcon, in pratica viene cancellato dall’MCU il personaggio di William Burnside, il “cap” fumettistico degli anni ’50 noto anche come Commie Smasher.

A far compagnia a Isaiah Bradly c’è il nipote, Elijah. Noto come Eli, nei fumetti questo ragazzo è Patriot, parte dei Giovani Vendicatori, che in seguito a un’iniezione di sangue del nonno, acquisisce i poteri di Cap. Con la comparsa di Eli, la presenza di Tommy e Billy in WandaVision e la già annunciata apparizione di Kate Bishop nella futura Hawkeye, viene da pensare che l’MCU si stia preparando ad accogliere gli Young Avengers.

patriot

La presenza di Isaiah Bradley è l’occasione di evidenziare nuovamente una delle grandi ferite della società americana: il razzismo. Uscendo da casa di Bradley, Sam e Bucky vengono fermati da due volanti della polizia, che temono che Wilson, uomo di colore, stia importunando Barnes, un bianco. La sensazione urticante e sgradevole si amplifica quando viene rivelata l’identità di eroe di Sam, mentre per Barnes scattano le manette, per avere saltato una delle sue sedute terapeutiche obbligatorie.

Il Falco Nero e la Pantera Bianca

Durante la ricognizione nel primo nascondiglio dei Flag Smasher, Sam canzona Bucky chiedendogli se dopo esser stato in Wakanda sia divenuto il White Panther, ossia la Pantera Bianca. Si fa riferimento al soggiorno di Bucky nel regno di T’Challa, interpretato dal compianto Chadwick Boseman, avvenuto tra la fine di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, periodo in cui l’ex Winter Soldier era stato ribattezzato dai locali Lupo Bianco.

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Il riferimento è a un personaggio creato da Christopher Priest e Max Texeria su Black Panther #4, un giovane ragazzino bianco, unico sopravvissuto di un incidente aereo nei cieli wakandiani, adottato da T’Chaka, padre di T’Challa, che lo crebbe come un figlio. Quando T’Challa venne nominato erede al trono di Wakanda, il giovane, nel frattempo ribattezzato Hunter, venne nominato capo della Hatut Zeraze, i servizi segreti del regno.

Wilson viene soprannominato da due ragazzini fermi fuori da casa di Bradley il Black Falcon. Si tratta di una citazione della tendenza negli anni ’60 e ’70, periodo in cui venne creato Falcon, di attribuire ai personaggi di colore dei nomi che comprendessero black, nero. Un altro momento con cui gli sceneggiatori inseriscono nella trama di The Falcon & The Winter Soldier un elemento di critica sociale importante e legato alla run di Spencer, in cui nei panni di Capitan America, Sam dovette affrontare tematiche civili di alto profilo, come violenza urbana e razzismo.

Poteri per tutti

Durante lo scontro con i Flag Smasher, Sam e Bucky capiscono che i loro avversari sono tutti dotati di poteri che li rendono dei veri e propri supersoldati. Una caratteristica che consente loro di sconfiggere facilmente sia i due eroi che il nuovo Cap giunto in loro aiuto. Come è possibile che abbiano ottenuto queste capacità metaumane?

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Ci ha pensato Power Broker, a quanto pare. Nei fumetti Marvel, la Power Broker  Corporation è una compagnia gestita da Curtiss Jackson che consente di ottenere dei poteri simili a quelli degli eroi, a patto di accettare di divenire parte del circuito di lottatori della compagnia. Apparsa inizialmente nelle storie di Machine Man della coppia Roger Stern e Sal Buscema, Power Broker viene utilizzata da Mark Gruenwald durante la sua run di Capitan America come origine dei poteri che resero John Walker l’antagonista di Cap con il nome di Super-Patriot.

All’interno dell’MCU, Power Borker sembra avere un certo interesse nella creazione di supersoldati. Un interesse che pare essere la fonte dei poteri dei Flag Smasher, guidati dalla giovane Karli Morgenthau, nome che fa riferimento a Karl Morgenthau, che nei fumetti era il villain Flag Smasher.

Tutti odiano Redwing

Nel secondo episodio di The Falcon & The Winter Soldier, ancora una volta assistiamo a una vera e propria dimostrazione di odio per il povero Redwing. Non solo viene eliminato rapidamente da Karli, ma prima deve accettare di venire maltrattato da Bucky, che dimostra di non gradirne la presenza.

Una visione condivisa in passato da Nathasha Romanoff, la defunta Vedova Nera, che nelle prime scene di Captain America: Civil War, durante la missione a Lagos, era protagonista assieme al drone di Sam di un divertente siparietto.

I fumetti da leggere

Si citano fumetti come se piovesse in L’uomo a stelle e strisce. Durante la scena dell’assalto ai due camion dei Flag Smasher, compare una cassa con a scritta ‘5000 LB CAP’, riferimento alla copertina di Captain America #28, che in piena Golden Age mostrava Cap salvare Bucky da una pressa che pesava 5000 libbre.  Quando viene mostrato il dossier su Karli Morgenthau, due delle sue foto sono numerate #109, riferimento a Captain America #109 in venivano raccontare le origini dei due personaggi, e #122, richiamo a Captain America #122 in cui Steve Rogers si interrogava sulle implicazioni morali del suo essere un simbolo del Sogno Americano.

Eroi nerd?

Durante una chiacchierata con Sam, Bucky sostiene di aver letto Lo Hobbit, alla sua uscita nel 1937. Peccato che in America arrivò solo l’anno seguente, e considerato che Bucky non era ancora in servizio in Europa nell’anno di uscita del celebre romanzo di Tolkien, viene da chiedersi se il giovane Barnes fosse così nerd da ordinare libri fantasy oltreoceano.

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A proposito di esser nerd, qualcuno all’interno della produzione di The Falcon & The Winter Soldier deve esser un fan di Star Wars, visto che la cella in cui è detenuto Helmut Zemo è la #2187, lo stesso numero di quella in cui era imprigionata Leia sulla Morte Nera in Una nuova speranza. E gli stessi numeri erano parte del codice identificativo di stormtrooper di Finn, FN-1287.

The Falcon & The Winter Soldier: L’uomo a stelle e strisce

Il secondo episodio di The Falcon & The Winter Soldier, pur mostrando le dinamiche action di un film Marvel, non lesina aspetti emotivi e sociali importanti. È una caratteristica che sembra essere abbastanza centrale nella Fase Quattro dell’MCU, in cui le conseguenze di Avengers: Endgame e la nuova percezione della realtà viene presentata in modo sottile ma inequivocabile.

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Il mondo è andato avanti, direbbe Stephen King, ed ecco che anche gli eroi devono affrontare le conseguenze degli eventi. La scena della seduta di coppia, pur essendo divertente, è catartica, lascia emergere quelli che sono i veri problemi di Sam e Bucky, che finalmente si parlano onestamente su quelli che sono le loro paure: non essere all’altezza dello Scudo e non essere gli uomini che si vorrebbe essere.

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A questo si unisce il difficile rapporto con Walker, il nuovo Cap. Walker si presenta inizialmente in modo modesto, ma in breve vediamo emergere una personalità diversa e diametralmente opposta a quella di Rogers. I prossimi episodi di questa serie, sicuramente, ci faranno vedere qualcosa di unico, non solo una dinamica avventura ma anche una delle migliori caratterizzazioni emotive dell’MCU.

Gli episodi precedenti

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