Introduzione
Microsoft ha deciso che Office 2010 avrà una versione online e gratuita, disponibile a chiunque voglia usarla. È questo l'annuncio del quale ci aveva informati Robert Scoble, qualche giorno fa, e che secondo lui aveva spinto Google, come contromossa, ad annunciare Chrome OS.
Non si tratta di Google che vuole coprire Microsoft o viceversa; si tratta di una nuova tappa nell'evoluzione della rete. Il cloud computing, cioè la fruizione di applicazioni e servizi tramite internet, in remoto, con Office 2010 diventerà un fenomeno noto a tutti, e probabilmente cambierà la faccia della rete e il modo in cui usiamo il computer.

Con il Cloud Computing il lavoro è affidato ad una "nuvola" di fornitori. L'utente accede e usa i servizi. Immagine Wikipedia.
Ebbene sì, il cloud computing è il futuro della rete e quello di tutti noi, che alla rete accediamo tutti i giorni, o quasi, e quotidianamente usiamo un computer per gli usi più disparati. Continueremo a fare le stesse cose, ma in un modo radicalmente diverso, le cui possibili evoluzioni sono quasi imprevedibili.
Cos'è il cloud computing
Il concetto di cloud computing è più semplice di una sua ipotetica traduzione. Fino ad oggi siamo abituati ad accendere un computer e ad avviare un programma (software) che permette la creazione e modifica di documenti, la riproduzione di musica e video, l'invio di una mail o il ritocco di una fotografia.
C'è tuttavia un grande spartiacque che tutti possono capire chiaramente: alcune attività si possono svolgere offline e altre necessitano di una connessione a Internet. Posso avviare Word e scrivere una lettera, senza dover accedere a Internet, ma se voglio inviare una mail, è necessaria una connessione al Web.

Ci sono diversi livelli che descrivono l'infrastruttura Cloud. Immagine Wikipedia.
Il cloud computing mette in discussione questo semplice concetto, e sposta online tutte, o quasi, queste attività. Questo significa che se volete scrivere una lettera, probabilmente non avvierete più Word, ma aprirete il browser e digiterete un determinato indirizzo WWW. Il cloud computing si basa sul concetto di "Web Application", vale a dire applicazione su web.
Il computer, quindi, dovrà avere solo la potenza necessaria ad eseguire Internet Explorer (o Firefox, Chrome, Safari, etc) - Quando Eric Schimdt ha detto "il browser è il computer", si riferiva esattamente a questo.
Originariamente inviata da DjMarvel
io non amo dipendere dalla rete! Soprattutto xkè la rete da noi fa schifo!
Originariamente inviata da DarkRadeon
"hardware meno costoso" ?!?!? :rotfl, per far girare un applicazione online serve hardware + performante, di una invece offline a parità di funzioni. DA SEMPRE. L'autore pensa di andare a Zelig?
Originariamente inviata da majowski86
Hardware meno costoso per l'utente finale. poi se è gratis all'utente non interessa quanto spende per l'hw chi offre il servizio..
Originariamente inviata da DarkRadeon
Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.
Originariamente inviata da DarkRadeon
Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.
Originariamente inviata da DarkRadeon
Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.