12 cose che (forse) non sapevi sui Funko Pop!

12 cose che (forse) non sapevi sui Funko Pop!

12 cose che (forse) non sapevi sui Funko Pop!

Dei Pop abbiamo parlato proprio di recente, e forse non avevate neanche bisogno che ve li raccontassimo noi.

I graziosi personaggi su licenza messi in commercio dalla statunitense Funko, sono infatti diventati dei veri e propri beniamini della cultura pop, e specie se siete frequentatori di fiere o convention, è impossibile non vi siate mai imbattuti in una di queste figure, il cui numero di pezzi singoli prodotti è a dir poco esorbitante.

Se esiste una licenza, allora esiste un Funko Pop ad essa dedicato, e questa sembrerebbe essere ormai una certezza della vita, rendendo per nulla semplice la vita a chi, magari, quei Funko Pop ha scelto di collezionarli tutti, ma proprio tutti... o quasi.

Abbiamo quindi deciso di offrivi una piccola panoramica sulla vita dei Funko Pop e, come di consueto, abbiamo deciso di farlo attraverso alcuni simpatici e rapidi "fun facts" che dalle origini ad oggi vi sveleranno alcuni dei retroscena dietro al planetario successo di questi personaggi di appena 9 centimetri.

Il primo della lista

I Funko Pop nascono a Washington, e la loro genesi è quanto mai stravagante e personale.

Il loro creatore, Mike Becker, era infatti alla ricerca di un particolare memorabilia: una figure dedicata a Big Boy, mascotte di una locale catena di fast food (la Bob's Big Boy) i cui gadget risutavano tuttavia introbabili, salvo che per pochi pezzi messi in vendita a cifre da capogiro.

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Desideroso di avere un piccolo Big Boy sulla sua scirvania, Becker decise di prodursene uno da solo, e non volendo che il prodotto fosse "contraffatto" acquistò la licenza di utilizzo della mascotte, per farsi in casa una figure del tutto ufficiale, e così fece.

Il Big Boy fu la prima figures di Becker e di quella che, da lì a poco, sarebbe diventata la Funko. Era il 1998.

Una fine prematura

Ben prima che i Pop vedessero la luce, la neonata Funko è passata attraverso diversi alterchi, i primi dei quali si manifestarono proprio agli inizi dell'attività.

Brian Mariotti @2x

Mike Becker, infatti, non aveva alcuna esperienza nella direzione aziendale, e si scontrò subito con una lunga serie di problemi logisitici che lo portarono, a quanto pare, sull'orlo della chiusura.

La società partì davvero solo quando Becker arruolò a bordo la figura di Brian Mariotti attuale CEO di Funko, che fu capace di trainare l'azienda fuori dal baratro, portandola poi, nel 2010, a mettere sul mercato i Pop.

La genesi

Se oggi abbiamo i Funko Pop dobbiamo forse ringraziare DC Comics ed i suoi supereroi.

Nel 2009, infatti, la DC Comics entrò in contatto con la Funko, essendo alla ricerca di un produttore di giocattoli, che potesse immettere sul mercato una linea di prodotti su licenza di cui DC era sprovvista, ovvero quella delle "cute dolls", peluches dall'aspetto buffo e rassicurante, sul cui modello DC voleva una serie di prodotti dedicati ai suoi supereroi.

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Funko non era tuttavia sicura che quella dei peluches fosse la strada giusta, e propose a DC Comics un modello di pupazzo in vinile che, andando a ripescare uno stile cartoonesco e buffo, potesse riproporre con uno stile semplice praticamente qualunque eroe della casa fumettistica.

A DC l'idea piacque, e così al San Diego Comic-Con del 2010 fecero il loro debutto i primi Pop che, tuttavia, delusero di molto le aspettative di vendita.

Funko era infatti noto per essere un brand dedicato alle bobblehead, e benché anche i Pop avessero un aspetto super deformed, i fan del marchio Funko non apprezzarono per nulla.

Funko Force

Ed a proposito di apprezzamenti e simili, i Pop, in origine, avevano un nome molto diverso.

Quando Mariotti stava progettando la prima linea insieme a DC Comics, volendo dare lustro al nome della società, decise di chiamare la linea di nuove figures "Funko Force 2.0", nella speranza che questa potesse attrarre i fan dell'azienda che, col nome di "Funko Force", aveva messo in commercio molte apprezzatissime bobblehead

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I test, tuttavia, rivelarono che i fan erano confusi, e che forse l'acquirente ideale andava cercato al di là dei confini che il marchio si era imposto dai tempi del Big Boy.

La società capì quindi che occorreva un nome diverso per il brand, cosicché ci si potesse rivolgere anche a chi non avesse idea di cosa fosse la Funko, e scelse quindi il nome "Pop".

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L'aspetto

Benché li si ritenga "banali" o privi di personalità, i Pop sono invece frutto di uno studio e di una ricerca molto accurata, atta a rendere ogni figure sempre molto identificabile in riferimento alla licenza originale.

Se ci pensate la sfida è quanto mai ardua, perché parliamo di personaggi che non godono di troppi dettagli, ed i cui tratti somatici sono, in linea id massima, tutti molto simili.

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L'idea del design originale fu dell'Art Director di Funko, Sean Wilkinson che decise di dare ai Pop un aspetto semplice, che ispirasse tenerezza in chi li avrebbe visti.

Fondamentale, in tal senso, fu la decisione di munirli di occhi molto grandi e vistosi, e di posizionare il naso proprio sotto la linea degli occhi, così da dsrgli un aspetto più accattivante.

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Per differenziarli si sarebbero sfruttati pochi ma importanti dettagli, come la capigliatura, l'esressione delle sopracciglia o, più raramente, dei gadget che richiamassero in modo preciso e identificativo alla lore del personaggio.

Funko rari

A causa della loro diffusione a dir poco capillare, i collezionisti di figures in generale tendono a snobbare i Funko Pop, ritenendoli dei gadget economici e di poco valore.

Se la cosa può anche essere vera sotto certi aspetti, per altri non è proprio così.

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I Pop infatti hanno una tiratura specifica, che per alcuni pezzi è molto limitata e, in quanto tale, rende alcune figures molto, ma molto rare.

Per altro la Funko è una delle poche compagnie di figures che si prodiga con efficienza nello sviluppare tantissime figures speciali o in edizione limitata, messe in commercio per un tempo molto breve e in occasione di alcuni delle principali convention mondiali relative alla pop cuture come, ad esempio, il Comic Con di San Diego.

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Questo ha portato alla nascita di figures molto rare e collezionabili come l'ambitissima edizione "senza testa" del Ned Stark di Game of Thrones, o la versione "glow in the dark" di Lanterna Verde, che oggi può arrivare anche a valere 2000 Dollari.


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Business in espansione

Una particolarità della Funko, è che pur essendo una compagnia di giocattoli a tutti gli effetti, ha in licenza alcuni marchi che sono di proprietàà di altre compagnie di giocattoli.

Un esempio sono i Masters of The Universe e i Transformers, entrambe sono di proprietà di Hasbro, che tuttavia ha dato ben volentieri la licenza di sfruttamento dell'immagine alla società.

71p ONoWfAL  SL1000Questa particolarità veramente unica, chiarisce anche quanto sia potente dal punto di vista culturale il brand "Funko Pop", e di quanto possa essere rischioso per un marchio restare al di fuori dello straordinario roster di personaggi che Funko ha messo in commercio nel tempo.

La crescita della Funko dal 2010 è stata repentina e inarrestabile, e parte di quetso lo si deve non solo ai Pop, ma anche all'abilità della società di esplorare nuovi settori del mercato.

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Un esempio? La più recente trovata è la nascita di un brand di cereali da colazione che, utilizzando la versione "pop" di personaggi come Megaman, Gollum, Freddy Krueger e Jason porta in tavola i colori e le fattezze dei Funko Pop, con tanto di gadget incluso nella confezione.

Un brand (i cereali) che sfrutta dei brand su licenza facenti parte di un altro brand (i Pop). Geniale!

Lo sviluppo del packaging

Che ci crediate o meno, gran parte dello sviluppo del prodotto passa attraverso il suo packaging!

Funko ha infatti dichiarato che possono volerci anche 45 giorni prima che il team dedicato allo sviluppo del packaging stabilisca come e cosa vada messo sulla scatola di un determinato personaggio.

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Questo perché l'obiettivo di Funko è quello di creare prodotti che siano immediatamente riconoscibili ed identificabili e per far ciò, impiega sino ad oltre un mese di tempo nello studio del personaggio da inscatolare, così da raccogliere idee e riferimenti utili da poter inserire sulla scatola.

Il rapporto con i fan

Come fa Funko a decidere quali figure produrre e quali brand scegliere per i suoi nuvoi pop?

Funko è attivissima nel suo rapporto con il pubblico, ed interagisce con questo per mezzo dei social, in cui cerca dai far fronte alle richieste ed alla curiosità dei suoi numerosissimi fan.

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Non è raro che alcuni fan propongano franchise che poi finiscono avvero sul tavolo di discussione della dirigenza Funko, che nel tempo non ha disdegnato alcun marchio che potesse far presa sul pubblico (ovviamente calibrando la produzione in base a doverose e attente indagini di mercato).

Al di la di questo, anche il team di lavoro interno si basa moltissimo sulle proprie passioni sicché, oltre a scaturire dai principali brand pop in base ai trend del momento, i Pop possono derivare anche dalla passione condivisa dai membri del team.

Un caso abbastanza noto è stato, ad esempio, quello della linea dedicata a "Saga", la bellissima serie a fumetti di Brian K. Vaughan e Fiona Staples, nata proprio dalla passione espressa dai membri del team Funko Pop.

Quanti Funko esistono?

La risposta non è semplice.

Funko non ha mai diffuso alcun dato ufficiale in merito, ed il fatto che la linea di produzione sia in costante espansione, non ha fatto che rendere il conteggio più difficile.

Calcoli "amatoriali" hanno stabilito che, escludendo edizioni limitate e da collezione, si sia attualmente intorno ai 6000 Pop diversi, con alle spalle un numero esagerato di licenza.

Il numero è assoutamente realisto e significa che, in circa 8 anni, Funko ha immesso sul mercato circa 750 figures diverse l'anno!

L'arte dei Pop

I Funko Pop sono così popolari da aver creato un vero e proprio fenomeno culturale.

Sono diventati così popolari che artisti, designer ma anche semplici amatori hanno cominciato a rielaborare e scolpire versioni personalizzate dei Pop, o anche ad utilizzarli all'interno di opere d'arte pittorice e scultoree.

La cosa più curiosa è che i Funko Pop sono forse l'unico brand identificabile con il mondo dei giocattoli in cui esistono delle contraffazioni artistiche, che per altro hanno persino un proprio mercato di riferimento, con pezzi regolarmente venduti anche per centiniaa di dollari. 

Tom Cruise Super Mario

In questo marasma di licenze, figures e personaggi da ogni dove, sono pochissimi i brand che non si sono lasciati ammaliare dalla popolarità dei Pop.

Il primo è certamente quello di Nintendo che, nonostante le richieste da parte di Funko e dei fan, non ha mai dato alla società il diritto di sfruttamento dei suoi marchi.

Il caso più particolare è tuttavia quello relativo ai personaggi dal film "La Mummia", film del 2017 con cui la Universal progettava di avviare, a tutti gli effetti, il suo universo cinematografico dedicato ai classici mostri di cui è proprietaria.

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Per il film (per altor un fiasco) furono quindi progettati una coppia di Funko, uno per la Mummia interpetata da Sofia Boutella, e uno per il personaggio interpretato da Tom Cruise (Nick Morton).

Il funko dedicato alla Boutella lo troverete tranquillamente in giro, ma quello di Tom Cruise invece no.

Questo perché l'attore è da sempre restio a cedere i diritti sulla propria immagine e, pertanto, le possibilità di un Funko che lo ritragga sono pressoché inesistenti. 


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