Cinema e Serie TV

Le serie animate DC – La guida completa

Le serie animate DC hanno rappresentato sin dagli albori della nascita dell’animazione delle piccole gemme, dei prodigi di tecnica e adattamenti talmente riusciti da diventare cult capaci di influenzare intere generazioni guadagnandosi una propria autonomia in universi narrativi paralleli e complementari a quelli cartacei e in moltissimi casi superiori, per portata e riuscita, a quelli televisivi o cinematografici.

Vi forniamo una guida completa alle serie animate DC partendo dagli anni ’40 fino a quelle attualmente in corso tralasciando volutamente fuori da questa carrellata miniserie raccolte poi in film, special televisivi a tecnica mista e webshort/webseries che vanno per la maggiore negli ultimi anni.

Le serie animate DC – La guida completa

Le serie animate DC negli anni ’40

Superman

L’avventura dell’animazione DC inizia addirittura prima della televisione stessa con quello che è un serial cinematografico, cioè una serie di cortometraggi che venivano proiettati nei cinema prima della pellicola principale.

Siamo nel 1941 e i Fleischer Studios, lo studio di animazione più all’avanguardia dell’epoca avendo realizzato i cartoons di Betty Boop e Braccio di Ferro con la tecnica del Rotoscope ovvero il processo di ricalcare disegni di animazione da filmati live-action, vengono avvicinati dalla Paramount Pictures per realizzare i cartoons basati sui fumetti di Superman in fortissima ascesa.

Il risultato sono 17 corti assolutamente pionieristici, d’avanguardia dal punto di vista tecnico e talmente affascinanti da influenzare tutta l’animazione successiva e non solo.

Eccovi il primo corto integrale in italiano:

Alcune curiosità su questa serie di corti:

      • Il primo che avete appena visto e intitolato Superman/The Mad Scientist venne distribuito il 26 settembre 1941 e ricevette una nomination per l’Oscar al miglior cortometraggio d’animazione ai Premi Oscar 1942. Perse a favore di Porgimi la zampa, un cartone animato di Pluto prodotto dalla Walt Disney Productions e distribuito dalla RKO Radio Pictures.
      • La voce di Superman per la serie fu inizialmente fornita da Bud Collyer, che prestava la voce del protagonista anche nel serial radiofonico The Adventures of Superman. Joan Alexander fu la voce di Lois Lane, ruolo che interpretava anche alla radio accanto a Collyer. La musica per la serie venne composta da Sammy Timberg, il collaboratore musicale di lunga data dei Fleischer.
      • I Fleischer furono anche responsabili dell’abilità di volo di Superman. Quando iniziarono a lavorare sulla serie, Superman poteva solo saltare da un luogo all’altro (da cui la frase “in grado di saltare edifici alti in un solo balzo” in apertura). Ma dopo averlo visto animato ritennero che sembrasse “stupido” e decisero, con il permesso della DC, di farlo invece volare.

Le serie animate DC negli anni ’60 & ’70

Dovranno passare circa due decenni prima che la DC si riaffacci nel mondo dell’animazione e dagli inizi degli anni ’40 arriviamo alla metà degli anni ’60, periodo in cui la televisione iniziava ad organizzarsi strizzando l’occhio a pubblici diversi come quello dei bambini.

The New Adventures of Superman

The New Adventures of Superman è composta da 4 stagioni per un totale di 68 episodi da 6 minuti ciascuno. Fu realizzata dalla Filmation di  Lou Scheimer, altro leggendario studio di animazione americano, e fu un progetto senza precedenti sotto molti punti di vista.

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The New Adventures of Superman rivoluzionò il tradizionale blocco dedicato ai cartoni animati del sabato mattina statunitense con una buona dose d’azione e avventura, aspetto che attirerà non poche critiche e anche qualche censura, e fu inoltre sviluppata a stretto contatto con alcuni degli scrittori e disegnatori allora in forza all’epoca alla DC come George Kashdan, Leo Dorfman e Bob Haney oltre al leggendario Curt Swan che avrebbe curato il character design della terza stagione. Mort Weisinger, leggendario editor delle testate supermaniane dell’epoca, fu inoltre consulente durante tutta la produzione.

In The New Adventures of Superman ritorna il cast di voci storico legato alla serial radiofonico con Clayton “Bud” Collyer nei panni di Superman/Clark Kent e Joan Alexander in quelli di Lois Lane e una serie di elementi proprio della versione radiofonica come ad esempio le frasi “Up, up, and away!” e “This is a job for Superman!”. Per la prima volta debuttano in versione animata Jimmy Olsen e una serie di villain classici come Lex Luthor, Brainiac, Toyman, Prankster, Titano e Mister Mxyzptlk.

A differenza della serie Fleischer, The New Adventures of Superman non è un prodigio di tecnica, con le celle ad esempio del volo o della trasformazione di Clark in Superman che vennero riutilizzate di modo da mantenere basso il budget, inoltre i movimenti delle figure anche nelle scene d’azione erano minimi, stratagemma che divenne il marchio di fabbrica delle prime produzioni Filmation.

The Adventures of Superboy

The Adventures of Superboy è composta da 3 stagioni per un totale di 34 episodi da 6 minuti ciascuno. La serie andava in onda nello stesso blocco del sabato mattina in cui andava in onda The New Adventures of Superman e capitalizzava sulla grande popolarità della serie a fumetti in cui venivano narrate le avventure che Superboy, una versione adolescente di Clark Kent, viveva a Smallville.

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Sempre sviluppata da Filmation, con stesse tecniche e budget, The Adventures of Superboy aveva un tono più scanzonato con il protagonista accompagnato dal fido super-cane Krypto intento a combattere mostri spesso provenienti dallo spazio cercando di celare la sua identità segreta alla compagna di scuola Lana Lang.

The Superman/Aquaman Hour of Adventure 1967–68

Durante la seconda stagione di The New Adventures of Superman, DC e CBS, emittente che trasmetteva i cartoni, decisero di ampliare il blocco aggiungendo agli episodi di Superman e Superboy anche quelli con Aquaman e a rotazione quelli con altri eroi DC. Nasce così The Superman/Aquaman Hour of Adventure.

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Per The Superman/Aquaman Hour of Adventure furono prodotti 36 episodi con protagonista Aquaman (li approfondiremo nel prossimo paragrafo) e 18 episodi con protagonisti Atom, The Flash e Kid Flash, Green Lantern, Hawkman, la Justice League of America (Atom, The Flash, Green Lantern, Hawkman, Aquaman e Superman) i Teen Titans (Speedy, Kid Flash, Wonder Girl e Aqualad).

I nuovi episodi di The Superman/Aquaman Hour of Adventure furono sviluppati sempre da Bob Haney e George Kashdan con Mort Weisinger a fare da supervisore. Il successo fu strepitoso e Filmation mise in cantiere altri episodi con protagonisti Metamorpho, Plastic Man e Wonder Woman ma il budget fu presto dirottato su Batman: CBS infatti acquisì i diritti per l’animazione del personaggio sulla scia del successo della serie TV della ABC, il celebre Batman con Adam West.

Aquaman

Nel 1968 DC e CBS ripropongono gli episodi l’anno prima con protagonista Aquaman come serie a sé stante questo perché l’attenzione e le forze si erano già inevitabilmente spostati sulla realizzazione dei nuovi episodi dedicati a Batman.

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Nell’immaginario collettivo della cultura pop, Aquaman come personaggio buffo, inutile ed impacciato è derivato da questa serie che inevitabilmente gioca con i cliché del Re dei Mari e dei suoi poteri. La telepatia per controllare i pesci, il cavalcare un enorme cavalluccio marino e plot chiaramente influenzati dall’epoca smorzano purtroppo qualche buona intuizione. Se vi definite fan di Aquaman non potete non recuperare questa serie!

The Batman/Superman Hour

L’esordio animato per Batman avviene quindi nel 1968 in The Batman/Superman Hour. La formula, episodi da 6 minuti per un totale di 34, e la realizzazione tecnica sono sempre gli stessi delle precedenti interazioni Filmation. La differenza evidente sta nell’influenza giocata dalla serie televisiva di qualche anno prima.

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Pur con la presenza di molti villain, ritornati ad un aspetto più vicino a quelle delle loro controparti fumettistiche, come Joker, Penguin, Riddler, Catwoman, Mr. Freeze, Scarecrow e Mad Hatter, la serie è profondamente influenzata sia nell’estetica che nei plot dal tono campy della serie televisiva.

Da segnalare fra gli sceneggiatori anche Bob Kane, Jerry Robinson, Joe Shuster, Jerry Siegel che dall’alto delle loro esperienza tentano di arginare la deriva “comica” del personaggio; da segnalare anche l’esordio in veste di doppiatori di Olan Soule e Casey Kasem nei panni di Batman e Robin rispettivamente, ruolo che riprenderanno più volte negli anni a venire.

Gli episodi, come accaduto per Aquaman, verranno riproposti l’anno successivo come serie a sé stante con il titolo The Adventures of Batman with Robin The Boy Wonder.

Super Friends

Dalla CBS e dalla Filmation, DC espande la sua programmazione alla ABC – su era andato in onda Batman con Adam West e andrà in onda poi Wonder Woman con Linda Carter – decidendo di far sviluppare una nuova serie ispirata alla Justice League of America alla blasonata Hanna-Barbera che prese il nome di Super Friends.

Eccovi la mitica sigla di apertura:

Con un character design più al passo con i tempi e una squadra formata da Superman, Batman e Robin, Wonder Woman e Aquaman, a cui si aggiungevano in ogni episodio diversi eroi ospiti, la serie fu un successo clamoroso tanto che alla fine della sua programmazione l’emittente fu costretta a rimandare in onda i 16 episodi, del blocco da 60 minuti ciascuno che componevano la serie, ad intervalli regolari fino al 1977 quando venne sviluppata una seconda serie.

Super Friends riusciva ad unire l’aspetto classicamente supereroistico, fra gli sceneggiatori della serie anche Jack Cole, Gardner Fox, Mort Weisinger, con temi attuali per l’epoca come l’ecologismo. Hanna-Barbera inoltre, forte della sua esperienza, aveva dato alla serie un taglio molto action smorzato dalla presenza delle mascotte Marv, Wendy e Wonder Dog, secondo un cliché molto in voga all’epoca vedasi il successo di Scooby Doo, che aveva convinto tanto i piccoli spettatori quanto i genitori.

The New Adventures of Batman

DC, Filmation e CBS tuttavia non avevano ancora concluso la loro collaborazione e tornarono alla carica nel 1977 con The New Adventures of Batman. Si tratta di 16 episodi da 25 minuti ciascuno in cui Batman e Robin affrontano la loro iconica galleria di nemici.

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Con il fiato sul collo causato dalla concorrenza di Hanna-Barbera ed il successo di Super Friends, Filmation cambia approccio migliorando le animazioni e ispirandosi, per il design, non più alla serie televisiva del ’66 ma all’estetica del disegnatore Dick Sprang. Il colpaccio inoltre è il ritorno di Adam West e Burt Ward dalla serie TV per doppiare Batman e Robin!

Il riscontro di The New Adventures of Batman non è quello sperato. La serie cerca di strizzare l’occhio alla formula della concorrenza introducendo la mascotte Bat-mite che smorza, anche troppo, alcune sceneggiature un po’ più “dark” ma che diventeranno poi cult e influenzeranno per esempio Paul Dini e Bruce Timm per la loro seminale Batman The Animated Series.

The All-New Super Friends Hour

Con l’incredibile successo riscosso da Super Friends e la DC che rompeva definitivamente la collaborazione con Filmation, nel 1977 Hanna-Barbera sviluppa The All-New Super Friends Hour, la seconda serie del franchise Super Friends.

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La line-up è la stessa ed è composta da Superman, Batman e Robin, Wonder Woman e Aquaman mentre Wendy, Marv e Wonder Dog vengono sostituiti da Zan e Jayna – i Wonder Twins – e dalla loro scimmia Gleek.

La fortunata formula, anche in termini di realizzazione tecnica, del 1973 viene semplicemente aggiornata al 1977. Vengono prodotti 15 episodi totali per il blocco da 60 minuti ciascuno: ritorna la parte “socialmente utile” del cartone con le “morali” a fine episodio e le avventure dei Wonder Twins legate soprattutto a problemi legati all’adolescenza. Anche in The All-New Super Friends Hour gli eroi regolari fanno coppia spesso con eroi ospiti fra cui spiccano le nuove creazioni, pensate per aumentare la diversità della serie, ovvero Black Vulcan, Apache Chief e Samurai.

Challenge of the Super Friends

Il successo dei Super Friends pare inarrestabile e Hanna-Barbera nel 1978 produce 16 nuovi episodi dal titolo Challenge of the Super Friends.

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Formula inalterata se non per il roster dei Super Friends che si amplia e accoglie in pianta stabile The Flash e Green Lantern, così come la realizzazione tecnica solida ma che inizia a dimostrare qualche incertezza. L’unica aggiunta, e non da poco, è quella della introduzione ufficiale della Legion of Doom (divenuta nuovamente popolare in tempi recenti proprio sulle pagine di Justice League) composta da Lex Luthor, Solomon Grundy, Sinestro, Black Manta, The Cheetah, Giganta, The Scarecrow, The Toyman, The Riddler, Bizarro, Brainiac, Captain Cold e Gorilla Grodd.

Per la prima volta i villain DC fanno il loro ingresso ufficiale nell’universo dei Super Friends ordendo pericolose trame dal loro quartier generale mobile, la Hall of Doom, che ricorda vagamente il casco di Darth Vader.

The Plastic Man Comedy/Adventure Show

Rimpolpando il loro fruttuoso blocco del sabato mattina DC e ABC fanno sviluppare nel 1979 alla neonata Ruby-Spears (fondata da due esuli di Hanna-Barbera) una serie diametralmente opposta ai Super Friends e dal tono decisamente più comico: The Plastic Man Comedy/Adventure Show.

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La serie, che sarà composta da un totale di 35 episodi, avrà un discreto riscontro ma la formula che ricalcava pericolosamente quella di Scooby-Doo, Where Are You! e la concorrenza spietata dei Super Friends la farà scivolare lentamente ma inesorabilmente verso l’oblio complice anche un personaggio tutt’altro che sulla cresta dell’onda.

The World’s Greatest Super Friends

Nel 1979 vengono prodotti altri 8 episodi del franchise dei Super Friends con il titolo The World’s Greatest Super Friends.

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Gli anni ’70 per le serie animate DC si chiudono forse con la serie meno riuscita dei Super Friends. In alcuni episodi infatti gli eroi sono relegati spesso in secondo piano inoltre le trame prendono ispirazione a piene mani dal folklore, dal fantasy (un episodio “Lord of Middle Earth” ambientato addirittura nella Terra di Mezzo!) e dalla situazione politica dell’epoca.

Le serie animate DC negli anni ’80

Super Friends

Le serie animate DC iniziano il decennio ’80 nel segno della continuità e quindi con una nuova interazione dei Super Friends con 22 nuovi episodi spalmati in tre stagioni a partire dal 1980. Questa è sicuramente l’incarnazione meno fortunata del franchise. 

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La seconda stagione, quella andata in onda nel 1981-1982, fu “tagliata” per colpa di uno sciopero degli sceneggiatori e l’anno successivo addirittura i nuovi episodi previsti non andarono in onda! Nacque la leggenda della così detta “Lost Season”. In realtà gli episodi furono trasmessi ma solo quando la stagione entrò in syndication ovvero quando terminata la prima visione sul canale ABC gli episodi veniva passati e trasmessi da varie emittenti locali.

Anche la formula iniziava a scricchiolare e questa versione dei Super Friends si salva solo grazie a qualche episodio che attinge a piene mani dal materiale fumettistico originale.

The Kid Super Power Hour with Shazam!

Così come accaduto nel decennio precedente, nel momento di stanca fra il 1981 e il 1982, DC cerca di espandere la sua presenza e si assicura un nuovo blocco del sabato mattina sul canale NBC. Nasce così The Kid Super Power Hour with Shazam!: un’ora in cui si alternavano segmenti live action con i cartoni animati.

Per i cartoni animati DC si rivolse a Filmation e in tutto furono prodotti 12 episodi. La realizzazione tecnica è solida, seppure un po’ datata, e pur ottenendo una nomination come Best Children’s Television Series nel 1982 la serie non raccolse un successo tale da poter essere rinnovata.

Super Friends: The Legendary Super Powers Show

Nel 1984, DC deve rinnovare giocoforza il suo franchise animato per eccellenza, i Super Friends, dopo il mezzo passo falso degli episodi andati in onda fra il 1980 e il 1983. Nasce così Super Friends: The Legendary Super Powers Show. Cambia la formula con 8 episodi da 30 minuti con due storie all’interno e cambia anche il cast: via Aquaman e The Flash e minor spazio ai Wonder Twins che vengono rimpiazzati da Firestorm. Cambiano anche i villain che ora sono capeggiati da Darkseid.

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Si tratta della prima serie animata DC ad essere sviluppata per accompagnare una linea di giocattoli, i mitici Super Powers della Kenner, e infatti il character design e il tono della serie cerca di amalgamarsi con quello dei minicomics che venivano venduti insieme alle action figures.

Ritornano inoltre a scrivere la serie alcune penne provenienti dai fumetti come Gerry Conway, Al Milgrom e John Semper oltre ai veterani William M. Marston, Joe Shuster e Jerry Siegel. Torna a doppiare Batman anche il mitico Adam West mentre a Wonder Woman viene rifatto il look avvicinandolo a quello della serie TV di qualche anno prima.

The Super Powers Team: Galactic Guardians

DC, Hanna-Barbera e ABC avevano fatto nuovamente centro e, grazie alla spinta della linea di action figures, i Super Friends erano nuovamente sulla cresta dell’onda. Nel 1985 per rafforzare ancora di più la sinergia fra serie animata e action figures vengono prodotti altri nuovi 8 episodi in cui la serie viene prontamente rinominata The Super Powers Team: Galactic Guardians.

La formula è identica a quella della serie precedente, il cast viene ancora di più scelto in base alle esigenze del merchandise sia per quanto riguarda i villain che gli eroi. Vengono totalmente eliminati i Wonder Twins in favore di Firestorm e Cyborg molto popolari all’epoca.

Dal punto di vista del character design, quest’ultima serie dei Super Friends è forse la migliore in assoluto complice lo zampino di un maestro assoluto come José Luis García-López che nel 1982 compilò una guida di stile per disegnare i personaggi DC rimasta “in vigore” fino ad una quindicina di anni fa.

Dopo 12 anni il franchise dei Super Friends chiude la sua corsa con una nota decisamente positiva.

Superman

DC sfrutterà la coda lunghissima del successo dei Super Friends anche nel pieno della rivoluzione che contrassegnerà la sua proposta a fumetti con il rilancio Crisi sulle Terre Infinite. Azzerato e fatto ripartire l’universo a fumetti, nel 1988 il tempo è maturo per una nuova serie animata ed il progetto è ambizioso: DC trova in Ruby-Spears e nel canale CBS i partner giusti per realizzare la terza serie animata dedicata al suo personaggio più importante, Superman.

Come dicevamo il progetto è ambizioso perché la serie si ispira al rilancio fumettistico attuato da John Byrne pochi anni prima e vengono chiamati a capo del progetto Marv Wolfman e Martin Pasko per quanto riguarda le sceneggiature ed il leggendario Gil Kane per il character design.

Il risultato è una serie fresca, dalle animazioni all’avanguardia, rispettosa del mito supermaniano, con tanto di tema del film riarrangiato per la sigla di apertura, ma con un occhio rivolto all’evoluzione in atto sulle serie a fumetti.

Vengono prodotti 13 episodi da 30 minuti ma purtroppo il riscontro di critica e pubblico è bassissimo forse anche per colpo della totale assenza di merchandise correlato alla serie così come lo fu quello della serie gemella live action Superboy che pure durò 4 stagioni. Entrambi i prodotti dovettero infatti convivere con la cattiva nomea causata dagli ultimi due film della saga con Christopher Reeves, nomea che purtroppo penalizzò i due prodotti.

Le serie animate DC negli anni ’90

Swamp Thing

Gli anni ’90 per le serie animate DC non iniziano nel modo più incoraggiante. Sin dal 1982 DC aveva cercato di spingere Swamp Thing ovvero il suo personaggio horror per eccellenza. Prima il film di Wes Craven, poi il suo sequel nel 1989 (con Heather Locklear nei panni di Abby Arcane) e la serie TV ad esso collegata ebbero una ricezione a dir poco disastrosa.

Forte di un contratto con l’azienda di giocattoli Kenner e cavalcando la moda lanciata da Teenage Mutant Ninja Turtles, nel 1990 DC DIC Entertainment realizzano Swamp Thing: una serie animata dai toni horror e splatter con mostri e creature varie mai troppo cupa e infarcita di messaggi ecologici.

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Vennero prodotti solo 5 episodi della serie animata che non si ispirava, se non marginalmente, a nessuna interazione fumettistica del personaggio, e che vennero trasmessi solo in syndication e in Canada. Dal punto di vista dell’investimento Swamp Thing fu uno degli insuccessi più pesanti della DC. Si dice che Kenner avesse investito oltre 6 milioni di dollari fra action figures, merchandise e videogame omonimo uscito per NES e Gameboy: l’investimento non fu mai recuperato.

Una curiosità da segnalare è legata al packaging delle action figures che fu realizzato dal disegnatore Alfredo Alcala.

Batman: The Animated Series

Agli inizi degli anni ’90 in casa DC e Warner Bros. avviene una importante svolta corroborata da Steven Spielberg e dall’incredibile successo del Batman di Tim Burton che si apprestava a tornare al cinema. La produzione delle serie animate viene spostata internamente e il primo progetto legato ai personaggi DC che viene commissionato è una nuova serie animata con protagonista Batman.

Il risultato è la seminale Batman: The Animated Series. Eccovi la sua incredibile sequenza di apertura:

Alla base della realizzazione di Batman: The Animated Series c’è la convinzione, per la prima volta, di voler realizzare una serie animata dal tono più serio. L’ispirazione è rappresentata quindi dalla serie realizzata dai Fleischer Studios con protagonista Superman mentre il character design riprende certi stilemi di Dick Sprang influente disegnatore batmaniano degli anni ’40.

Il risultato è una serie oscura, raffinata per l’estetica, capace di introdurre all’interno del mito batmaniano una serie di nuovi personaggi che entreranno nell’immaginario comune come per esempio Harley Quinn. I temi sono molto adulti scavando nella psicologia e nel trauma di Bruce Wayne divenuto Batman mentre le sceneggiature sono ricche di pathos e azione ispirandosi più ad un certa letteratura pulp e noir che alle serie a fumetti che venivano pubblicate all’epoca.

Grande lavoro viene fatto sui villain, memorabile quello su Mr Freeze ridisegnato per la serie da Mike Mignola, e azzeccatissimo il cast vocale basti citare Kevin Conroy nei panni di Batman (lo sarà per almeno i due decenni successivi) e Mark Hammill in quelli di Joker.

Sono due i nomi più importanti dietro Batman: The Animated Series ovvero Bruce Timm, che da qui in poi influenzerà tutta l’animazione supererostica successiva, e Paul Dini. La serie partita nel 1992 verrà trasmessa fino al 1995 per un totale di 85 episodi più due film. Arriverà anche in Italia con grandissimo successo.

A oggi Batman: The Animated Series rimane la migliore serie animata sui supereroi mai realizzata. Potete riscoprire la nascita della serie in questo documentario gratuito.

Superman: The Animated Series

Nel 1996, dopo il clamoroso successo di critica e pubblico di Batman: The Animated Series, DC e Warner Bros. ci riprovano e chiedono sempre a Bruce Timm di sviluppare una nuova serie animata con protagonista Superman. Le prime prove di Timm sono fortemente influenzate dall’estetica dei Fleischer Studios ma alla fine si opta per un stile che rilegge quello usato qualche anno prima per Batman trasformando l’Art Deco e l’oscurità di quella serie nel futuristico Ocean Liner Deco e in un fantascienza dal sapore Silver Age.

Nasce così Superman: The Animated Series che debutta nel 1996 per un totale di 54 episodi divisi in 3 stagioni, le prime due arrivate anche in Italia nel 1998 su Rete4 e la terza nel 2009 su Italia1.

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Come coordinate Superman: The Animated Series utilizza l’approccio visto nel rilancio fumettistico di John Byrne a meta anni ’80 fondendolo con quello delle pellicole di Richard Donner. Il risultato è una serie ricchissima d’azione in cui viene reintrodotta tutta la vasta galleria di nemici supermaniani ma si paga anche dazio alla più vasta tradizione DC: non solo viene introdotto il Quarto Mondo e Darkseid, creazioni fondamentali di Jack Kirby, ma quello che caratterizza la serie sono una serie di cammei di alcuni eroi come Wonder Woman, The Flash, Green Lantern, Martian Manhunter e Hawkgirl preludio a qualcosa di incredibile che avverrà qualche anno dopo.

Se vi ritenete fan dell’Azzurrone non potete non recuperare Superman: The Animated Series.

The New Batman Adventures

Il successo di critica e pubblico di Batman: The Animated Series fu tale da generare una vera e propria batmania parallela e capace di rivaleggiare con quella scatenata dai film di Tim Burton. La serie fu declinata in giocattoli, videogiochi e merchandise di qualsiasi tipo così nel 1997 fu chiesto a Bruce Timm e Paul Dini di scrivere un sequel nacque così The New Batman Adventures che durò 24 episodi divisi in due stagioni più un film.

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Utilizzando come canovaccio la prima serie, e forti dell’esperienza con Superman: The Animated Series, The New Batman Adventures ha delle nuove animazioni e un character design aggiornato (Batman abbandona il simbolo sul petto con sfondo giallo in favore di un pipistrello stilizzato stile Anno Uno) con qualche scelta decisamente più personale ed inusuale degli animatori per i villain.

Anche tematicamente la serie si discosta un po’ dalla serie originale. Non è più Batman l’unico perno della serie ma l’attenzione si sposta anche alla sua bat-famiglia, nello specifico Batgirl, il nuovo Robin Tim Drake e Nightwing ovvero Dick Grayson che aveva abbandonato i panni di Robin.

La serie è generosa ma non riesce a raggiungere i livelli dell’originale a causa anche di qualche sceneggiatura non proprio puntuale e qualche libertà di troppo in fase di scrittura.

Batman Beyond 1999–2001

Bruce Timm, Paul Dini e Alan Burnett (altro storico produttore dell’animazione DC) concludono la loro “trilogia” animata su Batman nel 1999 con un progetto ambiziosissimo: Batman Beyond. 

Batman Beyond è composta da 52 (più un film) divisi in tre stagioni ed è ambientata a Neo Gotham nel 2039. In questa futuristica versione della città, il giovane Terry McGinnis soccorre da una banda nota come Jokerz un uomo: si tratta di Bruce Wayne. Un Bruce provato e stanco di cui Terry scopre il più recondito segreto: in passato è stato Batman.

Dopo che suo padre viene assassinato, Terry ruba una batsuit sperimentale cercando vendetta. Fra due si instaura così un inedito rapporto di mentore e allievo.

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Batman Beyond rappresenta un piccolo cult con agguerrita schiera di appassionati. Timm, Dini e Burnett danno libero sfogo alla loro vena artistica sia dal punto di vista dell’estetica che dell’ambientazione e del character design, iconica è la batsuit completamente nera con un pipistrello rosso di Terry, in cui è completamente nuova, o quasi, la galleria di villain e comprimari.

Dal punto di vista dell’animazioni, come iniziato ad accadere da qualche tempo, sono studi esterni in Giappone e Hong Kong a curarle aspetto che dà un taglio decisamente più aggressivo alla serie.

Le serie animate DC negli anni 2000

Static Shock

Gli anni ’90 contribuiscono a rendere l’animazione DC e Warner Bros. lo standard per tutte le produzioni e il successo di Batman: The Animated Series e Superman: The Animated Series permette agli studios di osare qualcosa in più soprattutto in termini contenutistici.

Il nuovo millennio infatti si apre con Static Shock, serie basata sull’omonimo personaggio Milestone, che segna una prima assoluta: un personaggio di colore è protagonista di una serie animata. A sviluppare la serie, 52 episodi suddivisi in 4 stagioni, è uno dei fondatori della Milestone (etichetta editoriale della DC che comprendeva solo autori e personaggi afroamericani e/o appartenenti a minoranze) ovvero Dwayne McDuffie.

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A seguito dell’esposizione ad un gas mutageno, il quattordicenne Virgil Hawkins ottiene poteri elettromagnetici assumendo l’identità di Static per combattere il crimine. Static Shock ha il grande merito di affrontare di petto alcuni temi socialmente rilevanti, così come fatto dai fumetti Milestone qualche anno prima, ma lotterà sempre durante le sue 4 stagioni con ascolti altalenanti, una realizzazione tecnica non sempre all’altezza e l’ombra ingombrante dell’eroe teenager per antonomasia Spider-man.

Static Shock rimane un cult da riscoprire soprattutto oggi.

The Zeta Project

DC e Warner Bros. provano a capitalizzare sul cult Batman Beyond, lanciando nel 2001 la serie spin-off The Zeta Project sviluppata da Robert Goodman.

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L’androide Zeta, costruito per commettere omicidi sotto copertura per l’NSA, acquista coscienza di sé quando scopre che uno dei suoi obbiettivi è innocente. Inizierà così la fuga dall’NSA stessa aiutato dalla quindicenne Rosalie “Ro” Rowan.

La serie durerà 26 episodi divisi in due stagioni e la ricezione sarà povera. La serie tecnicamente voleva trattare il tema della non-violenza ma le modalità utilizzate sembrano quelle di una serie vecchia di almeno due decenni precedenti in più dal punto di vista tecnico le animazioni non erano all’altezza degli altri prodotti dell’epoca.

Justice League

Con il cult Static Shock ancora in onda e The Zeta Project che faticava, DC e Warner Bros. decidono sempre nel 2001 di tornare da Bruce Timm. Nasce così uno dei progetti animati più ambiziosi di sempre: Justice League.

La serie durerà 52 episodi ripartiti in 2 stagioni e l’approccio è lo stesso che portò alla nascita di Batman: The Animated Series e Superman: The Animated Series ovvero rimodernare un classico dell’animazione DC, in questo caso il franchise dei Super Friends con taglio maturo e moderno.

I semi di Justice League erano stati già gettati in Superman: The Animated Series e in The New Batman Adventures in cui si era sperimentata la formula dei team-up fra eroi introducendo numerosi personaggi e villain. Le due stagioni raccolsero un ampio consenso di critica e pubblico ma la formula era ancora legata a stilemi passati cosa che Timm e la sua squadra volevano eliminare riuscendoci solo di lì a qualche anno.

La serie inizierà a generare, come accaduto per Batman e Superman, un ricco indotto di merchandise.

Justice League rimane un recupero fondamentale per qualsiasi fan DC che si rispetti.

Teen Titans

Nel 2003, mentre Justice League terminava la sua corsa, debutta Teen Titans ovvero la serie con protagonista il gruppo di eroi teenager per antonomasia dell’Universo DC sviluppata da Glen Murakami e Sam Register. La serie è composta da 65 episodi, più un film, divisi in 5 stagioni.

Dopo molti anni il character design cambia drasticamente così come le animazioni. Il tutto diventa meno realistico e influenzato dai maestri dell’animazione degli anni ’60 e ’70 strizzando invece l’occhio agli anime provenienti dall’oriente.

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Anche contenutisticamente il ritmo è più alto, i protagonisti Cyborg, Robin, Beast Boy, Starfire e Raven non dismettono mai i panni degli eroi, e l’azione è frenetica. La formula è assolutamente vincente: rimaneggiare la lunga gestione fumettistica degli anni ’80 di Wolfman e Perez adattandola quasi pedissequamente ad un contesto animato. Ecco quindi che nella prima stagione viene introdotto il villain Slade (Deathstroke) a caccia di Robin; nella seconda viene adattata il celebre arco narrativo Judas Contract; nella terza Cyborg deve affrontare l’H.I.V.E. e Fratello Sangue; nella quarta Raven deve affrontare il padre, il demone Trigon; nella quinta infine Beast Boy deve affrontare la Brotherhood of Evil.

Il taglio tutto azione e battute ad effetto, il celebre Booyah di Cyborg nasce qui, e il tono leggermente più leggero ma assolutamente non comico sancisco il successo di Teen Titans che riuscirà anche a generare un discreto indotto di merchandise.

Justice League Unlimited

Nel 2004 dopo aver realizzato due solide stagioni, Bruce Timm rilancia Justice League con il titolo Justice League Unlimited realizzando una delle migliori serie animate di tutti i tempi e sicuramente una delle migliori 3 targate DC.

La formula si fa più asciutta – 39 episodi ripartiti in tre stagioni – il character design più solido e contenutisticamente grande spazio all’azione che rompe le barriere diventando spesso multiversale e attingendo a piene mani dalla grande tradizione e dalle grandi storie fumettistiche.

Non solo gli eroi principali ma anche tanti altri eroi più o meno noti fanno la loro comparsa in episodi al fulmicotone che sono una vera e propria festa per i fan DC più incalliti. Quello che colpisce di Justice League Unlimited è il carattere ecumenico, la capacità di dare un senso di inclusione dell’Universo DC con trame ad ampio respiro capaci di muoversi con scioltezza da ambientazioni spaziali a urbane a mistiche e horror.

Un successo clamoroso di critica e pubblico. Un recupero assolutamente imprescindibile.

The Batman

Nel 2004 DC e Warner Bros. provano a rilanciare il loro cavallo di battaglia animato, e non solo, ovvero Batman. Debutta così The Batman che durerà 65 episodi, più un film, ripartiti in 5 stagioni. La serie viene sviluppata con lo stesso approccio di Teen Titans ed infatti compaiono fra i produttori anche Sam Register e Glen Murakami oltre che Duane Capizzi e Michael Goguen.

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Pur fortemente influenzata da Batman: The Animated Series, The Batman si ritaglia la propria continuity e un taglio più “sperimentale” sia tecnicamente che contenutisticamente. Il grande Jeff Matsuda cura il character design ancora una volta influenzato, così come le animazioni, da una certa produzione orientale che si concede anche il lusso di rivisitare completamente alcuni villain come Il Pinguino, L’Enigmista e soprattutto Joker che assomiglia moltissimo a Blanka, il personaggio del videogioco Street Fighter, ed è doppiato per la prima volta assoluta da un attore di colore.

Contenutisticamente invece la serie si allontana dai toni noir e introspettivi di Batman: The Animated Series cercando maggiormente l’azione anche con l’utilizzo di villain meno noti. Oltre che da Robin, Batman godrà anche dell’aiuto di Batgirl nel corso della serie.

The Batman ottiene un ottimo riscontro di critica vincendo numerosi premi ma non fa breccia nel cuore dei fan. C’è da dire che le prime 3 stagioni sono davvero ottime e meritano un recupero, le ultime due invece risentono di un calo qualitativo anche a livello di scrittura.

Krypto the Superdog

Nel 2005 DC e Warner Bros. provano a strizzare l’occhio al pubblico dei più giovani realizzando Krypto the Superdog, serie sviluppata da Paul Dini e Alan Burnett, con protagonista il supercane di Superman e che durerà 39 episodi divisi in 2 stagioni.

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Krypto the Superdog attinge da una certa tradizione fumettistica degli anni ’50 e ’60, momento in cui quasi tutti gli eroi avevano degli animali come sidekicks, che infatti compaiono alla spicciolata nella serie. Tecnicamente, sia dal punto di vista del character design che delle animazioni la serie paga dazio ai classici Hanna-Barbera, e a Scooby-Doo in particolare, risultando gradevole e dal tono leggero.

Ideale da recuperare se avete figli, nipoti o cuginetti in età scolare o pre-scolare.

Legion of Super Heroes

Sulla scia del successo di Justice League Unlimited e memore del successo della fantascientifica Batman Beyond, nel 2006 DC e Warner Bros. fanno debuttare Legion of Super Heroes che, nei piani originali, avrebbe accompagnato l’uscita al cinema di Superman Returns. La serie viene sviluppata da Amy Wolfram e da James Tucker, che aveva già lavorato a Justice League Unlimited, e sin dalle prime sequenze si dimostra ben diversa sia da Justice League Unlimited, con cui non ha alcun collegamento, sia con il film di Bryan Singer.

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Dal punto di vista del character design l’approccio è quello di Teen Titans e The Batman ma si accentua una certa stilizzazione con anatomie meno realistiche e tratti somatici di alcuni personaggi molto marcati.

Contenutisticamente invece Legion of Super Heroes attinge a piene mani dalla ricca tradizione fumettistica del gruppo di eroi provenienti dal futuro mostrando come il giovane Superman si unisca a loro nel pieno della tradizione pre-Crisi sulle Terre Infinite. La serie sfortunatamente durerà solo 26 episodi ovvero due stagioni, con la seconda dal taglio molto maturo, a causa dello scarso riscontro di critica e pubblico.

Legion of Super Heroes è davvero un piccolo cult, molto rispettosa della tradizione fumettistica, e costituisce una introduzione facile e diretta al suo ricchissimo e spesso complicato mondo.

Batman: The Brave and the Bold

Dopo l’esperimento riuscito solo a metà di The Batman, DC e Warner Bros. cambiano approccio e nel 2008 lanciano Batman: The Brave and the Bold. Sviluppata da James Tucker e Sam Register la serie è fortemente influenzata dall’estetica degli anni ’60 e dal Batman della serie TV con Adam West: ecco spiegato il tono decisamente più leggero rispetto alle altre serie precedenti e la formula più asciutta con la maggior parte degli episodi che sono auto-conclusivi.

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Batman: The Brave and the Bold deve il suo nome, e l’impostazione dei suoi episodi, all’omonima testata che ebbe un discreto successo fra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 in cui Batman faceva squadra con un altro eroe. Il character design abbandona qualsiasi velleità di realismo optando per uno stile fortemente stilizzato e caricaturale che paga dazio ancora una volta ad una certa produzione animata anni ’70 targata Hanna-Barbera.

La serie è composta da 65 episodi, più un film crossover con Scooby-Doo, divisi in 3 stagione. Batman: The Brave and the Bold ebbe un discreto riscontro di pubblico, soprattutto fra i più giovani, e critica generando un discreto indotto di merchandise ma come accaduto precedentemente non è riuscita a scalzare Batman: The Animated Series nelle preferenze dei fan.

C’è da dire che la serie ha una qualità, dal punto di vista delle sceneggiature, un po’ altalenante con ottimi episodi che si alternano a meri riempitivi in cui il taglio comico prevale un po’ su tutto il resto.

Green Lantern: The Animated Series

A metà anni 2000 la produzione fumettistica DC è monopolizzata da un solo grande autore, Geoff Johns, e da un solo grande personaggio, Green Lantern. Peccato che non si riesca a traslare i successi cartacei né al cinema, con il disastroso Green Lantern con Ryan Reynolds, né in versione animata con una delle più deludenti serie mai prodotte da Warner Bros. e DC ovvero Green Lantern: The Animated Series del 2011.

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Warner Bros. e DC fanno le cose in grande e richiamano Bruce Timm per sviluppare la serie che convince gli studios a realizzare la prima serie animata in CGI. Il risultato è povero tecnicamente con il character design tipico delle produzioni di Timm sprecato su fondali minimali e animazioni legnose che, anziché aiutare a portare sullo schermo le incredibili battaglie a suon di costrutti dell’anello del potere, appesantiscono una serie di sceneggiature senza mordente e che inspiegabilmente solo marginalmente attingono dal ricco materiale fumettistico a disposizione.

Green Lantern: The Animated Series dura solo 26 episodi, una stagione, raccogliendo praticamente solo critiche.

Beware the Batman

Warner Bros. e DC non demordono e dopo la fine di Batman: The Brave and the Bold, decidono di sviluppare una nuova serie con protagonista Batman, dal tono più serio, e completamente in CGI. Nel 2013 debutta quindi Beware the Batman sviluppata da Sam Register e Glen Murakami.

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Beware the Batman cerca di rinnovare la narrazione batmaniana attingendo esteticamente e contenutisticamente da materiale più recente. Compaiono alcuni villain relativamente nuovi come il Professor Pyg mentre Alfred è un ex-agente segreto; il sidekick scelto per Batman inoltre è l’eroina Katana pagando dazio alla serie degli anni ’80 Batman and The Outsiders.

L’accoglienza è tiepidissima, la critica impietosa. Beware the Batman viene bocciata e la sua trasmissione bloccata. Non funziona praticamente nulla nei 26 episodi che compongono l’unica stagione della serie: il tono ed il ritmo degli episodi sono sballati, le sceneggiature inconsistenti, le animazioni legnose.

Justice League Action

Dopo due progetti decisamente poco fortunati, DC e Warner Bros. sperimentano molto con la formula della webseries, che diventerà il contenuto privilegiato soprattutto dei più giovani, tornado a realizzare una serie animata tradizionale solo nel 2016 quando debutta Justice League Action.

È evidente che la serie tragga ispirazione da Justice League Unlimited ma con un taglio più moderno, a tratti ironico, ma incredibilmente rispettoso dal materiale originale. Ottimo il character design che rende più spigoloso quello tradizionalmente associato alle produzioni di Bruce Timm.

Justice League Action, sviluppata da fra gli altri da Sam Register, Butch Lukic, Alan Burnett e Jim Krieg, è composta da una sola stagione da 52 episodi. La novità è che gli episodi sono da 10 minuti circa l’uno eppure tanto basta per coinvolgere anche gli spettatori più grandicelli.

Purtroppo la serie non ha raccolto consensi di critica tali da ottenere il rinnovo, pur avendo generato di contro un buon indotto di merchandise anche grazie ai numerosi contenuti video gratuiti presenti su Youtube, e rimane a oggi un piccolo cult moderno da recuperare per qualche ora di puro intrattenimento.

Le serie animate DC in corso

Dopo questa lunga carrellata arriviamo finalmente alla situazione attuale: quali sono le serie animate DC attualmente in corso?

Young Justice

Partiamo dal 2010 con Young Justice, serie cancellata dopo due stagioni e riportata in vita grazie alla piattaforma streaming DC Universe dove è attualmente attesa la quarta stagione, sviluppata da Brandon Vietti e Greg Weisman.

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La serie gioca ancora una volta con uno dei concetti fondanti della DC quello di legacy e quindi protagonisti della serie sono i sidekicks e la loro crescita personale non solo come eroi. La serie ha raccolto un ampio consenso di critica per il suo taglio maturo, oggi diremmo young adult, con cui ha affrontato determinate tematiche ma, piegando le fonti fumettistiche alle esigenze televisive, ha ristretto la sua platea divenendo un piccolo cult.

Teen Titans Go!

Nel 2013, DC e Warner Bros. rilanciano il franchise dei Teen Titans con Teen Titans Go! versione rivista per un pubblico di giovanissimi ed influenzata dalla più moderna produzione animata fatta di gag, momenti di vita quotidiana e ritmi frenetici.

Teen Titans Go!, sviluppata da Michael Jelenic e Aaron Horvath, è un successo immediato e ancora vivo e vitale con un indotto creato dal merchandise capace di rivaleggiare con quello di serie storiche. La serie è attualmente composta da 289 episodi (da 10 minuti ciascuno) divisi in 6 stagione più due film.

Con Teen Titans Go! ci discostiamo decisamente dal mero adattamento animato del materiale fumettistico approdando in un territorio, sia dal punto visto contenutistico che tecnico, forse lontani dalla sensibilità di chi è cresciuto con Batman: The Animated Series ma che sta giocoforza formando una nuova generazione di fan DC.

DC Super Hero Girls 2019

L’assunto su cui si basa l’animazione DC e Warner Bros. è scontato: adattare i fumetti in serie animate che generano poi un indotto fatto di prodotti di varia natura. In epoca moderna però succede il contrario cioè che una linea di giocattoli, bambole per lo più, diventino prima una webseries di successo e poi una serie animata vera e propria. Stiamo parlando di DC Super Hero Girls nata nel 2019.

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Dall’omonima linea di bambole Mattel, Lauren Faust sviluppa la serie pensata per il pubblico di piccole telespettatrici che vogliono essere anche loro eroine. Ecco che quindi Wonder Woman, Supergirl, Bumblebee, Batgirl, Zatanna e Green Lantern diventano studentesse della Metropolis High School vivendo incredibili avventure.

Anche per DC Super Hero Girls si applica il concetto appena espresso per Teen Titans Go!. Si tratta di serie che, stando al passo con i tempi, intercettano sensibilità nuove e diverse rispetto a quelle del passato e più tradizionali.

Harley Quinn

L’ultima fra le serie animate targate DC è Harley Quinn. A quasi due decenni dalla sua creazione, l’eterna fidanzata del Joker cerca emancipazione con questa serie sviluppata da Justin Halpern, Patrick Schumacker e Dean Lorey che strizza l’occhio alle così dette serie animate adult oriented fra ironia, battute a sfondo sessuale e commento socio-politico.

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La serie è andata in onda dal 2019 sulla piattaforma streaming DC Universe per 26 episodi divisi in due stagioni. È stata accolta in maniera tutto sommato positiva da critica e pubblico anche se per il momento non c’è menzione di una terza stagione.

Harley Quinn tocca marginalmente, e solo quando serve, il materiale fumettistico anche recente preferendo un approccio diretto che spesso sfonda la quarta parete. Da segnalare anche che a prestare la voce al personaggio c’è Kaley Cuoco ovvero la Penny di The Big Bang Theory.

Aggiungete alla vostra collezione di action figures, il Batman di Batman: The Animated Series della McFarlane Toys.