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Cloud Computing, cos'è e perché sarà il futuro

di Valerio Porcu
Mercoledì 15 luglio 2009
Con Office 2010 online, molti scopriranno il Cloud Computing. Ecco quello che ci aspetta.

Introduzione

Microsoft ha deciso che Office 2010 avrà una versione online e gratuita, disponibile a chiunque voglia usarla. È questo l'annuncio del quale ci aveva informati Robert Scoble, qualche giorno fa, e che secondo lui aveva spinto Google, come contromossa, ad annunciare Chrome OS.

Non si tratta di Google che vuole coprire Microsoft o viceversa; si tratta di una nuova tappa nell'evoluzione della rete. Il cloud computing, cioè la fruizione di applicazioni e servizi tramite internet, in remoto, con Office 2010 diventerà un fenomeno noto a tutti, e probabilmente cambierà la faccia della rete e il modo in cui usiamo il computer.


Con il Cloud Computing il lavoro è affidato ad una "nuvola" di fornitori. L'utente accede e usa i servizi. Immagine Wikipedia.

Ebbene sì, il cloud computing è il futuro della rete e quello di tutti noi, che alla rete accediamo tutti i giorni, o quasi, e quotidianamente usiamo un computer per gli usi più disparati. Continueremo a fare le stesse cose, ma in un modo radicalmente diverso, le cui possibili evoluzioni sono quasi imprevedibili.

Cos'è il cloud computing

Il concetto di cloud computing è più semplice di una sua ipotetica traduzione. Fino ad oggi siamo abituati ad accendere un computer e ad avviare un programma (software) che permette la creazione e modifica di documenti, la riproduzione di musica e video, l'invio di una mail o il ritocco di una fotografia.

C'è tuttavia un grande spartiacque che tutti possono capire chiaramente: alcune attività si possono svolgere offline e altre necessitano di una connessione a Internet. Posso avviare Word e scrivere una lettera, senza dover accedere a Internet, ma se voglio inviare una mail, è necessaria una connessione al Web.


Ci sono diversi livelli che descrivono l'infrastruttura Cloud. Immagine Wikipedia.

Il cloud computing mette in discussione questo semplice concetto, e sposta online tutte, o quasi, queste attività. Questo significa che se volete scrivere una lettera, probabilmente non avvierete più Word, ma aprirete il browser e digiterete un determinato indirizzo WWW. Il cloud computing si basa sul concetto di "Web Application", vale a dire applicazione su web.

Il computer, quindi, dovrà avere solo la potenza necessaria ad eseguire Internet Explorer (o Firefox, Chrome, Safari, etc) - Quando Eric Schimdt ha detto "il browser è il computer", si riferiva esattamente a questo.

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Commenti dei lettori (60)
Trovati 60 commenti -  Mostrati da 1 a 10 - Pagina: 1 2 3 4 5 6
Commento di DjMarvel pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:18
io non amo dipendere dalla rete! Soprattutto xkè la rete da noi fa schifo!

Commento di DarkRadeon pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:33
"hardware meno costoso" ?!?!? :rotfl, per far girare un applicazione online serve hardware + performante, di una invece offline a parità di funzioni. DA SEMPRE. L'autore pensa di andare a Zelig?
Commento di majowski86 pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:37

 Originariamente inviata da DjMarvel

io non amo dipendere dalla rete! Soprattutto xkè la rete da noi fa schifo!



Qui in italia ti do ragione, ma con una connessione stabile e decente la storia cambia..
Commento di majowski86 pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:38

 Originariamente inviata da DarkRadeon

"hardware meno costoso" ?!?!? :rotfl, per far girare un applicazione online serve hardware + performante, di una invece offline a parità di funzioni. DA SEMPRE. L'autore pensa di andare a Zelig?



Hardware meno costoso per l'utente finale. poi se è gratis all'utente non interessa quanto spende per l'hw chi offre il servizio..
Commento di pInOSX pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:38
i vantaggi sono veramente tanti... quante volte per esempio ci serviva il CV che sta nei documenti del pc di casa? invece in futuro sarà tutto online, basterà aprirlo per modificare qualche cosa, e stamparlo/inviarlo ecc ecc... io già uso google docs per avere sempre a disposizione il conto delle ore lavorate, qualche documento, il mio CV ecc ecc
Commento di DarkRadeon pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:40

 Originariamente inviata da majowski86

Hardware meno costoso per l'utente finale. poi se è gratis all'utente non interessa quanto spende per l'hw chi offre il servizio..


Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.
Commento di majowski86 pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:42

 Originariamente inviata da DarkRadeon

Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.



Si, ma esosa per chi offre il servizio.. per quanto riguarda l'utente ci puo accedere anche con un EEPC..
Commento di Valerio Porcu pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:45

 Originariamente inviata da DarkRadeon

Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.



sostieni che per accedere a google docs ci vuole un sistema più potente di quello necessario per far girare office 2007, ho capito bene?
Commento di Pikazul pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 14:46

 Originariamente inviata da DarkRadeon

Assolutamente no, a livello di risorse richeiste e a parità di funzioanlità, la versione online è più esosa.



Nel cloud computng a girare sulla macchina locale è solo l'interfaccia, a meno che non sia una webapp fatta coi piedi. A parità di caratteristiche una interfaccia scritta con tecnologie web è più esosa di una scritta in C++, chiaro, ma all'utente viene risparmiato tutto il lavoro in background. Prendi ad esempio un servizio di conversione video, tutto quello che devi far girare tu è una maschera per l'immissione dei dati, mentre il server del servizio web effettua la vera e propria transcodifica. E' a questo che si riferisce l'autore dell'articolo
Commento di axias41 pubblicato in data 15 luglio 2009 alle ore 15:01
Mah, non salverei mai i miei documenti su un server remoto di un'altra azienda privata, specialmente se si trattassero di documenti da non divulgare. Ma a quel punto per questi documenti userei applicazioni tradizionali, ma a quel punto userei applicazioni tradizionali per tutti i documenti senza dover passare da un ambiente all'altro. Senza contare nel caso dovesse cadere la connessione ad Internet.
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