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DRM ed equo compenso: alcuni aspetti giuridici

di Avv. Gianluigi Fioriglio
Lunedì 10 dicembre 2007
DRM "Digital Rights Management" ed equo compenso: ecco gli aspetti giuridici.

Introduzione

I sistemi di "Digital Rights Management" (DRM), in linea generale, consentono ai titolari di diritti d'autore di distribuire contenuti digitali di qualsiasi tipo in maniera sicura attraverso tecnologie informatiche per impedirne eventuali utilizzi illeciti. Di norma essi vengono adoperati soprattutto nel settore dell'intrattenimento, per cui su molti CD audio o film su DVD sono presenti simili sistemi, spesso superabili grazie ad appositi software (da ultimo è stata "abbattuta" anche la protezione BD+).

Ovviamente, la liceità di un sistema di DRM deve essere valutata alla luce del quadro giuridico, che in Italia trova il riferimento principale nella legge sul diritto d'autore (l. 633/41). Essa è stata fortemente modificata negli anni, sia per iniziativa autonoma del legislatore italiano sia per recepire norme extranazionali. Il risultato è una normativa confusa, che pone numerosi problemi interpretativi, come nel caso dei DRM, nel cui ambito oltretutto si registra un notevole squilibrio a favore dei titolari dei diritti d'autore. Purtroppo, però, anche se una legge è inadeguata o fatta male, deve essere rispettata da tutti: giudici e avvocati possono solo interpretarla, ma non stravolgerla e adattarla alle esigenze reali della società. Questo compito spetta al legislatore.

Ciò premesso, la tematica dei DRM è, intuitivamente, molto complessa anche dal punto di vista giuridico e qui si può solo fornire un quadro molto generale: per approfondimenti è possibile consultare numerosi testi in materia.

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Commenti dei lettori (11)
Trovati 11 commenti -  Mostrati da 1 a 10 - Pagina: 1 2
Commento di maxdelay pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 14:47
Ma perchè in Italia esistono leggi non interpretative?
Ormai è tutto così...
Commento di actam pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 14:54
Domanda: Il diritto a creare una copia di riserva mi autorizza a creare una copia "superando" eventuali algoritmi di protezione?
Es:
DVD --> DVD "sprotetto"
CD protetto --> lista di mp3
CD gioco protetto --> immagine ISO che mi garantisce di non graffiare in supporto originale?
Commento di stagedsm9 pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 14:57
ed ecco a voi l'ITALIA! il paese delle banane, dove, tanto per ri-citarne una, i condannati in via DEFINITIVA a una o piu' sanzioni PENALI sono in Parlamento a legiferare o fare proposte di legge. Ahahah... ma siamo sicuri che ci sia da ridere?! a chi dare il compito di riformare queste leggi sui DRM? ai vecchietti che non sanno neanche cosa significa masterizzare? mah....
Commento di Horn pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 15:30
Se fossi in parlamento il DRM lo abolirei, anzi lo vieterei.
Commento di crys0000 pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 17:30

 Originariamente inviata da maxdelay

Ma perchè in Italia esistono leggi non interpretative?
Ormai è tutto così...



In realtà tutte le leggi sono soggette ad interpretazione da parte dei giudici e dei guiristi, ma l'interpretazione per definizione può solo riguardare quello che nel testo della legge non è regolato o non è chiaro; altrimenti si tratterebbe di vera e propria attività legislativa, che è di competenza del parlamento.
Commento di RedRat pubblicato in data 10 dicembre 2007 alle ore 19:01
se invece di usare il DRM e prezzi folli abbassassero i costi ad un livello ONESTO, forse la pirateria calerebbe in modo drastico
Commento di MesserWolf pubblicato in data 11 dicembre 2007 alle ore 11:04
ottimo articolo...
Che tristezza le leggi italiane
Commento di schwalbe pubblicato in data 11 dicembre 2007 alle ore 12:11
Che ti aspetti...
Prendi il parlamento: da una parte c'è qualche interesse, dall'altra idem...
Commento di Giannidi54 pubblicato in data 12 dicembre 2007 alle ore 10:31

 Originariamente inviata da RedRat

se invece di usare il DRM e prezzi folli abbassassero i costi ad un livello ONESTO, forse la pirateria calerebbe in modo drastico


Commento di ierrebi pubblicato in data 12 dicembre 2007 alle ore 16:43
L'assurdo è che chi masterizza DVD/CD a livello industriale (parlo dei pirati veri), i supporti li compera all'estero o alle fiere, e lì la tassa SIAE sui supporti non esiste, quindi si rifanno con la tassa SIAE sui poveri utenti che comperano 10 DVD all'anno per salvarci magari le proprie foto, e chi pirata veramente le tasse SIAE non sa neanche che esistono. Su un DVD vergine ci sono 0.78 euro di SIAE, su eBay comperi 100 DVD Verbatim (sempre se sono originali) a 18 Euro!!!
Se io (onesto cittadino) acquisto dai distributori ufficiali (sono un rivenditore) i DVD Verbatim e li vendo con il 20% di ricarico, la campana da 25 costa 39 Euro!!!
E mi prendo pure del ladro!
Morale: non vendo CD e DVD, per scelta.
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